LO SPORT COME RIVALSA SOCIALE

di Paolo Sciamanna

Ambire al successo per alcuni è normale e possibile, mentre chi non trova un appiglio all’interno della realtà in cui vive si ritrova a consumare i propri giorni, spesso senza riuscire a costruire qualcosa di concreto. Molti autori hanno rappresentato queste problematiche nelle loro opere, creando storie di immenso valore umanistico e sociale. Chi non ha mai sognato un posto in prima fila? A chi non farebbe piacere un po’ di celebrità, oppure il sentirsi importanti per qualcuno o per qualcosa? Slam Dunk ad esempio, nonostante sia un fumetto dai risvolti molto umoristici, è, si può dire, il maggior rappresentante di tali tematiche tra i manga in commercio attualmente. Dapprima neanche il "basketman" Sakuragi aveva una bella fama all’interno del liceo Shohoku, anzi era considerato un vero e proprio teppista e il ragazzo più scaricato della scuola. Ma dopo il cinquantesimo "no" da parte di una ragazza, la sorella del capitano della squadra di pallacanestro, Haruko, chiede al povero Sakuragi se gli piace il basket, e lui, innamoratosi all’istante dell’avvenente fanciulla, ovviamente risponde positivamente alla domanda (anche se l’ultima ragazza lo aveva scaricato proprio per un giocatore di tale, odiata, disciplina). In questo modo ha inizio una delle più spassose, e a tratti drammatiche, storie mai pubblicate sulla possibilità di riscatto del personaggio attraverso lo sport. A volte il processo può iniziare per coincidenza, come nel caso qui sopra, oppure grazie a delle persone che posseggono grande volontà e forza d’animo. Il prof. Kawato di Rookies, insegnante nella classe probabilmente più teppista del mondo, ne è un classico esempio. Fino a poco tempo prima la scuola aveva una squadra di baseball molto famosa, almeno fino a che il vecchio preside non era stato sostituito: da questo momento infatti il club è usato dagli studenti come luogo in cui sfogare i propri ormoni o passare il tempo libero in attesa di essere chiuso definitivamente. Ma è qui che entra in scena il grande prof. Kawato che riesce a risvegliare nella classe di delinquenti il talento ormai sopito. Grazie a lui i ragazzi non solo ritrovano la grinta e la gioia di giocare, ma anche un senso da dare alla loro vita. Lo scoraggiato protagonista di Harlem Beat vive un’esperienza come questa: dopo aver provato, con pochi risultati, tutti gli sport immaginabili Naruse si ritrova demotivato e depresso. Passeggiando nei sobborghi della città però incontra dei ragazzi che giocano a "street basket". Come il nome suggerisce, si tratta di un tipo di basket che si gioca in strada, su uno spazio pari alla metà di un campo regolamentare. Convinto dalla bella Mizuki, Naruse comincia a praticare questo sport e nel giro di poco tempo riesce addirittura a realizzare un "airwalk" ai Treeman, la squadra più forte della zona: il che conferisce al ragazzo una notevole forza interiore e molta voglia di migliorare. Sentirsi indispensabili per compiere qualcosa a cui si tiene è una delle soddisfazioni più belle: per fortuna queste cose accadono anche nella vita reale ed avere una rivalsa nella società è possibile per tutti, a costo di buona volontà e amore per ciò che si vuole fare.