QUARANT'ANNI DI SOGNI
di Roberto Fontana
Il cavalluccio marino più famoso al mondo compie quarant’anni. Naturalmente stiamo parlando della mascotte della casa di produzione Tatsunoko Production: una vera e propria istituzione nel panorama mondiale dei cartoni animati. All’epoca in cui fu fondata (nel lontano 1962) la televisione era ancora in bianco e nero. I personaggi Disneyani e Popeye erano al culmine della loro popolarità: lo scontro tra questi ultimi e le opere della neonata casa di produzione si prospettava decisamente impari. Tuttavia nel ’65 vide la luce la prima animazione firmata con l’immagine dell’ippocampo: Space Ace era il nome di questa fantascientifica saga composta da ben cinquantadue episodi da trenta minuti l’uno. La Tatsunoko aveva fatto finalmente capolino nel panorama televisivo giapponese. Due anni dopo il successo si consolidò con Speed racer (Mach 5 go go go). L’intento dell’impresa, già dalla fondazione, era quello di far sognare, attraverso le avventure dei propri beniamini, generazioni intere. Non a caso il motto della Tatsunoko era, ed è tuttora: "Dreams for families of the world" che tradotto letteralmente vuol dire "Sogni per le famiglie del mondo". Non si può certo affermare che non abbiano raggiunto lo scopo; non so voi ma io conservo ancora vivo il ricordo di molti dei personaggi, ben caratterizzati sia graficamente che psicologicamente, animati in questi anni. La loro presenza è stata una costante nella mia vita fin dall’infanzia: interi pomeriggi passati ad emozionarmi con serie come Mach 5 go go go, Il mago pancione, L’ape Magà, Gatchaman, Hurricane Polimar e Tekkaman (solo per citare una minima parte della produzione della casa dell’ippocampo). La tristezza che pervadeva gli episodi di Kyashan era qualcosa di unico e la freschezza della comicità delle Time Bokan Series rasentava la genialità. Queste ultime sono quel gruppo di cartoni di cui fanno parte Yattaman e Calendarman, tanto per intenderci. Ne cito solo due (anche se in realtà il numero delle serie è molto più alto, e non tutte sono arrivate in Italia) ricordando come in ognuna sia presente una costante: i veri protagonisti sono sempre stati i cattivi. Il trio Dorombo, capitanato da Miss Dronio, in un modo o nell’altro compariva sempre in ogni storia: con nomi e vestiti diversi, qualunque fosse la differente incarnazione, ci hanno fatto costantemente divertire. Ultimamente la Tatsunoko aveva cominciato a sfornare remake non all’altezza delle serie originali. C’era chi sosteneva che la vena creativa era ormai esaurita ed anch’io, ad essere sincero, ho cominciato a temere tale eventualità. Non che sia contrario ai remake in generale ma ritengo che debbano essere giustificati o, per lo meno, tenuti in piedi da una sceneggiatura ed una regia buone. Per fortuna i miei timori si sono dissolti quando ho visto il primo episodio dell’ottimo Generator Gawl. Forse c’è ancora modo di sognare assieme ai personaggi della casa dell’ippocampo. Intanto mi sento in dovere di ringraziare la Tatsunoko per i sogni a noi donati e per quelli che ancora ci doneranno.