NANA
di Roberta Sarti
Salve a tutti, la "shojista" di DF è tornata!! Sono molto contenta di poter di nuovo recensire un lavoro di Ai Yazawa. Questa disegnatrice è apparsa sul mercato italiano un po’ in sordina: dapprima conosciuta attraverso un anime è successivamente salita alla ribalta con un manga veramente delizioso e particolare (Gokinjo Monogatari). L’autrice è sicuramente poliedrica, originale e piuttosto prolifica, sebbene i fumetti editi finora da noi siano solo quattro, mentre due sono ancora in corso di pubblicazione. Questa volta mi dedico a Nana, l’ultimo titolo distribuito in Italia. Sebbene la vicenda sia solo agli inizi è già possibile affermare che ci coinvolgerà. Lo stile è moderno, abbastanza simile a quello di Last Quarter (se non l’avete letto fatelo al più presto: è una storia veramente intrigante!) anche se la Yazawa, rispetto al lavoro precedente, in questo caso ha ammorbidito i tratti delle fisionomie maschili donando loro un aspetto più realistico, ma non troppo nipponico. La ricchezza delle tavole è sorprendente, anzi, nelle immagini di paesaggi sembra quasi di osservare una fotografia. Non possiamo inoltre dimenticare lo stile di narrazione della brava mangaka: gli argomenti trattati, rispetto alle prime prove, sono rivolti ad un pubblico più maturo e ricettivo; dalle pagine di Nana, infatti, traspaiono nitidamente i sentimenti della protagonista e dei comprimari. Il risultato è un insieme di elementi allegri ed eccentrici, soprattutto nel look dei personaggi (è nota la passione dell’autrice per la moda) ma anche di caratteri sensibili e profondi, in particolare per le figure maschili, solo apparentemente imperturbabili. Bene, vi saluto e vi auguro buona lettura: siete ancora in tempo per acquistare i primi volumi!