KARAKURI CIRCUS
di Silvia Forcina
Un muscoloso giovane dai modi bruschi ed una rarissima malattia che inibisce le vie respiratorie, salvo che chi gli è intorno non inizi a ridere di lui. Un piccolo orfano erede di un’immensa fortuna e perseguitato da avidi parenti che vogliono la sua morte. Un’algida ed estremamente sexy circense con un’enorme valigia contenente il burattino di cui è l’abile manovratrice. Questi sono gli ingredienti iniziali di Karakuri Circus, l’ultimo manga di Kazuhiro Fujita (lo stesso autore di Ushio e Tora) edito dalla Play Press. Questo nuovo lavoro mostra la capacità dell’autore di creare storie originali e divertenti che presentano, oltre a qualche mistero e numerosi intrighi, personaggi simpatici e una buona dose di azione. Il disegno di Fujita, solo apparentemente grossolano, carico di zone d’ombra e di spessi intrichi di linee, trova nel fumetto il suo acme nella rappresentazione dei veri protagonisti della vicenda: i burattini. Più grandi di un uomo, questi manufatti, manovrati abilmente, sono, in netto contrasto con lo stereotipo del giocattolo, delle vere e proprie macchine da guerra dall’aspetto bizzarro e minaccioso, dai meccanismi complessi e micidiali. Nel turbine di battaglie, combattute da Narumi Kato a suon di pugni e dalla burattinaia Shirogane attraverso i fili del pupazzo Harlequin per difendere la vita del piccolo Masaru, l’autore mette in scena il circo delle contraddizioni, con giocattoli che servono a procurare la morte dei bambini, uomini che governano il destino con dei fili e, sopra ogni cosa, il potere salvifico di una risata.