THE GATE

di Francesco Pone

Uno dei vantaggi di Internet che l’industria ludica ha sfruttato di più è l’aspetto del "multiplaying", ovvero la possibilità di far agire più utenti nello stesso ambiente virtuale. Giochi come Diablo o Ultima hanno saputo unire questo aspetto ad un background fantasy preso a piene mani dai vecchi giochi di ruolo. Quello che mancava, almeno nel panorama italiano, era proprio il cosiddetto gdr, ovvero l’interpretazione del personaggio che va oltre le sue caratteristiche e la sua capacità di uccidere coboldi e troll per puntare maggiormente su di un aspetto sociale e "teatrale". Nel 1995 uno studente di informatica di nome Marco Braga decise di porre rimedio a questa mancanza prendendo come punto di partenza i MUD (Multi User Dungeon) "che erano discendenti delle antiche adventure testuali, (ed) erano quanto di più vicino potesse esserci ad un RPG multigiocatore". La caratteristica dei MUD è quella di essere testuale: tutte le situazioni, gli incontri e persino i comandi sono descritti mediante testo. "The Gate è quindi nato basandosi su un genere già esistente, seppure di nicchia, ma con l'obiettivo di portare uno stile di gioco che in Italia non esisteva, in quanto i pochi MUD allora attivi (...) erano ben lontani dal gioco di interpretazione ed erano più simili ad una partita a Diablo con interfaccia testuale". Oggi The Gate riesce a distinguersi dagli altri MUD oltre che per l’accento dato all’interpretazione (sebbene lo scontro con il grande pubblico italiano, abituato a "giochi di ambientazione fantasy (che) sono in genere orientati all'ammazzare mostri a raffica", abbia giocoforza modificato alcuni degli intenti iniziali) anche per un client grafico che rende molto più semplice l’utenza e i movimenti nel variegato mondo di Landmar. Sebbene la maggior parte delle situazioni continui ad essere descritta testualmente, una mappa a scorrimento e una serie di icone (oltre alla possibilità di assegnare una piccola immagine jpg al proprio personaggio) testimoniano il desiderio di venire incontro ad un pubblico il più possibile vasto. Ed il risultato? A diversi anni dalla sua creazione Marco Braga si sente soddisfatto: "The Gate è giocato da moltissimi giocatori, nonostante sia un gioco difficile ed impegnativo, ed in gioco ci sono giocatori davvero eccezionali. In due anni di attività abbiamo raggiunto una popolarità elevatissima, abbiamo avuto splendide sessioni di gioco e in generale un enorme interesse e successo nel panorama dei MUD italiani". Tutto ciò nonostante "questo genere di giochi in Italia non ha mercato, sebbene lo sforzo necessario alla loro realizzazione e la qualità dell'interazione permessa con il mondo di gioco e gli altri giocatori sia uguale o superiore ai vari giochi commerciali attualmente esistenti e che vanno per la maggiore". I meccanismi del mercato, insomma, non permettono al progetto di uscire dall’ambito dilettantistico, limitandone l’impiego di "tempo-lavoro e risorse". Anche per questo motivo l’autore si è circondato da uno staff di validi collaboratori, tutti volontari e non retribuiti. Ma non bisogna farsi ingannare: The Gate è un gioco che viene fatto anche dai giocatori che si sono riuniti in comunità e hanno costruito città in piena autonomia, con una propria legislazione e cultura. Il curioso che si collegasse per la prima volta non avrebbe che l’imbarazzo della scelta tra le possibilità a disposizione, la varietà degli ambienti e delle situazioni. Tutto questo per un gioco che è, dichiaratamente, in fase di sviluppo (mancano ancora la magia, le armi da lancio e mille altre cose cui Braga preferisce lavorare con calma e al momento giusto). E’ possibile iscriversi al gioco gratuitamente: per farlo basta seguire le istruzioni contenute nel sito thegate.ngi.it. Si ringrazia Marco Braga per la sua disponibilità e la sua pazienza.