GANTZ
di Walter Micucci
La cosa che colpisce subito nel fumetto di Gantz è l’elemento surreale: i suoi personaggi (tra cui anche un cane che nella storia si limita a leccare molto amorevolmente una tettona) una volta "morti" si ritrovano trasportati a "strati" in una stanza (una specie di purgatorio) nella quale il corpo si ricompone com’era in origine. Al centro di questa c’è una sfera che comanda loro di uccidere di volta in volta degli "esseri". I membri di quest’apparente gioco sono forniti di una tuta che trasmette loro una forza mostruosa e, attraverso questa, la capacità di sconfiggere i nemici. Una volta raggiunto lo scopo i componenti del gruppo vengono trasportati di nuovo nella stanza misteriosa (sempre sotto forma di "puzzle") e viene dato loro un punteggio! Tornati nel mondo reale il loro interrogativo è se hanno partecipato o meno ad un gioco televisivo. La storia di questo manga è evidentemente molto enigmatica: cos’è quella sfera? A cosa serve il punteggio? Tutti questi punti interrogativi saranno svelati solo andando avanti con la lettura. Hiroya Oku costruisce una trama contorta ma molto innovativa, resa attraverso un pizzico di violenza ed un gioco di elementi tecnologici (di cui si mostrano aspetti inquietanti oltre che ludici) che rende la lettura ancor più affascinante. Gantz ha inoltre un tratto particolare che nasce dalla fusione tra la mano dell’autore ed il disegno digitale: infatti sia lo scenario che le rifiniture sono realizzate tramite il computer. Il tutto crea delle atmosfere da videogioco che fanno da contrasto con gli esseri umani di carta, vittime e carnefici.