HEROES
di Ilaria Mascetti
Questa volta, vorrei trattare un’opera che esula, fortunatamente, dal solito panorama fumettistico. Infatti più che un fumetto è un’ icona, un memorabilia dei fatti avvenuti a New York l’ 11 Settembre 2001. Stiamo parlando di Heroes, albo di illustrazioni create immediatamente dopo la catastrofe del World Trade Center. Forse potrebbe apparire scontato un articolo su quel giorno, infatti ammetto che molto se n’è parlato, fino a giungere alla speculazione ed alla commercializzazione di una tragedia di tale portata. Ma non sono qui per giudicare i fatti, né per ribadirne la portata storica, mi esimo subito dal ruolo di giudice, concentrandomi invece su di un lavoro meraviglioso che dimostra solo quanto questo evento abbia inflenzato la psiche degli Stati Uniti. Heroes è sicuramente un modello della potenza comunicativa dell’immagine fumettistica, ma soprattutto testimonianza del dolore piu’ vivo del popolo statunitense. Le reazioni possono essere varie: vediamo desolazione, rabbia, disperazione. A distanza di qualche mese, con occhio più critico, si percepisce anche dell’odio, ma la cosa che più mi ha colpito e che più risalta e’ che tutte le tavole conservano un sentimento piu’ vivo e genuino di speranza. In ognuna c’è un’assoluta certezza di ripresa e rinascita, propria dell’età "adolescenziale" che sta attaversando ancora l’America. Nessuna lacrima né urlo ha potuto eliminare un patriottismo che vive e viene esaltato, a volte forse quasi fastidiosamente per un europeo disincantato. Coraggio e volontà nascono direttamente dalla lacrima del pompiere che cammina a testa bassa, dai volti scuri ma instancabili dei poliziotti. Tutto culmina nella riproduzione della storica piramide umana, direttamente dalla seconda guerra mondiale; la volontà di potenza di una nazione rivive nelle immagini in cui non soldati ma vigili del fuoco che innalzano la bandiera delle libertà. Elemento molto curioso, che riflette il carattere disimpegnato e forse Hollywoodiano degli Stati Uniti, è la compartecipazione di supereroi nel salvataggio delle vittime, cosa che se presentata in Italia avrebbe sicuramente suscitato scalpore. Invece le immagini presentateci dall’America sono molto lontane dal ridicolo e dal pacchiano. In verità, i supereroi, questa volta non agiscono, ma piangono, a volte disperati, incarnando lo spirito di un’intero paese, lasciando spazio di azione a civili, pompieri e poliziotti, che diventano a loro volta eroi. Le immagini delicate e profonde concedono libertà alla miglior tecnica dei piu’ grandi autori come Romita sr, Quesada, Lee, Sienkiewicz e molti altri. Con diversi spiriti di interpretazione ci presentano il volto di un’America sconvolta, atterrita, attraverso immagini commoventi che lasciano il segno dove la parola non arriva; la stessa figura non riempirà mai l’occhio. Basti solo pensare che per la prima volta Frank Miller ci presenta Capitan America, sì agguerrito, ma con il suo indistruttibile scudo spezzato in due punti ben precisi, punti dove neppure la fantasia è riuscita a mettere a riparo gli Stati Uniti.