JOJO OAV E VIDEOGAME
di Mauro Paone
Come spesso accade nel paese del Sol Levante, dai migliori manga vengono ideate serie televisive, videogiochi e quant’altro possa soddisfare il fan medio. Un manga di successo come Jojo quindi non poteva certo passare inosservato. Nel 1990 la KSS editò in Giappone, una serie di 6 Oav (ancora non disponibili in edizione italiana) aventi come protagonista Jotaro e soci. Gli Oav narrano le vicende svoltesi nella terza serie del manga tuttavia solo a partire dall’incontro con Iggy, fino alla battaglia decisiva fra Jotaro e Dio Brando; precisamente nell’edizione italiana del manga dal volumetto 25 al 28. Le ragioni per cui come inizio sia stata scelta quella parte ci sono oscure (voci di corridoio danno come soluzione il fatto che la "parentesi egiziana" sia quella più avvincente). Da un punto di vista tecnico gli Oav possono vantare un’ottimo character design, curato da Hayama Junichi, che si avvicina moltissimo a quella, comunque ineguagliabile, del maestro Araki. La regia sviluppa bene la trama del fumetto e spesso presenta notevoli tocchi di classe come ad esempio il "rocambolesco" scontro a poker fra Jotaro e D’Arby. Le musiche sono scritte dall’italiano Marco D’Ambrosio, piuttosto varie e ben curate sottolineano i vari momenti della narrazione ma nelle scene d’azione non sempre riescono ad essere convincenti. In seguito sono state raccolte anche in cd e, se ascoltate al di fuori dell’animazione, presentano diversi notevoli spunti stilistici. L’esperimento di trasporre le avventure di Jojo in animazione non poteva di certo rimanere isolato. A seguito delle numerose pressioni dei fan e dell’enorme successo riscosso dalla serie, i dirigenti della Super Techno Arts e della A.P.P.P., in collaborazione con la Lucky Land Communication, hanno fatto uscire il 25 Maggio 2000 in tutti i negozi nipponici, il primo volume della nuova serie di Oav alla modica cifra di 6800 yen. Questa volta gli episodi saranno 7 e rappresentano una sorta di prequel agli eventi dei primi 6 Oav. Si và dall’incontro di Jotaro con Abdul e Joseph in galera, fino a quello con Iggy nel deserto, (anche se non è ancora noto quali saranno gli episodi trasposti). Tecnicamente non hanno nulla di nuovo rispetto alla prima serie (il cast è lo stesso), a parte una maggior cura nella realizzazione degli Stand. Di maggior attrattiva, sopratutto per chi non conosce il fumetto, sono i videogiochi. Jojo ha al suo attivo 3 giochi per altrettante console. I primi due, anche se sviluppati entrambi dalla terza serie, sono piuttosto differenti. Il primo per Super Famicom è una sorta di Rpg dove comanderete Jotaro e gli altri. Essendo in giapponese stretto sarà un po’ difficile usare i vari comandi ma allenandosi si possono riuscire ad ottenere buoni risultati. Più giocabile è il videogame su Playstation e Dreamcast sviluppato dalla Capcom. Classico picchiaduro bidimensionale, presenta tutti i pregi delle ultime produzioni analoghe: personaggi segreti, counter, combo, supercombo eseguibili sia da soli che con gli Stand vi occuperanno per ore. Divertente lo story mode (solo versione PSX) dove sarete impegnati, seguendo i vari eventi della storia originale, in una serie di scontri e sottogiochi. Il terzo gioco, sempre un beat’em up, previsto per la PS2 (in anteprima all’ultimo Tokyo Game Show) è ambientato nella 5° serie. Da quello che si è visto grande attenzione è stata riposta nella grafica, grazie alle potenzialità della macchina, usando modelli tridimensionali molto dettagliati e un ottimo uso delle texture. Altri dettagli ancora non sono trapelati dagli uffici della Capcom.