Arte: il fil rouge della pittura nella storia

Un filo rosso, quindi non proprio invisibile, che percorre tutta la storia dell’arte, in particolare della pittura. Filo che è invisibile nella traduzione del titolo italiano dell’opera, originariamente intitolata Au fil de l’art.

L’opera, pubblicata inizialmente in Francia tra il 2012 e il 2015 per Delcourt, è proposta nell’edizione italiana in due volumi: 200 pagine di qualità, come d’altra parte in tutte le pubblicazioni Kleiner Flug.

Qualità nel supporto cartaceo e nei contenuti.

La carta pesante è adatta a supportare un tratto ricco di colore come quello di Gradimir Smudja, illustratore di origine serba, molto conosciuto in Francia e attualmente residente a Lucca.

Che per l’occasione imbarca nell’opera anche la figlia Ivana, più film maker che fumettista, sia nel testo che nei disegni. E forse lo influenza nell’uso di effetti speciali e inquadrature anche azzardate.

La storia: Luna e il suo gatto (parlante e vestito da teenager) Vincent partono da sotto un albero. Inciampano in un filo rosso e cadono in un buco (ops, mi pare di averla già sentita). Filo invisibile, tranne che per i due protagonisti e per i pittori che incontrano.

inizio della storia della pittura

Luna, pittrice in erba, alla fine del buco trova l’inizio della storia della pittura come arte: la grotta di Lascaux.

Poi, sempre a causa del filo, salta direttamente al Rinascimento. Forse trascurando tanti pittori precedenti.

In realtà, nella Cronologia Smudja fa scaturire il filo rosso dell’arte pittorica da Giotto e Jan Van Eyck.

Ma probabilmente per dedicare alcune pagine in modo significativo a tutti i pittori, presenti anche solo nella cronologia in fondo ai volumi, avrebbe richiesto un’opera mastodontica.

Non che questo non sia un lavoro quasi enciclopedico. Ma pensare di condensare una esauriente storia della pittura in una sola opera, peraltro a fumetti, è impensabile. Per questo sceglie alcuni pittori, che possono essere in qualche modo legati, e forse sono anche funzionali al miglioramento tecnico e artistico della protagonista. E più che raccontare la storia della pittura, racconta una storia passando per alcune caratteristiche dei pittori.

Né è la prima volta che si racconta la storia dei singoli pittori a fumetti. È accaduto diverse volte anche nella stessa collana Prodigi fra le nuvole, di cui fanno parte questi due volumi.

Ma finora abbiamo trovato opere dedicate a un singolo pittore, non alla pittura in generale.

Smudja scrive un lavoro ironico e onirico (beh, sì, l’ho fatto apposta a trovare due anagrammi per definire il libro, NdR). Esaspera il carattere dei personaggi, li rende spesso delle macchiette. Anche nei tratti somatici.

Prende spunto dagli episodi della loro vita per giocarci un po’. Chi poteva immaginare che la Gioconda fosse il ritratto della domestica che non rispettava le invenzioni del genio? O chi sapeva del coniglietto di Duhrer?

E Luna utilizza questo viaggio per smettere di essere una disegnatrice troppo lenta come le dice Vincent all’inizio. Impara da Leonardo la prospettiva a un solo punto di fuga, il volo e la dinamica. Da Michelangelo l’affresco, e anche il modo di disegnarlo. Aiuterà con il pennello, e non solo, tanti dei pittori che incontra.

Ironia su pittura e società

Il filo, invisibile nel titolo, ma rosso per noi e per i protagonisti, diventa una sorta di guida, la trama di un percorso di formazione per Luna. Un personaggio che è un po’ la rappresentanzione di quegli artisti che nel loro percorso attingono da questi grandi. Un po’ come accade a tutti, in qualsiasi campo. Luna sceglie di salire sulle spalle dei giganti, figure esemplari a cui si fa riferimento nella propria formazione, che non possono essere tutti i grandi. Ne mancano, ma evidentemente da quelli elencati si possono apprendere gli elementi centrali della pittura. E comunque molti dei pittori non presenti nei disegni di Smudja vengono citati nelle storie degli altri, per i quali sono stati spesso maestri.

Manca forse un Caravaggio per la luce, o un Tiepolo per il vedutismo e la riflessione sui paesaggi. Ma, come abbiamo detto, Smudja ha dovuto scegliere. Probabilmente il criterio, che non è stato esplicitato nell’opera, è legato al percorso formativo di Luna, ai gusti personali e anche alla possibilità di far relazionare i personaggi con la protagonista. In qualche modo mette insieme anche pittori di origine diversa: l’opera è nata per il mercato francese, quindi non risente dell’italocentrismo di cui siamo un po’ malati quando si parla di arte…

E forse si lega anche alla possibilità di ironizzare sul singolo artista, mettendo a frutto le sue capacità di caricaturista. Evidenzia infatti alcuni tratti somatici dei pittori e dei personaggi storici che li circondano.

interno pittura 2

Ma caricaturali risultano anche le storie: le ossessioni di Rubens per la stazza delle sue modelle, le relazioni pericolose di Velazquez, le strane relazioni tra gli impressionisti.

Sempre sospese tra la realtà, l’ironia e una parte fantastica che deforma gli aspetti reali. Toccando anche punte di altissima poesia, come il compagno di stanza di Renoir in ospedale. O di pathos, come Hokusai che usa l’onda per salvare dalle fiamme la sua stessa figlia.

Dall’altra parte si evidenziano anche i tratti parossistici: Goya che è Jekill e Hide, Munch ossessionato dall’urlo.

Ciascun pittore diventa in qualche modo un tutt’uno con le sue opere, e Luna assorbe da tutti. E dipinge un po’ con tutti.

Lo stesso filo rosso peraltro diventa parte della storia, perdendo il carattere solo di legame storico e artistico tra i pittori, ma diventando a sua volta elemento scenico. O addirittura personaggio.

E come gli altri personaggi è utilizzato con ironia e fantasia: attraversa gli occhi di El Greco, lega i denti degli impressionisti, avvolge Klimt e Schiele.

Che non sia una storia della pittura, né dei pittori è evidente. Smudja ha dedicato quasi tutta la sua carriera di scrittore e disegnatore all’arte a fumetti, ma sempre con lo spirito del caricaturista. Da Van Gogh, di cui leggeremo presto anche su queste pagine a Toulouse Lautrec del Cabaret del Muses. Dando la sua personale interpretazione, e utilizzando pittori e storie per dare sfogo alla sua fantasia e alle sue capacità pittoriche.

Dal punto di vista della storia, il percorso finisce dove è cominciato: con Picasso che somiglia in maniera impressionante al pittore di Lascaux. E Lola e Vincent che si svegliano nel Musee d’Orsay, sotto un quadro di Van Gogh.

E il filo rosso non finisce!

Smudja riempie le sue pagine di colore e di dettagli, gioca con la geometria e con le tecniche pittoriche. La pagina in bianco e nero che introduce ciascun artista è già di suo un piccolo cameo. In ciascuna, come anche nelle ragnatele temporali alla fine di ogni volume, Luna, gli artisti e le loro opere si intersecano con questo filo.

Le poche pagine dedicate a ciascun pittore consentono a Smudja di cambiare spesso scena e registro, adattandolo a quello del personaggio incontrato da Luna e Vincent. Cambiano il registro grafico e quello ironico: ogni pittore è avvinghiato alla sua storia personale, oltre che alla sua tecnica pittorica. Il divisore comune è, fumettisticamente, la capacità di giocare con le inquadrature e le prospettive. Dal punto di vista strettamente artistico, i colori sono vividi e usati generosamente. Una dinamicità che travolge, ma illustrata nei dettagli.

Ogni tavola è una illustrazione o, se preferite, un dipinto a colori vivi.

due pittori definiscono una griglia: El Greco y Velazquez

Questo rende la lettura molto intensa: l’opera passa tutta attraverso la parte grafica. Gabbia, a volte definita nei modi più strani, inquadrature e deformazioni prospettiche contribuiscono a rendere poco scorrevole la “lettura”, costringendo a soffermarsi su ogni vignetta, sui dettagli. Dando anche il gusto della ricerca del particolare in pagine traboccanti di ironia e di tecnica.

I testi anche sono godibili, ma molto meno fruibili. Il lettering infatti non aiuta, è un po’ faticoso. Probabilmente i balloon sono un po’ piccoli per non togliere spazio alle tavole. In questo modo si perde il testo. Che pure è interessante e divertente.

Il formato grande (A4) mantiene quello usuale delle opere della casa editrice toscana. Ma è leggermente ridotto rispetto all’edizione originale francese (24×32). Questo forse ha tolto quel po’ di spazio che avrebbe reso i caratteri più leggibili.

Ma in fondo dà un ulteriore motivo per soffermarsi sulla pagina e sulla parte grafica.

Il filo rosso della storia della pittura

L’opera svia leggermente dal filone iniziale della collana di Kleiner Flug che ha proposto tantissime opere originali, centrate su episodi più o meno famosi della vita di italiani famosi. Ma che ultimamente ha allargato gli orizzonti, grazie anche alla collaborazione con Editoriale Cosmo, per cui alcune opere sono comparse in parallelo in edicola e fumetteria, con formati e qualità diversa.

Questa ulteriore finestra, che apre a un autore finora conosciuto soprattutto sul mercato francese, anche se da un po’ residente in Italia, e cosmopolita, come spesso accade per gli ex-jugoslavi, è molto apprezzabile.


Ivana e Gradimir Smudja
Il filo invisibile
2019, Kleiner Flug, Collana Prodigi fra le nuvole n. 25 e 26
2 voll., 96 + 104 pagg., 21×28,5 cm, € 19.00 cad.

Andrea Cittadini Bellini

Andrea Cittadini Bellini

Scienziato mancato, appassionato divoratore di fumetti, collezionista di fatto, provo a capirci qualcosa di matematica, di scienza e della Nona Arte...

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