Gli anime sono l’anima del commercio

La televisione giapponese vive fondamentalmente di orribili talk show stile La vita in diretta, però 1’000 volte più trash, con scenografie super kitsch e BGM camp, trasmessi a nastro continuo a qualunque ora del giorno e della notte, indistinguibili fra di loro, in cui gli ospiti in studio sono tutti inutili opinionisti e mediocri comici che mangiano, chiacchierano, ridono di sciocchezze e piangono per i drammi della vita, mentre guardano video di gente che mangia, chiacchiera, ride di sciocchezze e piange per i drammi della vita. Tutto questo 24/7, senza requie. A interrompere questo flusso insopportabile c’è la pubblicità, e verrebbe da dire per fortuna dato che almeno quella è fatta veramente bene, così bene che non è esagerato dire che un artista del mondo dello spettacolo può dirsi arrivato se partecipa a uno spot televisivo e, soprattutto, se e quanto riesce a rimanere nel business. Sono esemplari da questo punto di vista i casi di Gackt e Kyary Pamyu Pamyu, due celeberrimi cantanti/attori/modelli/star giapponesi i cui periodi di maggiore e minore popolarità combaciano non coi loro migliori album o ruoli cinematografici, ma bensì con i loro migliori spot TV (fra l’altro molto belli e molto divertenti).

Copertine degli album "TV Asahi Anime Songs" Gold e Silver.

Doraemon guarda la televisione d’inverno sotto il kotatsu coi mikan e d’estate davanti al ventilatore col cocomero nelle copertine degli album TV Asahi Anime Songs Gold e Silver.

In un panorama in cui l’esposizione mediatica commerciale è quindi imprescindibile, è bizzarro notare come i prodotti culturali giapponesi in assoluto più esportati all’estero, ovvero manga & anime, siano relativamente assenti. I fumetti hanno una rivincita su Internet nei banner pubblicitari (soprattutto di app e giochi on-line) e nelle campagne promozionali (tipo recentemente quella stupenda dell’azienda di collirio che ha prodotto le mascherine cosmetiche e quelle per dormire de La maschera di vetro), ma l’uso della tecnica del cartone animato per pubblicizzare qualcosa non ha ancora grande diffusione; forse produrre 15 o 30 secondi di animazione costa troppo e prende troppo tempo rispetto a girare uno spot con attori o in CG. Recentemente però alcuni interessanti spot TV animati stanno cominciando a fare capolino nella tv nipponica: per i nomi coinvolti e per i risultati raggiunti, vale la pena elencarne qualcuno.

La storia di Makoto Shinkai è ormai celebre: da fan degli anime a creatore di anime egli stesso con il cortometraggio La voce delle stelle, realizzato interamente da lui con le sue sole mani dall’inizio alla fine, e poi tanti altri. Storie delicate che ora sono diventate anche spot televisivi: nel video c’è un montaggio dei suoi lavori per AC Japan/NHK (pubblicità progresso), Taisei (azienda di edilizia pesante) e Z-kai (libri scolastici e di preparazione universitaria), tutti caratterizzati dal suo solito stile trasognato, con coppie dai destini tangenti, tramonti in technicolor ed exploitation dei mezzi di trasporto.

I mezzi di trasporto sono anche il fulcro dello spot di Yoshiyuki Sadamoto per Mercedes Benz del 2012, più valido tecnicamente che artisticamente. L’anno scorso l’artista è tornato a lavorare per l’azienda tedesca collaborando col trio di cantanti Perfume e trasformandole in piloti delle unità Eva, ma rinunciando stavolta all’animazione tradizionale a favore della più comune ed economica CG.

Lo Studio Ghibli è probabilmente l’unico studio d’animazione giapponese a vantare un’esperienza ultradecennale nel campo degli spot TV animati, più che altro però per la sua popolarità e il suo nome: come si vede nel video collage, la metà sono video autopromozionali e dell’altra metà alcuni sono poco più che divertissement, come nel celebre spot coi gatti prodotto da Toshio Suzuki per l’azienda alimentare Nisshin: carino, eh, ma come lavoro scolastico più che come prodotto pensato per il pubblico, anche perché non presenta alcun rapporto col prodotto reclamizzato e potrebbe adattarsi a qualunque cosa.

Youjirou Arai viene dallo Studio Ghibli, dove ha fatto l’animatore per Arrietty – Il mondo segreto sotto il pavimento, La collina dei papaveri e Si alza il vento, poi nel 2015 ha debuttato come regista col cortometraggio Il tifone Noruda e ha prodotto questo grazioso spot per il gioco per smartphone Puzzle & Dragons, in cui si ribadisce la scuola di pensiero, molto popolare in Giappone, che gli smartphone uniscano invece che dividere.

A proposito di smartphone, una serie di spot non animati, ma basati su alcuni celeberrimi (almeno in patria) personaggi dei fumetti e cartoni animati giapponesi: ci sono attori, cantanti, scrittori, sportivi eccetera che nella loro “vita precedente” erano un personaggio, da Sailor Moon a Rocky Joe, il tutto per promuovere telefonini customizzati dentro (grafica e sticker di LINE) e fuori (cover).

Altro abbinamento fra il mondo reale e quello dei cartoni animati è proposto dalla Suzuki, che per pubblicizzare la sua automobile utilitaria Hustler mette insieme i personaggi di Dottor Slump & Arale con quei personaggi che sono le Momoiro Clover Z, un gruppo di idol molto ironico e autoironico composto da cinque ragazze che si vestono solo ed esclusivamente coi loro rispettivi colori rappresentativi.

Ma nessuna pubblicità con attori in carne e ossa ispirata ad anime è celebre e riuscita tanto quanto quella della Toyota con i personaggi di Doraemon, il celeberrimo fumetto e relativo cartone animato della coppia Fujiko F. Fujio. Gli spot sono molto carini, con la distinzione infanzia animata/maturità non animata, un umorismo leggermente nonsense e soprattutto l’assurda presenza dell’attore francese Jean Reno a interpretare il gattone robot.

In pratica, anche negli spot TV il Giappone si conferma il regno di quello che gli autoctoni chiamano 2.5D, un modo di dire inventato dalla coppia di musicisti kanon×kanon e che rappresenta un mondo a metà strada fra l’animazione (2D) e la realtà (3D). Un buon modo per sganciarsi un po’ dalla grigia realtà ed entrare un po’ nella colorata immaginazione.

3 thoughts on “Gli anime sono l’anima del commercio

  1. Mauro Paone Mauro Paone says:

    I video pubblicitari che ricordo con più nostalgia sono quelli della Sega per il Saturn dove è stato introdotto il persoggio di Segata Sanshiro e successivamente quelli del Dreamcast con attore lo stesso Presidente della compagnia: molto ironici e divertenti.
    Ancora prima anche la SNK per il suo NeoGeo ha prodotto una serie di pubblicità davvero niente male.

  2. panapp panapp says:

    Ignoravo Segata Sanshiro, quindi ho youtubato e trovato questo https://youtu.be/caddayyxHMk e sono già suo fan. A me piacciono tantissimi spot giapponesi, fra i miei preferiti in assoluto ci sono questi della campagna per il consumo del latte in cui il latte ti rendere più forte, più bello e più intelligente:https://youtu.be/-8qQPSeHZIk

  3. Mauro Paone Mauro Paone says:

    Nel primo video trovi in tutti i CM di Segata Sanshiro col mitico ed epico finale del CM legato al gioco stesso di Sanshiro (se noti in una inquadratura si nota il logo del Dreamcast che sta anche a significare il passaggio dal Saturn al Dreamcast).

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