Anaïs Nin – Arte e menzogne

Anaïs Nin – Nel mare delle menzogne è una graphic novel di Léonie Bischoff edita da L’ippocampo.

Prima di entrare nelle pagine di questo bel volume, raffinato sin dalla copertina, mi devo soffermare per qualche riga sulla figura della protagonista, realmente esistita.

Anaïs Nin, nome completo Angela Anaïs Juana Antolina Rosa Edelmira Nin y Culmell, è stata una scrittrice statunitense di origini cubane, ed è considerata una delle massime esponenti della letteratura erotica mondiale. Grazie alle sue spiccate doti personali e alla collaborazione con Henry Miller, la Nin è diventata una delle prime donne a scrivere di sessualità ed erotismo in modo personale e sconvolgente, assurta a figura miliare nella letteratura femminile di ogni tempo.

Il volume di Léonie Bischoff si sofferma su un periodo particolare della vita della scrittrice, cioè il soggiorno a Parigi negli anni trenta del Novecento, in cui Anaïs affronterà una personalissima liberazione sessuale e artistica che la porteranno ad affermarsi come artista e donna.

Il libro si apre con Anaïs che vive a Parigi con il marito Hugo, un banchiere con velleità artistiche che con il suo stipendio mantiene lei e la sua famiglia di origine. Impegnata per la gran parte del tempo a recitare la parte della brava moglie e della figlia ubbidiente, ha come unica valvola di sfogo, ossessione e rifugio, un diario, che tiene giornalmente da quando era piccola e dove annota scrupolosamente tutto ciò che le accade. Hugo, figura ordinaria, concreta e tenera, spinge costantemente Anaïs a mettere a frutto le sue doti artistiche, ma la vera scintilla che le cambierà la vita sarà l’incontro con lo scrittore Henry Miller.

Miller era arrivato a Parigi in fuga da New York per scrivere e vivere d’arte, e lì infatti nasceranno i suoi libri più celebri Tropico del Cancro e Tropico del Capricorno. Tra i due nasce subito una complicità e un’intesa professionale che ben presto si tramuterà in qualcosa di nuovo, avventuroso e passionale. A sconvolgere la morigerata vita di Anaïs ci si metterà anche l’enigmatica figura di June, moglie di Miller, la quale capovolgerà il sistema valoriale di Nin e la farà sprofondare in un burrone di passioni dal quale faticherà a tirarsi fuori. La Nin scriverà molto di questa relazione nei suoi diari, da cui nel 1990 è stato anche tratto un film con Uma Thurman intitolato Henry e June.

I temi affrontati da questo fumetto e in generale rintracciabili nella biografia di Anaïs Nin sono tanti, complessi e dolorosi. Primo fra tutti il sesso. Incastrata in un matrimonio pieno di amore, ma soffocante, in cui il sesso è un dovere e non un piacere, Anaïs trova la liberazione e l’emancipazione nell’esprimere la sua sessualità fuori dal matrimonio. Iniziando a vivere in maniera disinibita, appassionata e fervida, senza ripensamenti o rimorsi. I numerosi incontri amorosi con più partner, anche contemporaneamente, per lei sono una sorta di chiave di accesso a sfere del pensiero e della natura più elevate e le faranno prendere coscienza di sé, della sua potenza personale, della sua arte e della sua espressione fisica.

Poi c’è la psicanalisi, altra tappa fondamentale nel suo personalissimo viaggio verso la consapevolezza come donna e artista. Anaïs frequenta con curiosità gli studi degli psicologi, una novità assoluta e in voga nella Parigi dell’epoca. René Allendy prima e Otto Rank poi la ospiteranno nei loro studi dove tentano di dare una risposta a quel suo sentirsi costantemente in pezzi, frantumata.

Ancora la figura del padre, elemento cardine del libro e della sua vita. Un uomo che da piccola l’ha abusata e poi abbandonata, creando in Anaïs una sindrome di Elettra da manuale. Alternerà sentimenti di odio e ammirazione per un padre che ha lasciato in lei un vuoto incolmabile, ma anche un fascino perverso e incestuoso.

Infine il matrimonio e più in generale le relazioni di coppia. Diventano uno strumento formidabile nel descrivere la società degli anni ruggenti. Anni in cui si era continuamente divisi dalla voglia di liberarsi dalle catene imposte dalle società borghese e dalla religione, dall’altra tormentati dal desiderio di sperimentare forme nuove di convivenza, più aperte e istintive, figlie della passione e del godimento.

Lo stile della Bischoff è sensuale e avvolgente. Guarda a Klimt e Segantini, tratteggiando una protagonista complessa, libera e prigioniera, piena di luci e ombre. Splendide le sequenze oniriche che ci fanno immergere nello stato d’animo della protagonista e riviverne sogni e incubi.

Un libro sofisticato, denso e interessante per palati fini.


Léonie Bischoff
Anaïs Nin – Nel mare delle menzogne
L’ippocampo
192 pagg., colore, 21×28 cm, €19.90
ISBN: 9788867225910

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