Amicizia e lacrime ai “tempi” di Orange

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Tra i recenti candidati al Premio Tezuka, in pratica l’Oscar dei Manga del Sol Levante (di cui abbiamo parlato qui) spicca il titolo di Orange, storia scritta e disegnata da Ichigo Takano, recentemente conclusa al quinto volume, per le edizioni Flashbook, unico titolo tra i selezionati ad essere pubblicato (e concluso) in Italia (a parte la “triste” storia editoriale di Yotsuba&!, interrotta mille anni fa e che davvero meriterebbe di ritornare nelle fumetterie).

Passato quasi inosservato o comunque senza troppi clamori qui da noi, Orange è in Giappone uno dei titoli più amati degli ultimi anni, già trasposto in anime e in film live action e con una serie spin-off pronta a partire: l’autrice a metà serializzazione aveva deciso di abbandonare la carriera di mangaka, cambiando poi fortunatamente idea e tornando a completare le tavole dei complessivi cinque tankobon della sue serie.

È davvero difficile inserire quest’opera in un genere: ci sono gli elementi della commedia scolastica, con i primi amori nati tra i banchi del liceo, il dramma e la fantascienza, quella intrigante alla J. J. Abrams. Infatti la storia si svolge su due assi temporali, o due universi, completamente diversi.

(Se avete intenzione di leggerla, attenzione, nella trama potrebbero esserci degli spoiler!)

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I cinque amici, le ragazze Naho (la protagonista), Takako e Azusa, e i ragazzi Suwa e Hagita, si ritrovano per disseppellire la capsula del tempo che avevano preparato dieci anni prima, al tempo del liceo. Insieme a loro, in quella occasione, c’era anche Kakeru Naruse, un ragazzo malinconico, arrivato da un’altra città, con cui avevano stretto una forte amicizia, stroncata prematuramente dal suicidio del giovane. Allora Naho si era innamorata di Kakeru, senza mai riuscire, per timidezza, ad esprimere i sui sentimenti; anche gli altri ragazzi provano dei rimpianti ripensando a lui, avrebbero voluto comportarsi in modo diverso e riuscire ad aiutare l’amico di allora. Ora Naho e Suwa sono sposati e hanno un figlio, sono felici, eppure il ricordo di Kakeru li tormenta e li intristisce… se solo si potesse cambiare il passato! Potendo tornare indietro rifarebbero le cose in maniera completamente diversa, sapendo quello che sanno forse sarebbero in grado di aiutarlo, di salvarlo da quella disperazione che lo aveva portato alla morte… Forse, scrivendo una lettera al loro stesso del passato, magari…

Orange.(Takano.Ichigo)

Il centro di tutta la storia è questo: il desiderio, altruistico, di riuscire a rimarginare le ferite dell’animo, creare, per una persona che si ama, un nuovo futuro e una nuova speranza. I rimpianti non sono mai positivi, ma l’agire, anche in modi che sembrano insensati, non è mai sbagliato. Ma soprattutto: non aver paura di esprimere i propri sentimenti, non lasciare che una persona a cui si vuol bene si allontani, per timidezza e semplicemente per timore di essere rifiutati, o peggio per orgoglio. Questa storia, che si struttura in modo complesso in flashback e ritorni al futuro, parla essenzialmente di questo: se provate affetto per qualcuno, non siate egoisti, perché non si torna indietro, le azioni compiute, le scelte fatte, portano conseguenze, su noi e sugli altri. Vivete il momento al meglio, rompete gli schemi mentali o convenzionali, dimostrate chi siete e cosa provate: gli altri, quelli che contano, sapranno capirvi.

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La Takano riesce a trascrivere questi complicati e delicati passaggi dell’animo con un disegno nitido e aggraziato, con linee sottili e delicate che compongono vignette malinconiche in perfetto stile shoujo. L’intera opera risulta così estremamente sentimentale e di forte presa emotiva, per quanto non sono i personaggi quelli che entrano nell’immaginario, quanto il valore della stessa vicenda. In altre parole, anche se Naho e Kakeru risultano esteriormente graziosi e interiormente stimabili, non prevaricano l’impianto della trama e dei sui temi, non entrano nel nostro immaginario nerd come una Usagi e un Mamoru. Il vero valore è nella storia e nel modo in cui l’autrice le permette di svolgersi, creando il ricordo indelebile (questo sì) di un quadro adolescenziale in cui ci si può immedesimare, piangere, sorridere, commuoversi e gioire per le piccole vittorie ottenute.

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Un titolo da avere, senza alcun dubbio: l’edizione, come è solito per la Flashbook, è molto buona, con sovracoperta molto aderente all’edizione originale, ma che vi consiglio vivamente di togliere al momento della lettura perché, e soprattutto nell’ultimo numero è importante farlo, sulla copertina sottostante è presente una seconda versione dell’illustrazione ufficiale. E nel volume 5 è a forte rischio lacrime.

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Silvia Forcina

Silvia Forcina

Non pratico il nerding estremo pur essendo nerd nell'animo, ma non ho niente da condividere con i Merd che popolano il mondo. So solo quello che non sono. Come Balto.

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