Monthly Archives: ottobre 2017

Arrivano i paradossi temporali creati da Rachel Pollack e Chris Weston

In esclusiva per Lucca Comics & Games Chris Weston sarà ospite allo stand NPE dal 2 al 5 novembre per autografare le copie del volume.

Abbiamo visto centinaia di film e di serie tv nelle quali i protagonisti si davano un gran daffare per evitare i cosiddetti paradossi temporali.
In Time Breakers invece è tutto l’opposto: è stato scoperto che la trama stessa dell’universo è fatta di paradossi temporali e per andare avanti è necessario che altri paradossi sorgano con frequenza.
Per questo i protagonisti del volume devono “rompere il tempo”, creare degli episodi sbagliati, modificare il passato, eccetera. Così uomini dell’antica Roma si trovano a convivere con le armi da fuoco ed aerei sorvolano l’India dei tempi di Buddha.
Risulta lampante fin dai primi accenni della trama che questo volume, tra lo sci-fi e l’adventure, si presenta come un qualcosa di completamente nuovo rispetto a quello che i fan del genere sono abituati a conoscere e vedere, portando una ventata di freschezza in temi ormai triti e ritriti. E dire che questa è una serie della DC Comics del 1997, completamente inedita in Italia!

RACHEL POLLACK è un’autrice americana di romanzi di fantascienza, sceneggiatrice di fumetti ed esperta di tarocchi su cui ha scritto numerosi libri. Scrittrice raffinata, vincitrice in ambito sci-fi dei prestigiosi Arthur C. Clarke Award e World Fantasy Award, è nota per il suo ciclo di storie di «Doom Patrol», successive all’acclamata gestione di Grant Morrison, in cui tratta temi inconsueti per i comics come l’identità sessuale e il transessualismo.

CHRIS WESTON, dopo un anno di apprendistato presso il noto disegnatore britannico Don Lawrence, esordisce nel 1988 sulle pagine della rivista «2000AD» con alcuni episodi di Judge Dredd. Da allora pubblica stabilmente per le principali case editrici di fumetti inglesi e americane disegnando per «The Invisibles», «Starman», «JSA», «Lucifer», «The Authority» e «The Twelve». È il co-creatore delle miniserie The Filth e Ministero dello Spazio, rispettivamente con lo sceneggiatore Grant Morrison e Warren Ellis. Dal 2008 inizia a lavorare per il cinema come concept e storyboard artist collaborando, tra gli altri, con il regista Albert Hughes alla produzione del film Codice: Genesi e del live action, poi sospeso, di Akira. Recentemente ha contribuito alla creazione dei costumi di Star Wars: Gli ultimi Jedi.

Il volume è già disponibile ora sul nostro sito cliccando qui.

Sfoglialo online!

Per ottenere comodamente da casa la tua copia sketchata da Chris Weston basterà effettuare un ordine di almeno 20 euro sul sito edizioninpe.it e inserire il codice “sketch”!

Cristina D’Avena torna con un album di duetti

Il regalo di Natale PERFETTO per tutti i figli degli anni ’80 è solo uno: Duets, il nuovo album di Cristina D’Avena!

Copertina dell'album "Duets" di Cristina D'Avena.

 

La nostra amatissima Cri l’ha fatta proprio grossa per far andare in delirio i suoi fan: ha infatti registrato un album in cui duetta con i più amati artisti italiani, una lista di successi che spaziano dagli anni ’80 ai 2000 per farci cantare a squarciagola. L’uscita è prevista per il 10 novembre, ecco la tracklist completa:

  1. Pollon, Pollon combinaguai (feat. J-Ax)
  2. Nanà Supergirl (feat. Giusy Ferreri)
  3. L’incantevole Creamy (feat. Francesca Michielin)
  4. Occhi di gatto (feat. Loredana Bertè)
  5. Kiss me Licia (feat. Baby K)
  6. Magica, magica Emi (feat. Arisa)
  7. Mila e Shiro due cuori nella pallavolo (feat. Annalisa)
  8. Jem (feat. Emma)
  9. I Puffi sanno (feat. Michele Bravi)
  10. Siamo fatti così (feat. Elio)
  11. È quasi magia, Johnny! (feat. La Rua)
  12. Una spada per Lady Oscar (feat. Noemi)
  13. Che campioni Holly e Benji (feat. Benji & Fede)
  14. Sailor Moon (feat. Chiara)
  15. Piccoli problemi di cuore (feat. Ermal Meta)
  16. All’arrembaggio! (feat. Alessio Bernabei)

Bookacomic, piattaforma di crowdpublishing per fumetti e graphic novel

IN OCCASIONE DI LUCCA COMICS 2017, nasce BOOKACOMIC, la prima piattaforma italiana di crowdpublishing dedicata ad autori di fumetti e graphic novel: Simeoni con Di Cristanziano e Donnici, Antonellini con Gagnor e Qualano con Scoppetta: questi gli autori al lancio della piattaforma.

Lettori e autori di fumetti e graphic novel, giovani esordienti e affermati professionisti: in un settore dell’editoria spesso difficile qual è quello del fumetto, una piattaforma virtuale unisce finalmente i due capi del processo creativo, autori e fruitori, nella realizzazione di progetti di qualità.

Grazie alla collaborazione tra bookabook e Comics&Business, nasce bookacomic, la prima piattaforma di crowdpublishing italiana destinata esclusivamente alla realizzazione di fumetti e graphic novel. Un vero e proprio luogo di incontro, nel quale i lettori appassionati si vedranno coinvolti nei retroscena e nelle scelte di pubblicazione, mentre autori, più o meno affermati, potranno trovare il sostegno del proprio pubblico. Special guest del lancio ufficiale saranno Emanuel Simeoni, Andrea Scoppetta e Roberto Gagnor, i primi tre autori scelti per il lancio di bookacomic.

E quale occasione migliore per presentare al grande pubblico questa novità assoluta se non Lucca Comics & Games, lo storico festival internazionale del fumetto, cinema di animazione, illustrazione e gioco, divenuto oramai appuntamento imperdibile nelle agende di migliaia di appassionati? Il progetto bookacomic sarà presentato domenica 5 novembre dalle 16nella Sala Eventi Caffetteria di Palazzo Ducale.

Comics&Business è una società di consulenza che si propone di portare il mondo del fumetto e dell’illustrazione all’interno delle aziende, valorizzandone le potenzialità comunicative. Supporta gli artisti nella realizzazione di progetti editoriali, offrendo consulenze e assistenza per Marketing e Social Media management, servizi di Ufficio stampa e comunicazione, affiancandoli anche in ambito legale e commerciale.
Alle case editrici si propone come partner strategico con cui collaborare per scouting di artisti emergenti, test ed analisi di mercato, realizzazione di progetti editoriali e intermediazione dei rapporti con gli autori nella gestione di immagine e promozione.
Ad imprese, società e associazioni Comics&Business offre attività e servizi di marketing, comunicazione, supporto ad iniziative commerciali, branding e immagine, facilitazione nella formazione, eventi e promotion, consulenza in ambito organizzativo.

Nata nel 2014, bookabook è la prima casa editrice italiana in crowdpublishing. Bookabook non si limita a pubblicare libri per i lettori, ma pubblica libri con i lettori, mettendoli al centro del processo editoriale. L’idea alla base è semplice, ma efficace: unire le potenzialità del crowdfunding con la ricerca della qualità dell’editoria tradizionale. Ecco come funziona: dopo un’attenta pre-selezione qualitativa delle proposte, a cura di editor professionisti, sono i lettori ad avere l’ultima parola sulla scelta dei libri da pubblicare, attraverso una campagna di pre-ordini. Attorno a ogni libro si costruisce così una comunità di lettori che si innamora del progetto prima ancora che sia pubblicato. A soli 3 anni dalla sua nascita, Bookabook ha ormai aggregato una comunità online di più di 40000 persone. Tra i titoli di particolare interesse spiccano Papà, van Basten e altri supereroi di Edoardo Maturo, che ha coinvolto in rete oltre 30000 lettori; e A Famigghia di Vincenzo Carrozza, vincitore del premio Impastato-Valarioti per l’impegno civile contro le mafie.

Lucca C&G – Giveaway shikishi autografati, regolamento aggiornato

Che ne pensate degli autori che ci hanno autografato gli esclusivi shikishi* che metteremo in palio per i visitatori del nostro stand durante Lucca Comics & Games 2017? Niente male, vero?
Ora che la lista è praticamente completa, eccovi l’aggiornamento che chiarisce gli ultimi dubbi riguardo alle modalità per ottenerli.

Cominciamo con un riepilogo degli artisti coinvolti, in ordine di apparizione: Abi UmedaCHILDREN OF THE WHALES, Naoshi ArakawaBUGIE D’APRILE, Kei SanbeLA CULLA DEI DEMONI, HiRock e Shin’ya KomiEX-ARM, Jun MayuzukiCOME DOPO LA PIOGGIA, Tatsuki FujimotoFIRE PUNCH, Mika YamamoriTSUBAKI-CHO LONELY PLANET, Jun MochizukiTHE CASE STUDY OF VANITAS, Shinobu OhtakaMAGI – THE LABYRINTH OF MAGIC, Akimi YoshidaOUR LITTLE SISTER – DIARIO DI KAMAKURA, Akira HiromotoPRISON SCHOOL, Tadatoshi FujimakiKUROKO’S BASKET, Haruichi FurudateHAIKYU!!, Hiro MashimaFAIRY TAIL, Kohei HorikoshiMY HERO ACADEMIA, Mitsuru AdachiTOUCH, Rumiko TakahashiRANMA ½.

REGOLE GENERALI

  1. Recati allo stand Edizioni Star Comics (NAP286) durante i giorni di svolgimento di LUCCA COMICS & GAMES 2017 , ovvero da mercoledì 1 a domenica 5 novembre
  2. Acquista almeno un volume della serie di cui vorresti lo shikishi
  3. Una volta completato l’acquisto, avrai diritto a estrarre una pallina da un box dedicato. Se questa sarà GIALLA riceverai lo shikishi autografato!
  4. LA PALLINA È: NON HO VINTO…
    …ma puoi ritentare a oltranza effettuando di nuovo un acquisto come descritto al punto 2.
  5. Se alla fine vinci, non potrai tentare ulteriormente per lo stesso shikishi, mentre potrai tentare per altri shikishi
  6. Ogni giorno verranno resi disponibili 2 shikishi per ogni serie, fatta eccezione per HAIKYU, KUROKO’S BASKET E MY HERO ACADEMIA, per i quali sarà disponibile un solo shikishi al giorno nei giorni di mercoledì 1, venerdì 3 e domenica 5 Novembre.

 

AGGIORNAMENTO

2b.      Ad ogni volume acquistato corrisponde un tentativo. Ciò significa che 2 volumi danno diritto a 2 tentativi, 5 volumi a 5 tentativi e così via.

5b. Il 18° shikishi sarà messo in palio con il concorso LUCCA OFF al termine di LUCCA COMICS & GAMES 2017. L’autore dello shikishi e il regolamento di LUCCA OFF verranno comunicati in seguito al termine della fiera.

 

Vi aspettiamo e… in bocca al lupo!

 

* SHIKISHI: cartoncino stampato a colori usato in Giappone per gli autografi.

The Wicked + The Divine: tra mondanità e nichilismo della generazione Millennial

Quanti fumetti possono vantare di cogliere lo spirito di un’epoca, di una generazione?

Vi faccio qualche esempio.

Peanuts negli anni 50 dileggia la medio-borghesia, fatta di tante casette, ognuna con il suo piccolo giardino, come nessun’altro prodotto contemporaneo, toccando i problemi legati alla razza, al genere e alle disuguaglianze sociali della società americana del tempo.

La prima striscia di Asterix fece la sua apparizione nel 1959 quando in Francia era ancora vivo il ricordo dell’invasione nazista e con la tenace opposizione del popolo gallico all’invasione romana che ricordava la resistenza francese all’occupazione tedesca, incarnando lo spirito dei francesi degli anni ’50/’60.

Le surreali esplorazioni visuali sempre più allucinogene e la fascinazione della controcultura giovanile degli anni Settanta per misticismo e psichedelico produssero il Doctor Strange di Steven Englehart e Frank Brunner e il Warlock di Starlin.

Grazie a Claremont il termine “mutante” è diventato una metafora del “diverso” nella contemporaneità, cogliendo la società americana in trasformazione etnica e la richiesta di maggiori delegittimazioni sociali degli anni ’80, facendo diventare Uncanny X-Men la testata più venduta d’America.

L’epoca reaganiana, conformista e priva di immaginazione, produsse la sperimentazione creativa dell’86 che regalò due perle acclamate da pubblico e critica come Watchmen di Alan Moore e Il Ritorno del Cavaliere Oscuro di Frank Miller, in cui non a caso i due autori, che satireggiano rispettivamente Reagan e Nixon, diedero avvio alla nota Dark Age dei supereroi che portò alla adultizzazione degli personaggi in costume.

In Akira di Katsuhiro Ōtomo, dei primissimi anni ’80, convergono le influenze di Arancia meccanica (per i teppisti), Blade Runner, Metropolis di Fritz Lang (per la megalopoli) e Mad Max, con quest’ultimo che lo aveva colpito per la presenza delle bande di motociclisti, all’epoca un fenomeno molto diffuso in Giappone.

Il Sandman di Neil Gaiman è uno dei primi lavori che si rivolge a un pubblico di ambiti differenti e attira una costellazione di lettori che normalmente non gravitano all’interno della stessa orbita: vanta uno sproporzionato numero di lettrici, forse più di ogni altro fumetto a larga diffusione. E questo, in uno dei media tradizionalmente prediletti da un pubblico maschile, è già un enorme traguardo e uno dei primi a ottenerlo.

Prima Invisibles di Grant Morrison e successivamente Planetary di Warren Ellis, tra la fine degli ’90 e l’inizio del nuovo Millennio, si appropriano della cultura e della controcultura pop di quel periodo, facendo riferimento a tutto il filone fantascientifico distopico che anima la cultura underground di fine Millennio, seguendo una linea immaginaria che parte da Aldous Huxley e George Orwell, passa per Philip Dick e finisce col Neuromante di William Gibson.

La presidenza Bush, il crollo delle Torri Gemelle, l’America in paranoia completa, il disagio palpabile a tutti i livelli, con guerre che vengono combattute e manifestazioni che vengono represse con la violenza, tanto negli States quanto nei paesi dell’UE strettamente filoamericani, anima gli Ultimates di Mark Millar.

L’affermarsi da più parti di un maggiore multiculturalismo della generazione Erasmus e dei figli di seconda generazione di immigrati, utopico oggi che l’America sembra un coacervo d’identità culturali che faticano a stare assieme e in Europa sorgono sempre più barriere, vede in un classico-moderno come Saga di Brian K. Voughan il suo vessillo.

Anche in Italia abbiamo conosciuto fenomeni di fumetto generazionale come quelli del Paz, Andrea Pazienza, strettamente legati alla controcultura rabbiosa figlia dei moti Sessantottini, ad esempio raccontandoci la sua Bologna, il Dams, il coacervo culturale sinistroide, la crisi esistenziale e politica ne Le straordinarie avventure di Pentothal, e il Dylan Dog di Sclavi, secca risposta di chi non si rivedeva nel fenomeno dello yuppismo e del rampantismo sociale della “Milano da bere” degli anni Ottanta.

Insomma non sono rari i casi in cui un fumetto è stato la voce cinica di una generazione, del suo cambiamento o di una critica a essa.

Alan Moore spesso ripete:

«Credo che questo secolo abbia bisogno e meriti la propria cultura. Merita autori che cerchino di dire cose importanti per i tempi in cui stiamo vivendo.»

Non a caso tra le letture del mago di Northampton, per sua stessa ammissione, spiccano il già citato Saga e la serie di cui ho intenzione di parlarvi dopo questo lungo preambolo, The Wicked + The Divine.

The Wicked + The Divine è l’ultima fatica in Image del duo Kieron Gillen e Jamie McKelvie, dopo i precedenti Phonogram in Image e il rilancio dei Young Avengers in Marvel, e che BAO Publishing ha pubblicato in Italia nel 2017. Parliamo di due dei nomi più caldi del fumetto britannico contemporaneo: un dinamico duo assodato dove non si capisce dove finisca il contributo dello sceneggiatore e inizi quello del disegnatore, generando un’apprezzabile compattezza narrativa.

Come si recita sulla quarta copertina dei volumi di The Wicked + The Divine, ogni novant’anni dodici divinità si incarnano in altrettanti ragazzi. Vengono amate, venerate e detestate sino al giorno in cui la loro fiamma si spegne: nel giro di due anni, infatti, sono destinati a morire.

Insomma apparentemente questa serie ricicla un’idea trita e ritrita, sviluppando il ritorno degli dèi. Quindi qual è il merito di questa nuova serie di successo della Image?

Kieron Gillen, influenzato dal suo passato di critico musicale, ci offre una fantasia moderna in cui gli dèi sono le pop star definitive e le pop star sono le divinità del nostro tempo, ridefinendo la cultura e creando una mitologia del 2014. I comics sono parte della cultura pop e per questo devono farsi influenzare dalla musica, dal cinema, dalla televisione, dalla moda. Questo è un grosso problema con cui gli universi Marvel e DC cozzano spesso, dato che si tratta di storie e personaggi creati tra i 50 e 70 anni fa, mostrando sempre più evidenti difficoltà a elasticamente adattarsi e cambiare forma a seconda dei tempi.

Supereroi, arte e religione

«David Bowie mi ha salvato la vita. David Bowie ha salvato più vite di Batman!» (Kieron Gillen)

Il duo Gillen & McKelvie in tutto WicDiv vogliono stabilire una connessione tra supereroi, arte e religione: essere un supereroe è come essere una divinità, ed essere una divinità e come essere una popstar, ed essere una popstar è come essere un supereroe. Questa circolarità ideologica, continua e molto forte per tutto WicDiv, è una influenza figlia dell’impatto del manipolo di autori della British invasion e della cultura britannica col comics supereroistico: nel tentativo di prendere i supereroi e inserirli nel mondo reale, Moore ci dona dapprima Miracleman, reincarnazione in toto del superuomo della filosofia di Nietzsche, un essere superiore, umano e divino al tempo stesso, che liberatosi dai falsi valori etici spezza le catene sociali e si propone come guida. Successivamente in Watchmen costruisce due archetipi di superuomini “mancati”, Ozymandias e il Dottor Manhattan: “mancati” poiché il primo, per quanto ambiziosamente voglia imporre la sua visione sociale, è ostacolato dalla fallibilità umana; il secondo, nonostante abbia poteri semidivini, si è ormai distaccato dalla vita, ha paura di perdere la donna che ama perché con essa perderebbe la sua umanità.

Parallelamente ai lavori di Moore, si affacciava al fumetto britannico Grant Morrison che sulla celebre rivista britannica 2000 AD, creava Zenith superuomo/rockstar, un vacuo ragazzo in giubbotto di pelle con abilità superumane ereditate dai genitori, superficiale e frivolo, decisamente più interessato al successo dei suoi video musicali che al ruolo socialmente utile dell’eroe in calzamaglia e graficamente ispirato a Morrissey, celebre leader dei The Smiths. Inoltre sempre dell’autore scozzese, bisogna citare, nel calderone delle influenze della serie, All Star Superman, in cui il personaggio di Siegel e Shuster diviene metafora del Sole ed esaltato come simbolo di forza interiore, summa di tutti i fumetti di supereroi, ma che come affermano Morrison e Quitely, parla anche di come l’individuo comune si sente potendo incontrare Superman, perché sarebbe «un po’ come incontrare un Dio, un po’ un padre, un po’ una celebrità» e per narrare al meglio la cosa, i due scozzesi vollero conoscere il cantante Robbie Williams, in quanto Morrison era «molto interessato ad incontrare una figura mitica, quasi divina, una vera star».

Infine è impossibile non citare la vicinanza con i lavori di Neil Gaiman, dove l’impatto del suo Sandman (e del suo lavoro sulla figura di Lucifero) e del romanzo American Gods, rappresentano una influenza fondamentale per Gillen.

Se quindi un impatto fortissimo su WicDiv la ha avuto proprio il manipolo di inglesi che cambiava il comics a metà anni ’80, non si può non citare anche l’impatto della musica inglese, in particolare del glam rock, e nella figura di David Bowie, la cui ombra lunga si estende su tutta la serie Image.

Questo non lo si desume solo dal fatto che Luci, incarnazione dell’angelo caduto e personaggio fondamentale per tutto il primo volume, abbia l’aspetto del Duca Bianco, ma se pensiamo alla sua parentesi come Ziggy Stardust, un ciclo narrativo e musicale rivoluzionario nella storia della musica pop-rock, dove Bowie inscena un alieno, androgino rocker la cui effeminatezza, insita nel suo stravagante e controverso sex appeal, ha ridefinito il concetto di rockstar, spostando l’attenzione della cultura di massa sull’ideale del valore dell’estetica e della libertà sessuale, ma che allo stesso tempo si presenta come figura messianica venuto sulla Terra per annunciare la fine del creato.

Ziggy è in definitiva l’emblema del coniugio tra figura messianica e rockstar, ma soprattutto un “cantante rock di plastica” come lo definiva Bowie, che con la sua ascesa e la sua caduta ripercorre idealmente la parabola della celebrità, dietro la quale si nascondono l’insicurezza e la fragilità dell’artista.

Una giovinezza nichilista e senza futuro

L’idea per WicDiv mi venne una settimana dopo che a mio padre fu diagnosticato il cancro allo stadio terminale che lo avrebbe ucciso proprio quell’anno. Fu la mia risposta al dolore. Il punto di WicDiv è proprio che abbiamo a disposizione un periodo limitato di tempo, che siano due, dieci o settant’anni. Abbiamo tutti una scadenza. Perché qualcuno dovrebbe scegliere di passare la propria breve vita da artista, allora? WicDiv è la risposta drammatizzata a questa domanda. Abbiamo quindi questi dodici dèi, ognuno con un’idea diversa di che cosa siano il talento e l’arte nei confronti di questa fine incombente. In sostanza è una canzone pop sulla morte. (Kieron Gillen)

Appare evidente come la mondanità e la parabola della celebrità permettano a The Wicked + The Divine di offrire uno spaccato della cultura contemporanea e, di riflesso, dei giovani di oggi, in cui l’essere dèi e pop star per due anni e il successivo assoluto oblio sono la metafora di come tutto viene vissuto alla massima intensità e tutto è estremamente effimero: abbiamo quindi dèi “usa e getta”, metafora degli anni 2010.

Infatti la tensione fondamentale che anima i personaggi di WicDiv nasce dal fatto che vivono una giovinezza realizzata nella sua pienezza, adorati e amati, dotati di immensi poteri, ma totalmente annullata nelle prospettive di futuro. Questo in sintesi è uno spaccato della generazione Millennial, la prima che ha aspettative verso il futuro inferiori a quella della generazione precedente, che è senza certezze ed è costruita sulla precarietà lavorativa, economica, sociale e sentimentale, che ha voglia di apparire e di emergere attraverso i social dal grigiore nel quale vivono.

Tra i miti individuali che vediamo animare i protagonisti, sicuramente il più insidioso è il mito della felicità, che esplode in tutto l’ottavo capitolo della serie dedicato alla incarnazione di Dioniso, che ha assunto il significato di euforia, gioia ed esaltazione perenne, quando per i greci la felicità è nella giusta misura, che consiste nel conoscere sé stessi, nelle proprie virtù, farle fiorire nella giusta misura, in quanto oltrepassando la giusta misura si va incontro alla catastrofe.

Mentre noi diffondiamo un mito della felicità che consiste in una gioia sconfinata, in una assenza totale di dolore, in una sorta di euforia perenne, senza nessun accompagnamento di crisi e riflessione. Non a caso, il mito della felicità viene propagandato insieme a un altro mito, quello della giovinezza. Siccome non speriamo più in una felicità ultraterrena e siccome crediamo sempre meno nell’immortalità dell’anima, tutte le virtù che la religione aveva assegnato all’anima ora vengono assegnate al corpo, alla giovinezza, vogliamo corpi sempre giovani: quindi palestre, diete, lifting e cura del corpo esattamente nella riproduzione della cura dell’anima e le diete stanno al posto dei digiuni, gli esercizi fisici al posto di quelli spirituali. Non è un caso che i tutti i protagonisti sono vergognosamente bellissimi, proponendo una dicotomia tra l’atto di guardarli e di considerarli come esseri umani, con Gillen che ci guida in un dialogo tra i due aspetti.

Per i giovani protagonisti della serie il presente diventa qualcosa che va vissuto in maniera assoluta con la massima intensità, non perché questa intensità procuri loro gioia, ma perché promette di seppellire l’angoscia di un futuro che non li soddisfa o che non si concretizzerà mai. Questo vale tanto per i giovani dèi, quanto per Laura, vera protagonista dell’intera serie, una groupie, una wannabe, non particolarmente carismatica, senza una identità definita, tipica caratteristica del fan più accanito. Laura è pervasa da un senso di malessere e poco interesse verso il futuro con solo il pantheon divino e l’aspirazione a farne parte capace di smuoverla emotivamente: Laura è una chiave tramite cui Gillen ci racconta di come nel deserto della comunicazione dove la famiglia non desta più richiamo ed è incapace di svolgere il suo ruolo e la scuola non suscita più interesse, tutte le parole che invitano all’impegno e allo sguardo volto al futuro affogano nel disinteresse.

Personaggi e mistero

Appare evidente come al centro di The Wicked + The Divine ci siano la costruzione dei personaggi. Gillen racconta che i dodici dèi rappresentano aspetti della personalità di sé e che cerca di eliminare con il rito della scrittura:

Nel 2014 avevo 38 anni e nell’arco di due ne avrei avuti 40. L’idea di dare a questi dèi solo due anni di vita era un modo per pormi una domanda fondamentale sulla mia identità e sceneggiarla a fumetti. Per esempio il personaggio di Baal rappresenta un approccio alla mascolinità, mentre altri pezzi vanno in direzioni diverse. Altri ancora sono più legati ad alcune pop star. Come per il personaggio di Woden, un produttore che rende le persone dèi di sé stessi. Chi sarebbe potuto essere un buon riferimento visivo? Certamente i Daft Punk. In sostanza si trattava di decidere che cosa rappresentasse un certo personaggio e come mostrare visivamente ed emotivamente tutto questo.

Tutto l’intreccio, che si basa sul mistero di chi sia il responsabile degli omicidi di cui è incolpata Luci, di che cosa faccia di un ragazzo un dio, di quale sia il limite del potere delle giovani divinità, di chi stia muovendo i fili e qual è il ruolo della figura enigmatica di Ananke, sono solo prove per verificare la resilienza dei giovani dèi: la trama è imbastita per esaltare le espressioni, le grida, lo sbalordimento e il dolore dei protagonisti e spingerli a decisioni estreme figlie della loro condizione “usa e getta”.

Impossibile infine non parlare del lato grafico, in cui c’è un lavoro incredibile di design degli dèi, sempre diversi tra loro, con McKelvie che dona a ciascuno dei personaggi in gioco una propria struttura del viso, un aspetto specifico, rendendoli attraenti ma senza oggettivarli, pensati per essere personaggi con cui stabilire un legame con il lettore. Soprattutto nel secondo volume, Fandemonio, ha una maggiore possibilità di giocare con la griglia e con la tavola e muovere i protagonisti come sopra un palcoscenico, riprendendo e citando espedienti che in primis Gianni De Luca aveva architettato e poi Miller avrebbe reso mainstream sul suo Devil. Importante poi è la scelta, in omogeneità stilistica col lavoro di McKelvie, delle copertine studiate da Hanna Donovan e ispirate all’estetica dei magazine patinati di moda, così come il lavoro cromatico del colorista vincitore di Eisner e Harvey, Matt Wilson.

Quindi ritornando alla domanda di partenza, con The Wicked + The Divine siamo dinanzi al fumetto generazionale definitivo di questa epoca?

Il crescere della narrazione ci fa avere ottime aspettative verso il proseguo, tuttavia la narrazione talvolta risulta eccessivamente decompressa, nonché per le tematiche particolari affrontate la serie risulta non sempre digeribile per tutti lettori, soprattutto i più lontani anagraficamente e concettualmente dal comprendere la generazione Millenial e le implicazioni di fama e celebrità. Per poter dare un giudizio definitivo bisognerà valutare WicDiv nel lungo periodo e il suo relativo impatto culturale sul fumetto, ma inevitabilmente per ora il lavoro di Gillen e McKelvie è stato di ottimo livello e ci fa guardare con cuor sereno al futuro della serie, sperando che le nostre aspettative vengano soddisfatte.

Chiudo dicendovi che WicDiv ha anche una playlist su Spotify, pensata dagli autori stessi per essere ascoltata durante la lettura del fumetto.

The Wicked + The Divine vol. 1: Presagio Faust

Kieron Gillen, Jamie McKelvie

Bao Publishing, Febbraio 2017

176 pagine, cartonato, colore – € 19.00

 

 

 

 

 

 

 

 

 

The Wicked + The Divine vol. 2: Fandemonio

Kieron Gillen, Jamie McKelvie

Bao Publishing, Luglio 2017

200 pagine, cartonato, colore – € 19.00

 

 

Arriva al cinema il film Pokémon: scelgo te!

A pochi mesi dal successo dell’uscita giapponese, il ventesimo film d’animazione dei Pokémon sbarca nelle sale italiane solo il 5 e 6 novembre per conquistare i fan della serie!

Arriva al cinema un nuovo appuntamento per tutti gli appassionati del mondo creato da Satoshi Tajiri. 

Pokémon. Scelgo te! è il film che racconta il primo incontro tra Ash e Pikachu e le loro avventure alla ricerca del Leggendario Pokémon Ho-Oh. Lungo la strada, la coppia incontra volti familiari, nuovi personaggi, tra cui Trainers Verity e Sorrel, e anche un nuovo Pokémon Misterioso, Marshadow. Non mancano in questa nuova storia sull’inizio di una delle più amate amicizie di sempre, le sfide e le battaglie epiche dei Pokémon.

L’appuntamento nelle sale italiane (elenco sale su www.nexodigital.it) sarà solo il 5 e 6 novembre, per riunirsi davanti al grande schermo per una due giorni all’insegna dei Pokémon, con un film mai visto prima arricchito da montaggi speciali che getteranno un inedito sguardo sui film animati precedenti, il tutto accompagnato da una nuova versione registrata della classica canzone dei Pokémon, mai proposta prima nel cinema.

Gli spettatori che acquisteranno i biglietti per la proiezione del film riceveranno in regalo (fino a esaurimento scorte) una speciale carta raffigurante il Pikachu di Ash con in testa il berretto del suo allenatore. I fan accorsi al cinema riceveranno inoltre un QR Code per sbloccare un evento di gioco nei videogiochi Pokémon Ultrasole e Pokémon Ultraluna per console della famiglia Nintendo 3DS, in uscita pochi giorni dopo il film, il 17 novembre. Il QR Code permetterà di sbloccare anche il Pikachu di Ash che indossa il berretto del suo Allenatore.

Il film Pokémon: Scelgo te! (Gekijōban Poketto Monsutā Kimi ni kimeta!?) è il ventesimo film dei Pokémon. Proiettato in anteprima durante il Japan Expo, il lungometraggio è stato distribuito in Giappone questa estate conquistando centinaia di migliaia di fan.

TRAILER https://www.youtube.com/watch?v=D0ZjrSYvsyQ

PREVENDITE APERTE

 

Il film è distribuito al cinema solo il 5 e 6 novembre da Nexo Digital in collaborazione con i media partner Radio DEEJAY, MYmovies.it, Lucca Comics & Games e VVVVID.

Nasce la collana dedicata al maestro Attilio Micheluzzi

Questo straordinario volume apre la collana interamente dedicata ad Attilio Micheluzzi. Edizioni NPE pubblicherà nel corso del tempo l’opera integrale del Maestro in una collana omogenea di cartonati dai prezzi contenuti.
Dopo le collane dedicate a Dino Battaglia e a Sergio Toppi, un altro fondamentale tassello del fumetto italiano si inserisce nel percorso della casa editrice del fumetto d’autore.
Creato nel 1980 per la rivista «Alter Alter», Marcel Labrume è un soldato francese di stanza in Africa settentrionale e l’anno in cui si svolgono le vicende è il 1942. Micheluzzi, grazie anche alle possibilità offerte da una rivista non destinata ai ragazzi (o almeno non solo), crea un personaggio più umano, cinico e disilluso, ricco di difetti e di contraddizioni, simbolo di una seduzione un po’ perversa, per quel suo ambiguo stato di persona poco chiara, senza ideali.

Questo volume è l’edizione integrale di Marcel Labrume, personaggio di cui Attilio Micheluzzi aveva realizzato due storie:
– “Marcel Labrume”, storia di 48 pagine, ambientata nel Libano del 1940, pubblicata a puntate sulla rivista «Alter Alter», da ottobre 1980 a gennaio 1981;
– “Alla ricerca del tempo perduto,” storia di 84 pagine, ambientata nel Nord Africa del 1942, pubblicata a puntate sulla rivista «Alter Alter», da ottobre 1982 a giugno 1983;
– Un terzo episodio avrebbe dovuto veder Marcel Labrume agire dell’Indocina del 1947, ma non fu mai realizzato.

Attenzione: per coloro che decideranno di acquistarlo sul nostro sito ufficiale edizioninpe.it il volume sarà in promozione con uno sconto del 10% fino al 30 ottobre.

Sfoglialo online!

Il volume è già acquistabile sul sito NPE cliccando qui. Sarà poi disponibile in tutte le librerie e fumetterie a partire dal 26 ottobre.

 

Kimera Mendax: il primo lavoro del Kuro Jam in anteprima al Lucca C&G

“Futuro prossimo. L’umanità ha scelto di potenziarsi con appendici robotiche, integrando in sé le nuove tecnologie della comunicazione e dell’intrattenimento.
Non più politica o religione: a governare una società docile e funzionante ci pensa il sistema bio-operativo “KX”. Perdendo gradualmente il contatto con se stessa, drogata di futuro, la gente vive in morbosa attesa delle nuove “release”, nell’illusione di progressiva completezza e di felicità. È ormai imminente l’autoaggiornamento dell’ultima, misteriosa versione del software, quella che completerà il processo di invisibile e irreversibile tecnodittatura in atto. Alla vigilia dell’evento si moltiplicano strani casi di sparizioni e disconnessioni. Qualcuno giura di aver visto in giro uomini mutilati.”

KURO JAM

È il nome collettivo del team artistico composto dai disegnatori Enrico Carnevale, Mattia De Iulis, Giulia D’Ottavi, Stefano Garau e dallo sceneggiatore Gianluca Pernafelli. Il gruppo, nato tra i corridoi della “Scuola Internazionale di Comics” di Roma, ha aperto il proprio laboratorio virtuale nella primavera del 2015 sui social media, condividendo illustrazioni, disegni, vignette, wip, ma anche video e tracce sonore.

Il primo approdo su carta firmato dai cinque è stato l’artbook Ab Imis, stampato nel maggio del 2016 e seguito da una nuova versione uscita nel maggio del 2017. L’albo Nigredo, presentato nella scorsa a Lucca comics, ha rappresentato per la squadra il felice esordio nel mondo dei fumetti: l’opera ha ricevuto una “menzione d’onore” da “Lo spazio bianco” in un articolo sulle migliori autoproduzioni del 2016 e ha ottenuto due premi “Audaci Awards ’16”: miglior colorista (Mattia De Iulis) e miglior nuova serie. Kimera mendax, prima parte di un progetto editoriale articolato in due volumi, persegue l’immutata ambizione del collettivo di divertirsi, confezionare un buon prodotto e divertire.

 

SCHEDA TECNICA
KIMERA MENDAX VOL.1 – SYSTEM
Autori: Kuro Jam
16,8×24
Prezzo di copertina: 12€

Mercurio Loi a passeggio per Roma

Nella vita, nel mondo, infinite sono le strade, imprevedibili i crocevia… Una passeggiata al tramonto, prima che scenda la sera e arrivi il coprifuoco, può essere l’occasione per lo storico perdigiorno Mercurio e il suo compagno di avventure Ottone di lasciarsi trasportare da quello che offre il caso, proprio come i flâneur di Baudelaire. Ma, scegliendo una strada al posto di un’altra, i nostri si ritroveranno tra strani personaggi e antichi ricordi…

È una storia a bivi quella che arriva in edicola e in fumetteria per Sergio Bonelli Editore dal 24 ottobre con il sesto volume dedicato alle avventure del professore Mercurio Loi, che questa volta si troverà ad indagare, letteralmente parlando, A passeggio per Roma.        

Ma in questo caso il personaggio nato dalla fantasia di Alessandro Bilotta non sarà accompagnato solo dal fido Ottone. Saranno infatti gli stessi lettori a consigliargli la giusta via, perché l’uomo è libertà e possibilità di scegliere, anche se a volte la libertà può portare alla disperazione e la scelta sbagliata può rivelarsi fatale…

La penna di Alessandro Bilotta e i disegni di Sergio Ponchione daranno così vita a un episodio originale e labirintico: funambolico quanto il professore di storia di Mercurio (che si avventura in equilibrio su una corda tesa tra i terrazzi di due palazzi romani); oscuro quanto Pasquino, eroe mascherato; bizzarro come un curioso personaggio che si aggira in Piazza della Rotonda ed è ossessionato dai rompicapi.

 

Mercurio Loi è nato due anni fa tra le pagine delle Storie, grazie alla penna dello scrittore romano Alessandro Bilotta. Ma quel numero solo gli stava troppo stretto e per il suo autore è stato inevitabile seguire il professore per altre avventure, a passeggio tra le nuove pagine che andava via via a visitare. Un po’ Sherlock Holmes, un po’ Dr House, Mercurio Loi è un gentiluomo brillante e ironico, un dandy che percorre senza meta precisa le vie della città eterna come un flâneur ante litteram, per dirla con Baudelaire. È un osservatore attento, il professor Loi, e con la sua irrefrenabile curiosità finisce costantemente per essere coinvolto in vicende misteriose, macchinazioni diaboliche, società segrete e persino… fantasmi.

100 anni di Caporetto: arriva il fumetto della battaglia

Nasce la nuova collana a fumetti dedicata a grandi eventi bellici: Un eroe. Una battaglia.
Roma, ottobre 2017 – Era il 24 ottobre del 1917 quando si consumò quella che è stata definita la più grande disfatta militare italiana: Caporetto. Quest’anno, in occasione del centenario della battaglia, Editoriale Cosmo inaugura una nuova collana a fumetti dedicata ad alcuni grandi e storici eventi bellici. Il primo numero sarà Le nebbie di Caporetto, in edicola dal 26 ottobre. A cadenza mensile, seguiranno i racconti di altre tre famose battaglie: Alesia, Austerlitz e Stalingrado.
Il 24 ottobre 1917 si combatteva la battaglia più drammatica della storia dell’esercito italiano: Caporetto. Una fuga disperata, un disastro militare, una ferita mai sanata, entrata nell’immaginario collettivo come sinonimo di sconfitta fragorosa.
Ma è andata davvero così? Secondo lo storico Paolo Gaspari, nei circa quindici giorni di combattimenti ci furono sei importanti battaglie quasi del tutto dimenticate. In quei giorni di fango e acciaio, infatti, è andata in scena una recita spietata, dai molteplici protagonisti. Eroi e codardi, Ufficiali e soldati semplici, nemici ed alleati. Nessuno può sfuggire al giudizio della battaglia..
UN EROE. UNA BATTAGLIA – LA COLLANA
Le nebbie di Caporetto: sceneggiatura di Giulio A. Gualtieri, disegni di Emilio Lecce.
La pioggia di Alesia: sceneggiatura di Giovanni Masi, disegni di Valerio Nizi.
Il sole di Austerlitz: sceneggiatura di Giulio A. Gualtieri e Romolo Pesolillo, disegni di Babbyan.
La neve di Stalingrado: sceneggiatura di Davide La Rosa, disegni di Valerio Befani
Scheda tecnica
Edizione brossurata da edicola
Formato: pocket
Pagine: 128, b/n
Prezzo: 3.90 euro
Edizione cartonata per fumetteria e libreria
Formato: 12×17
Pagine: 128, b/n

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