Monthly Archives: ottobre 2017

Attaccapanni Press a Lucca Comics & Games 2017

Manca ormai pochissimo al Lucca Comics & Games 2017 e, come sempre, Attaccapanni Press sarà presente con tutti i suoi nuovi fumetti e i suoi innumerevoli autori nel suo stand in Self Area!

Dall’1 al 5 novembre, troverete tutto lo staff di Attaccapanni Press, l’etichetta indipendente ideata da Ariel Vittori e Laura Guglielmo e fondata insieme a Laura Vivacqua, presso lo stand CHS35  al padiglione Self Area sito nella Chiesa dei Servi di Lucca.

Come già anticipato, in anteprima per il pubblico di Lucca C&G 17, il nuovo progetto a fumetti firmato Attaccapanni Press la cui campagna in crowdfunding si è conclusa con successo da poco meno di un mese, AVE – Nice to meet you. AVE è un’antologia a fumetti dedicata ad un tema profondo e  inafferrabile come quello dell’incontro. Un volume di 130 pagine interamente a colori con una cover curata dall’artista italiana Rita Petruccioli contenente un totale di 10 storie a fumetti realizzate da 12 giovani e talentuosi artisti italiani in cui personaggi ed eventi si intrecciano in trame coinvolgenti e originali. E alla fine di ogni storia, qualcosa sarà cambiato.

E non poteva mancare il controverso Melagrana, il grande successo in CF di Attaccapanni Press del 2017. Un volume di ben 250 pagine a colori con una cover realizzata da Lorenzo Fornaciari che esplora, attraverso 16 storie realizzate da ben 22 autori, il voluttuoso mondo dell’Eros umano.

Tra i volumi disponibili troverete anche:

  • Grimorio, l’ormai conosciutissima antologia a fumetti dedicata alla magia alla cupa e malefica stregoneria presentata a Lucca C&G 2016 e già giunta alla sua terza ristampa.
  • Historia – di magi e briganti, vigliacchi ed eroi, un compendio scritto e disegnato da Mirko Failoni in cui si delineano le biografie immaginarie dei notabili di un continente fantastico popolato di animali, magia e conflitti
  • Crescent Vol. 3, con una variant cover firmata da Giopota, la miniserie fantasy scritta e disegnata da Laura Guglielmo narra le vicende di una famiglia divisa da una guerra civile e delle travagliate vicende che attraverserà per riuscire a riunirsi.

In stand, pronti a firmare copie e a scambiare quattro chiacchiere, saranno presenti i seguenti autori: Lonnie Bao, Giopota, Vittoria Macioci, Giulio Macaione, La Came, La Nuke, Greta Xella, Serena Ferrero, Fabio Mancini, Martina Batelli, Albhey Longo, Flavia Biondi, Brian Freschi, Ste Tirasso, Noemi De Maio, Francesco Guarnaccia, Martina Naldi, Gloria Pizzilli, Stefano Martinus, Monica Sangermano e Matteo De Longis.

Per maggiori informazioni su orari e date degli incontri con gli autori potete visitare  la pagina facebook ufficiale di Attaccapanni press.

Solidamente vostri per appoggiare qualsiasi cappello o giaccone

Attaccapanni Press.

Sandokan a fumetti

ESCE LA NUOVA SERIE SULLA TIGRE DELLA MALESIA: I PERSONAGGI DI EMILIO SALGARI PROTAGONISTI ANCHE DI RACCONTI INEDITI. Pubblicata da Star Comics, l’opera sarà presentata in anteprima nazionale a “Lucca Comics & Games”.

Sandokan, Yanez, lady Marianna e le tigri della Malesia tornano a essere protagonisti di un fumetto. I famosi personaggi creati dalla fantasia di Emilio Salgari rivivranno infatti in una nuova serie, pubblicata da Star Comics in occasione dei 30 anni di attività, caratterizzata da un’interpretazione fedele all’originale, ma con un tocco di modernità. Ogni volume della serie (cartonato, formato 19×26 cm, foliazione 144 pagine, b/n, prezzo 20 euro) sarà composto da due parti: una prima con un riadattamento a fumetti del testo originale e una seconda con alcune storie inedite basate sull’universo narrativo salgariano. Il primo volume, dal titolo “Le tigri di Mompracem e altre storie”, sarà presentato in anteprima a “Lucca Comics & Games”, il festival internazionale del fumetto che si svolgerà dall’1 al 5 novembre prossimi, e sarà reperibile a partire dall’8 novembre in libreria e fumetteria in tutta Italia. I prossimi due volumi, dal titolo “I misteri della giungla nera e altre storie” e “Le due tigri e altre storie” saranno disponibili nei prossimi mesi.

“Abbiamo deciso di dar vita a un nuovo fumetto su Sandokan perché abbiamo ritenuto che un classico di questo straordinario valore meritasse una nuova iniziativa editoriale, capace di raccontare le gesta del temibile pirata con un occhio puntato sulla fedeltà al testo originale e l’altro ad un’estetica contemporanea”, spiega Claudia Bovini, direttore della casa editrice perugina. “Nella realizzazione delle nuove storie, inoltre, abbiamo coinvolto alcuni dei più brillanti sceneggiatori e disegnatori del panorama nazionale, tra autori esperti e giovani promesse, chiedendo loro di ampliare il già vasto universo narrativo legato a Sandokan e creando vicende compatibili con quelle descritte da Salgari, ma totalmente inedite”, conclude Davide G.G. Caci, Publishing Manager di Star Comics e curatore dell’opera.

Il primo volume “Le tigri di Mompracem e altre storie” si apre con una storia lunga, scritta da David Goy e Gero e disegnata da Paolo Antiga: si tratta dell’adattamento a fumetti del primo romanzo del ciclo indo-malese e vedrà Sandokan impegnato con i suoi “tigrotti” in una lotta senza tregua all’invasore europeo. Vi è poi una seconda parte che contiene tre “side stories”, storie brevi che raccontano episodi di vita e incontri mai narrati prima: “Il ventre del Diavolo” affronta il rapporto tra Sandokan – giovane e adulto – e Mompracem (realizzata da Davide Aicardi e Mario Sciuto); “Gli occhi della Tigre”, che narra una piccola parte dell’infanzia di Marianna (Davide Morando e Michael Malatini); e “La Tigre e la Volpe”, sul primo incontro tra Sandokan e Yanez (Alessandro Di Virgilio e Michela Cacciatore). Il volume è completato da un saggio inedito a firma di due importanti esperti salgariani, Claudio Gallo e Giuseppe Bonomi. Le copertina dei tre volumi sono state realizzate da Pasquale Frisenda, disegnatore noto, tra l’altro, per il suo lavoro su “Tex”.

Upper Comics arriva al Lucca Comics & Games 2017

Tra i vari editori presenti al Lucca Comics and Games di quest’anno, troverete anche Upper Comics, la casa editrice specializzata in manga made in Italy.

L’editore, ormai famoso per lo sviluppo e la distribuzione di un magazine contenitore delle sue storie in forma digitale e a cadenza mensile, Upper Ground, non ha perso occasione e ha portato su carta tutti i suoi più grandi successi.

Per citarne alcuni, Abyss, racconto fantascientifico a sfondo interstellare, Chrono Gear, fumetto d’azione steam-punk con trama archeologica e Hard’N’Steel, action-commedy demenziale, imprevedibile e con tanti poteri impensabili.

I ragazzi di Upper Comics hanno deciso di partecipare per il secondo anno consecutivo alla manifestazione più importante d’Europa, con ben due anteprime esclusive.

Allo stand 112 del padiglione Napoleone (lato Giglio), questa la locazione ufficiale, troverete infatti World Champ, shonen sportivo sul wrestling di Nico Romiti, e Memento Mori, thriller del noto influencer Mangaka96, che ha fatto parlare di sé per aver piazzato già mille pre-ordini.

L’occasione è senz’altro interessante, riuscirà questa nuova realtà editoriale a farsi strada in questo nuovo Lucca Comics? Se vi troverete dalle parti dello stand Nap112, vi consigliamo di fare un salto a scoprirlo.

Cinemanga: Carletto il principe dei mostri

Continua il viaggio di Dimensione Fumetto all’interno della cinematografia giapponese live action tratta dai fumetti: i cinemanga!

I precedenti articoli di questa rubrica sono consultabili a questo link.


Uno dei filoni più sfruttati dal fumetto giapponese è senza dubbio l’horror. Probabilmente ci sono delle ragioni culturali derivate dal teatro di strada kamishibai, come pure ragioni tecniche legate all’uso dell’inchiostro nero, fatto sta che in Giappone la produzione horror ricopre una percentuale molto superiore a quella dei fumetti del resto del mondo. Di più: l’horror giapponese è trasversale. Anche nei fumetti per bambine ci sono spesso elementi paurosi (basti pensare all’episodio della “prova di coraggio” così comune in molti shoujo), e tantissimi sono gli horror commedie o addirittura comici. Fra questo spicca per celebrità Kaibutsu-kun, noto in Italia come Carletto il principe dei mostri.

Cast della serie animata "Carletto il principe dei mostri".

Il cast della serie animata del 1980, la seconda dedicata a Carletto il principe dei mostri dopo quella in bianco & nero del 1968 mai arrivata in Italia.

Prima del film

Carletto il principe dei mostri è stato realizzato da uno dei due componenti del gruppo Fujiko Fujio, e ha avuto un eccezionale successo negli anni ’60 col fumetto e poi negli anni ’80 con il cartone animato che poi è arrivato anche in Italia.

Al contrario dell’opera più famosa del duo Doraemon, che gode di successo ininterrotto dal 1969 a oggi restando sempre uguale, Carletto il principe dei mostri ha avuto bisogno nei decenni di essere fortemente rivitalizzato tramite la conversione in nuovi media: dopo il fumetto e il cartone animato nel secolo scorso, in questi anni ’10 i giapponesi ci hanno riprovato con un telefilm dal vivo interpretato da famosi caratteristi nei ruoli comprimari e da idol (popstar tuttofare) giovani e fighetti per le parti principali. Ne è uscita fuori una serie in dieci puntate di particolare povertà narrativa e realizzativa, inferiore anche ai Super Sentai che pure hanno un loro vanto proprio nelle scenografie di cartone.

Il cast del telefilm "Kaibutsu-kun".

Il cast del telefilm Kaibutsu-kun, andato in onda su Nippon TV durante la primavera del 2010.

Il protagonista è interpretato dal celebre cantante Satoshi Oono, membro della boy band Arashi e inabile alla recitazione, che lo caratterizza in una maniera odiosa oltre ogni limite: Carletto non è più un marmocchio briccone animato da una qualche nobiltà, ma una sorta di stereotipo tsundere di teppista arrogante che vuole dimostrare di essere bravo. Per dieci puntate a stento regala un paio di sorrisi. Il suo rivale Demokin, modellato sulle fattezze di Sephiroth di Final Fantasy VII, è interpretato da Masahiro Matsuoka (anch’egli da una nota boy band, i TOKIO) che è un attore se possibile ancora più scarso di Oono. Ai tre attori di Lupo, Frank e Dracula e ai due bambini il compito di salvare la baracca. Spoiler: non ce la fanno.

Il film

Nonostante la qualità mediocre del telefilm, la presenza delle due star Oono e Matsuoka ha portato buoni ascolti e quindi a realizzare un film cinematografico nel 2011. Dato che nella serie TV Carletto è un grande amante del curry (al contrario del dolce anmitsu com’era nel cartone animato), gli sceneggiatori hanno avuto l’idea di realizzare un film fuori continuity e di ambientarlo nella patria del curry: l’India.

Immagine promozionale del film "Kaibutsu-kun".

Il cast del film con Satoshi Oono che tenta disperatamente di convincere il pubblico di essere un attore sfaccettato.

Carletto il principe dei mostri viene mandato sulla Terra da suo padre il re dei mostri per fargli imparare un po’ di disciplina, dato che alcuni mostri si erano lamentati che il principe era viziato poiché durante un banchetto si era rifiutato di mangiare la verdura. Accompagnato da Lupo, Frank e Dracula sul drago volante, il quartetto cade in India invece che in Giappone; lì verrà accolto nel palazzo del maharajah Vishal che lo scambia per il Valoroso Guerriero caduto dal cielo come narrato negli antichi rotoli tramandati da secoli. Il maharajah chiede a Carletto & co. di dimostrare il loro valore andando a riprendere la giovane principessa Pirari sequestrata da briganti in montagna. Usando i suoi poteri da mutaforma Carletto riesce a recuperare la principessa, ma quando la riporta a palazzo Vishal lo rinchiude con i suoi tre vassalli in prigione: il cosiddetto maharajah è in realtà anche lui un demone che controlla pietre e rocce, ed è sceso sulla Terra per conquistarla rubando l’energia ai terrestri tramite certe sue pietre magiche; il coinvolgimento di Carletto era una volontaria vendetta, poiché Vishal nel Regno dei mostri lavorava come cuoco ed erano state proprio le sue verdure quelle che Carletto aveva rifiutato al banchetto.

Dopo una fuga rocambolesca, Carletto e i suoi tre scagnozzi apprendono dalla principessa Pirari la sua triste storia: i briganti non l’avevano sequestrata, ma bensì ci era andata lei per ritrovare il suo fratellino Kah, nonché legittimo erede al trono, che Vishal aveva cacciato e che i buoni briganti avevano accolto nel loro villaggio. Ora Vishal rivoleva la principessa per sposarla e usarla per convincere tutti i sudditi a donargli il loro potere tramite le pietre.

Nei sotterranei del castello Vishal convoglia tutta l’energia rubata agli umani verso il suo signore Demokin, che la usa per tentare di riportare in vita la sua amata Demolina. Per sveltire la raccolta d’energia ed eliminare i contrattempi Vishal decide di sbarazzarsi del principino Kah, ma quando va al villaggio per scovarlo e ucciderlo gli si frappone Pirari, che accetta di sposarlo.

Carletto è disgustato dal gesto di Pirari, ma quando comprende che la ragazza l’ha fatto per poter salvare la vita al fratello comprende il significato dell’altruismo e decide di lasciarsi indietro il suo egoismo. Durante le nozze Vishal raccoglie molta energia dai sudditi, ma Carletto e gli altri riescono a sabotare la cerimonia svelando l’inganno di Vishal e rimettendo in trono Kah. Vishal, furioso, recupera la sua forma demoniaca diventando un mostro di roccia gigante, ma nel combattimento finale dopo un’estenuante battaglia viene sconfitto da Carletto grazie all’aiuto di Demokin, disperato perché l’energia raccolta ha consentito solo di riportare in vita Demolina giusto il tempo di salutarlo per sempre prima di morire definitivamente.

Sconfitto Vishal, Kah e Pirari tornano a regnare nel palazzo, mentre Carletto e soci vengono di nuovo riconosciuti come Valorosi Guerrieri, onorati col curry d’oro leggendario, e infine tornano a casa nel regno dei mostri.

Horror, ma nel senso cattivo

Il film di Kaibutsu-kun è il tipico prodotto destinato esplicitamente ed esclusivamente al suo pubblico di riferimento. In questo caso se ne individuano almeno tre tipi, il che conferma per l’ennesima volta il grande talento dei giapponesi nella pianificazione commercialmente funzionale.

Ovviamente ci sono i fan del fumetto, o del cartone animato, o di Fujiko Fujio, o del drama, o comunque tutti quelli che più o meno avevano una vaga idea di quel che stavano per andare a vedere prima di entrare nel cinema, o anzi hanno scelto il film volontariamente attratti dal titolo. Poi ci sono i bambini, accompagnati volentieri dai genitori nostalgici data la campagna pubblicitaria completamente family friendly.

Infine, ed è senza dubbio il pubblico più ricercato e disposto a spendere soldi, a perdonare bassezze artistiche e anzi a fargli pubblicità, ci sono i fan dei tre idol. Tatsuya Yamaguchi dei TOKIO è nel mondo dello spettacolo dal 1994 e ormai conta fra le sue fan un pubblico soprattutto femminile dai 30~40 anni in su, Umika Kawashima come idol femminile richiama generalmente un pubblico maschile di fascia d’età molto ampia e spesso anche dai 50~60 anni in su, ma è soprattutto Satsoshi Oono la star.

I tre protagonisti del film "Kaibutsu-kun".

I tre protagonisti del film di Kaibutsu-kun. Da sinistra: Satoshi Oono degli Arashi interpreta Carletto, Umika Kawashima che al tempo delle riprese era nelle 9nine (e ora è una solista) interpreta la principessa Pirari, e Tatsuya Yamaguchi dei TOKIO è Demokin.

La boy band di cui è il leader, gli Arashi, è sulla piazza dal 1999 quando lui aveva 19 anni. Il debutto è stato fra i più clamorosi che la musica giapponese ricordi, ma anche il successivo crollo non è stato da meno. Il miracoloso ritorno di fiamma degli Arashi a un passo dallo scioglimento è avvenuto a metà anni 2000, quando il loro diabolico produttore Johnny Kitagawa ha convertito la boy band in una macchina da dorama (i telefilm giapponesi): di volta in volta i cinque cantanti a rotazione avrebbero interpretato il ruolo da protagonista in un telefilm e la band al completo ne avrebbe cantato la sigla. Il primo esperimento fu nel 2005 col telefilm di Hana yori dango con Jun Matsumoto come protagonista e WISH come sigla, ma il successo arrivò due anni dopo col sequel Hana yori dango 2 e Love so sweet come sigla.

Il pacchetto completo attore & sigla in alcuni casi funziona (tipo con il discreto Jun Matsumoto), in alcuni casi è eccezionale (tipo con Kazunari Ninomiya, che era un attore teatrale già prima di cantare ed è stato anche scelto da Clint Eastwood per Lettere da Iwo Jima), e in alcuni casi è veramente terrificante, tipo con Satoshi Oono. Se nel telefilm Kaibutsu-kun Oono dimostrava scarsissime doti attoriali, in questo film il livello si abbassa ulteriormente e lui conferma di essere quello che i giapponesi chiamano «un daikon», cioè un coso che sta lì totalmente inespressivo come un vegetale, ai livelli tristemente famosi di Mika Nakashima nei film di Nana. Se però in Nana la daikon Nakashima se non altro aveva un ruolo drammatico, non d’azione e doveva cantare, in Kaibutsu-kun il daikon Oono ha un ruolo comico, d’azione e senza canzoni.

Il risultato sono 103 minuti di disastrosa comicità in cui la trama sempliciotta, la sceneggiatura da scuola elementare, gli effetti speciali analogici molto casalinghi, la CG ancor più casalinga, la totale assenza di attori indiani rimpiazzati da giapponesi col fard color Terra di Siena bruciata come per i neri in Nascita di una nazione, e in generale la povertà realizzativa viene messa ancor più in rilievo dalla terrificante prova attoriale del cast.

Locandina del film "Kaibutsu-kun" di Yoshihiro Nakamura.

Quel coso orribile sulla destra è il magico drago volante di Carletto.

Forse degli attori degni avrebbero potuto anche far ridere il pubblico e esaltare la pochezza della messinscena del regista Yoshihiro Nakamura come una scelta voluta: peccato non sia questo il caso. Alla fine a Kaibutsu-kun restano solo un paio di pregi effettivi: una buona lezione morale per i bambini basata sul riconoscere e correggere il proprio egoismo, e la deliziosa sigla finale Monster degli Arashi che era già nel telefilm. Per il resto, può andar bene solo per i nostalgici hard core che troveranno effettivamente divertente almeno almeno la scena di Lupo, Frank e Dracula sul drago a cantare «quando a mezzanotte l’orologio fa din-don, dodici rintocchi per i mostri fa din-don!»: i ricordi di gioventù migliorano sempre anche le cose peggiori.

Julie Maroh torna con la graphic novel Corpi sonori

Modena, ottobre 2017Panini Comics ha il piacere di annunciare Corpi Sonori, nuova graphic novel di Julie Maroh, autrice de Il Blu è un Colore Caldo, fumetto vincitore del Premio del Pubblico al Festival di Angoulême da cui è stato tratto il film Palma d’Oro a Cannes La vita di Adele, che arriverà in libreria a novembre e in anteprima a Lucca Comics & Games.

Una storia sulle relazioni, sul sesso e, in ultima analisi, sull’amore ambientata in una Montréal che diventa palcoscenico ideale per raccontare l’intero spettro dei rapporti di coppia. Corpi Sonori propone una visione lucida, ma al tempo stesso appassionata del più complesso tra i sentimenti umani.

<<Volevo rendere omaggio alla molteplicità di relazioni personali esistenti e ai tipi di corpi che vengono sottorappresentati o addirittura soffocati dalle norme e dagli stereotipi.” –  ha dichiarato l’autrice –  “Anche se ogni piccola storia del libro rappresenta personaggi diversi, tutti hanno in comune due cose: la società in cui viviamo e i suoi giudizi. E hanno ovviamente Montréal in comune, come se la città fosse il palcoscenico di un’opera teatrale. Mi piaceva l’idea di creare un legame tra i labirinti amorosi e la rete urbana.>>

L’edizione italiana della graphic novel, pubblicata nella collana Panini 9L, è stat co-tradotta dalla stessa Maroh: <<Tradurre è un atto appassionante e tradurre il proprio lavoro è una nuova maniera per esplorare la narrazione e le intenzioni che si celano tra il linguaggio verbale e il “non detto”. Mi sento molto fortunata di aver avuto l’opportunità di mettere il mio lavoro così alla prova.>>

La storia spaziale di Leo Ortolani presentata a Lucca Comics & Games

Un astronauta, un topo e una cagnetta. È questo lo strano equipaggio che sarà lanciato in orbita in “C’è Spazio per Tutti”, la nuova graphic novel disegnata dal noto fumettista Leo Ortolani e pubblicata da Panini con il supporto dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e la collaborazione dell’Agenzia  Spaziale Europea (ESA). Protagonista di questo fumetto è Rat-Man, il famoso topo-supereroe che affronterà esilaranti avventure a bordo della Stazione Spaziale Internazionale insieme a Rover, il personaggio ispirato all’astronauta italiano Paolo Nespoli, e ad una cagnetta di nome Laika. La missione di Rover è di portare Rat-Man in orbita e riportarlo a terra sano e salvo per dimostrare che lo spazio è alla portata di tutti. Il volume uscirà in anteprima durante la prossima edizione di “Lucca Comics & Games”, il festival internazionale del fumetto che si svolgerà dall’1 al 5 novembre 2017 a Lucca. Giovedì 4 novembre è prevista la presentazione ufficiale al pubblico con la partecipazione di Leo Ortolani.

Nel volume “C’è Spazio per Tutti” la storia della conquista dello spazio si intreccia con le avventure di Rat-Man. Con grande precisione storica ed un pizzico di ironia, Ortolani ripercorre a fumetti tutte le fasi dell’esplorazione umana del cosmo, dai primi lanci sperimentali degli animali-cavia al volo del primo cosmonauta Jurij Gagarin, dalle missioni dei primi laboratori orbitanti Saljut, Skylab e Mir fino all’attuale grande Stazione Spaziale Internazionale. Parallelamente, Rat-Man scopre i segreti della vita nello spazio: la turbolenta fase di lancio, le condizioni di assenza di peso, il lavoro degli astronauti, gli ambienti e le apparecchiature di bordo. Lo attende anche un imprevisto: un grave problema potrebbe mettere a repentaglio l‘intera missione. Questo fumetto è stato il primo a volare nello spazio: Nespoli ha infatti portato in orbita la copertina di “C’è Spazio per Tutti” e anche l’albo “La Stazione”, che contiene un estratto in anteprima del volume e una serie di approfondimenti sulle attività spaziali. Panini ha deciso di commemorare questo evento storico avviando la procedura per farlo riconoscere dal Guinness World Record.

“Anche Rat-Man è arrivato sulla Stazione Spaziale Internazionale. Ed è un bene”, ha scritto Roberto Battiston, presidente dell’ASI, nella prefazione del volume. “La ISS non è solo l’opera ingegneristica più complessa mai costruita, ma rappresenta la casa comune dell’Umanità, abitata ininterrottamente dal 2 novembre 2000. E come casa comune è giustamente aperta a tutti: donne e uomini di tutte le nazioni, e… supereroi un po’ imbranati. L’importante è che vogliano partecipare al grande sogno dell’esplorazione dello spazio”.

“Panini si è distinta in questi oltre due decenni di attività editoriale per collaborazioni con i più diversi e prestigiosi partner”, ha dichiarato Marco M. Lupoi, direttore Publishing di Panini. “L’accordo con ASI e ESA per divulgare il mondo dell’esplorazione spaziale è di certo uno dei massimi risultati della nostra missione di spingere i fumetti in campi sempre nuovi. Ed essere stati i primi ad inviare fisicamente un fumetto nello spazio è davvero la più ‘cosmica’ delle soddisfazioni! Applausi a Leo Ortolani per il suo meraviglioso fumetto e a Paolo Nespoli per averci accompagnato in questa missione spazial-fumettistica”.

Il volume “C’è Spazio per Tutti” (formato 19,8×28,8 cm, cartonato, foliazione 264 pagine b/n, prezzo 24 euro) sarà in vendita in fumetteria e in libreria dal 9 novembre. Insieme alla versione con copertina standard sarà disponibile presso le Librerie Feltrinelli anche una versione con copertina alternativa. Ulteriori informazioni su www.paninicomics.it.

Asterix e la corsa d’Italia: il nuovo albo a fumetti

Una gara di bighe nell’Italia dell’anno 50 a.C., carri ed equipaggi della Roma imperiale e di tutto il mondo allora conosciuto, la rocambolesca corsa di Asterix e Obelix per tagliare per primi l’ambito traguardo. Sono questi gli elementi di “Asterix e la Corsa d’Italia”, il nuovo albo a fumetti sui famosi personaggi creati nel 1959 da Albert Uderzo e René Goscinny. È il trentasettesimo volume della serie sui due simpatici e irriducibili Galli, che finora ha venduto più di 370 milioni di copie nel mondo, tradotte in ben 111 lingue e dialetti. Questo nuovo volume sarà distribuito in oltre 25 Paesi del mondo. L’edizione italiana, tradotta da Andrea Toscani e Vania Vitali e edita da Panini Comics, è in vendita da oggi. E’ stata presentata stamani in anteprima a Roma al ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini, direttamente dai due autori francesi, Jean-Yves Ferri per i testi e Didier Conrad per i disegni, insieme ad una delegazione di Panini e di Hachette. “Questo divertente Grand tour italiano dei Galli più cult di tutti i tempi”, ha dichiarato il ministro Franceschini, “è un’importante e simpatica occasione di valorizzazione della nostra cultura”.

La trama di “Asterix e la Corsa d’Italia” prende spunto dalla decisione di Giulio Cesare di approvare l’organizzazione di una corsa di bighe aperta a tutti gli abitanti del mondo conosciuto e destinata ad affermare il prestigio di Roma e l’unità della penisola italica. Nei piani dell’imperatore dovrà essere il carro romano a tagliare il traguardo. Ma alla gara si iscrivono anche Asterix e Obelix, che, ancora una volta, rischiano di mandare all’aria i suoi sogni di grandezza. La corsa farà tappa in molte città e regioni italiane: Monza, Venezia, Parma, Pisa, Firenze, Siena, l’Umbria, Tivoli e Napoli. La vicenda si svilupperà tra avventure rocambolesche, sberle e colpi di scena, piatti appetitosi e abbondanti, monumenti antichi e paesaggi di rara bellezza. Non mancheranno anche incontri memorabili, alcuni dei quali potrebbero ricordare ben noti personaggi contemporanei.

“Ci siamo resi conto che per Asterix e Obelix era arrivato il momento di farsi un’idea più precisa di ciò che veramente era l’Italia”, hanno spiegato gli autori Jean-Yves Ferri e Didier Conrad. “L’Italia non si riduce a Cesare, Roma e il Colosseo! Anche se a Obelix dispiace un po’, gli abitanti dell’Italia antica non sono tutti Romani, anzi! Gli Italici ci tengono a preservare la propria autonomia e non vedono di buon occhio le velleità espansionistiche di Giulio Cesare e delle sue legioni”.

“Da quando ho avuto l’onore di leggere per la prima volta ‘Asterix e la Corsa d’Italia’ sono rimasto emozionato e colpito dal vedere il nostro Paese, nella sua complessità e pluralità di genti e paesaggi, finalmente rappresentato in un volume di Asterix”, ha detto Marco M. Lupoi, direttore Publishing di Panini. “Ed è davvero un onore, per la seconda volta, essere l’editore di un nuovo capitolo di questa epopea a fumetti, che da decenni emoziona i lettori del mondo e che ora arriva anche a rappresentare la bellezza del nostro Paese nelle sue tavole rutilanti di immagini, battute e sorprese. Un grande momento, davvero”.

Il volume “Asterix e la Corsa d’Italia” è disponibile dal 26 ottobre in due versioni. La prima ha un formato standard (21,8×28,7cm), foliazione di 48 pagine, cartonata, prezzo 12,90 euro, distribuita in edicola, libreria e fumetteria. La seconda è la versione Deluxe, con un formato più grande (26×36,5 cm), foliazione di 128 pagine, cartonata con dorso in tela e arricchita da imperdibili extra (tra cui la riproduzione delle matite originali di Didier Conrad e un ricchissimo dossier con tutti i materiali di produzione), prezzo 34,90 euro, solo in libreria e fumetteria. Ulteriori informazioni su www.paninicomics.it.

 

Roberto Recchioni presenta: I maestri del mistero

Roma, ottobre 2017 – Dopo I Maestri dell’Orrore e I Maestri dell’Avventura, arriva in libreria la collana Roberto Recchioni presenta: I Maestri del Mistero.

Il ritratto di Dorian Gray, Il mastino di Baskerville, Il giro di vite e I delitti della Rue Morgue e altri racconti nella più fedele trasposizione a fumetti mai realizzata, racchiusa in quattro volumi di pregio curati da Roberto Recchioni (Dylan Dog, Orfani) e pubblicati da Edizioni Star Comics.

Un appuntamento imperdibile per gli amanti dei classici della letteratura del mistero che, oltre alla storia a fumetti, potranno immergersi in un vasto apparato critico.

Le copertine sono state realizzate da Roberto Recchioni.

La collana sarà presentata a Lucca Comics & Games e sarà disponibile per intero, comprensiva dei quattro volumi, a novembre in libreria.

Il ritratto di Dorian Gray

Sceneggiatura: Giovanni Masi

Disegni: Marianna Ignazi

 

Il Mastino di Baskerville

Sceneggiatura: Giulio Antonio Gualtieri

Disegni: Federico Rossi Edrighi

 

I delitti della Rue Morgue e altri racconti

Sceneggiatura: Michele Monteleone, Jacopo Paliaga

Disegni: Oscar

 

Il giro di Vite

Sceneggiatura: Dario Sicchio

Disegni: Elisa di Virgilio, Letizia Cadonici, Sakka (Roberta Sacca)

 

Scheda tecnica: 16x21cm, cartonato, 112 pagine b/n, € 14,00 per ciascun volume

 

L’eterno ritorno di Bruce Wayne

In Principio c’era il Monitor. Poi dalla perfezione primigenia nacque l’imperfezione. La realtà. Il Planetario dei Mondi fu creato per studiare la Realtà, e il Monitor Originale diede vita a esseri imperfetti che lo sorvegliassero: i suoi “figli”, i Monitor.

L’universo sanguinò diverse volte prima di incontrare il male definitivo, il dio che incarnava ogni forma di perversione e cattiveria. Il suo nome era Darkseid e aveva scoperto l’Equazione dell’Anti-Vita.
La sua stessa presenza nel piano fisico bastava per, letteralmente, annichilire il tempo.
Tutto era Uno in Darkseid, fino a quando, come accade sempre, venne sconfitto. Non una, non due, ma tre volte.
La sua essenza fu distrutta dall’Ultimo Figlio di Krypton. La morte del suo corpo avvenne per mano del Nero Corridore, ingannato dai Flash e dalla Sanzione Omega dei suoi fedeli.
Ma la prima ferita gli fu inferta da un semplice essere umano, l’uomo più pericoloso del mondo: Bruce Wayne, Batman.
Bruce ferì mortalmente il suo avversario con la stessa arma con cui Darkseid aveva ucciso suo figlio Orion. Il Radion era tossico per i Nuovi Dèi e tutto ciò che il Male Incarnato poteva fare era morire.

Prima di precipitare nello spazio-tempo però, Il tiranno di Apokolips maledisse l’Uomo Pipistrello, come ultimo asso nella manica.
Di come il Nostro si liberò da questa maledizione è ciò di cui parla la miniserie in sei numeri uscita in questi giorni per la Lion.

 

Partiamo dal principio però: questo ultimo volume della run di Morrison è un tassello fondamentale per l’economia della gestione tutta?
Sì. Senza dubbio.
Il Ritorno di Bruce Wayne chiude infatti molti dei discorsi cominciati con la lunga saga del Guanto Nero (che comunque si conclude sulle pagine di Batman & Robin).
Potremmo dire che in questi sei numeri è presente il manifesto di ciò che Batman è per lo scrittore scozzese.
Un personaggio adatto a interpretare qualsiasi trama, senza mai perdere di vista la sua reale essenza.
Lontano dal vigilante psicotico visto fino a Batman RIP, ma comunque inconfondibile nel suo essere sempre diverso.
Morrison smonta e rimonta Batman restituendoci una figura pronta ad affrontare l’avversario più temibile: il tempo.

Non solo quello della finzione, ma anche, metanarrativamente, il nostro. Batman ci sopravvivrà. Batman è un’idea, un pensiero e come tale, eterno. È un Nuovo Dio per noi come Orion lo è per il DCU.

Questa cavalcata verso il presente porterà l’Eroe a incontrare vecchi e nuovi personaggi del DCU, grazie ai quali riacquisirà sempre più consapevolezza di sé e dei propri mezzi.
Fino a un finale al cardiopalma, con ogni pezzo al proprio posto sulla scacchiera, che esplode in qualcosa di “morrisioniano” al 100%.
Come sempre accade per Morrison, ci troviamo di fronte a qualcosa di articolato che potrebbe spaventare soprattutto i neofiti del personaggio e dell’autore.
E, come sempre, il consiglio è quello di non arrendersi alla prima lettura. Perché come è vero che questo volume fa parte di una run durata svariati anni, è altrettanto vero che con la giusta dose di attenzione, la storia è godibile da sola. Certo, a patto di rinunciare a capire i riferimenti alle altre opere scritte in quel periodo. Ma insomma, sono esattamente questi i fumetti dei supereroi, no?

Dunque, se questo mese avete una ventina d’euro in più, fatevi un favore e comprate questo volume. Oppure gli spillati Planeta che contengono anche delle utili note. Quello che volete, ma il Ritorno di Bruce Wayne dovete leggerlo, perché porta il Pipistrello nel Terzo Millennio e perché semplicemente è un eccellente fumetto di supereroi.

Solo il 14 novembre Never Ending Man, Hayao Miyazaki

Settembre 2013: Hayao Miyazaki annuncia il ritiro dal mondo dell’animazione. Ma sarà davvero così? Miyazaki si è davvero ritirato o qualcosa lo spingerà a tornare?

Un appuntamento al cinema per scoprire i segreti, le emozioni e il dietro le quinte dei capolavori del maestro dell’animazione giapponese!

Un film evento in anteprima nazionale a Lucca Comics&Games il 3 novembre e nelle sale come evento speciale il 14 novembre.

 Quando abbiamo iniziato a girare continuava a ripetere di essere solo un vecchio pensionatoMa poi ho visto riaccendersi la scintilla in lui

Kaku Arakawa

Prosegue dopo il successo di titoli come In questo Angolo di Mondo e La Forma della Voce la stagione al cinema di Nexo Digital e Dynit. Questa volta con un documentario dedicato a Hayao Miyazaki, riconosciuto unanimemente come il maestro indiscusso dell’animazione giapponese.

Nausicaä della Valle del vento, Il Mio Vicino Tototoro, La Città Incantata, Il castello errante di Howl, solo per citarne alcuni, sono alcuni dei capolavori diretti da Miyazaki che, nel settembre del 2013, annunciò improvvisamente il suo ritiro dal mondo del cinema. Nonostante questa decisione, Miyazaki non poté trattenere il suo inarrestabile desiderio per la creazione e decise quindi di esplorare nuove forme espressive e nuove tecnologie.

È stato così che un regista della TV giapponese NHK che, lo aveva seguito per oltre dieci anni, ha potuto documentare passo dopo passo il riavvicinamento del maestro al mondo dell’animazione, stavolta col supporto di giovani animatori di CGI. Ma non è stato facile… Miyazaki, da sempre amante del disegno a mano libera, ha incontrato diversi ostacoli e si è confrontato con computer graphic e animazione in CGI.

Ora il risultato di quell’indagine arriva al cinema con Never-Ending Man –  Hayao Miyazaki diretto da Kaku Arakawa che sarà nelle sale solo per un giorno come evento speciale il 14 novembre (elenco a breve su www.nexodigital.it), dopo l’anteprima nazionale prevista a Lucca Comics & Games venerdì 3 novembre alle 11 presso il Cinema Astra.

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Un approccio intimo e delicato per un documentario che ritrae lo Studio Ghibli e Miyazaki all’età di 70 anni, nel tentativo di ritornare alla ribalta. Ancora una volta.

 

Never-Ending Man –  Hayao Miyazaki

Regia: Kaku Arakawa

Sonoro: Shinichiro Ogata

Sound Design: Shigeyoshi Tanaka

Montaggio: Tetsuo Matsumoto

Produttore Esecutivo: Yuki Ikeda

Una Produzione: NHK

Durata: 70’

TRAILER: https://www.youtube.com/watch?v=BZa7GA7CO6A&feature=youtu.be

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