Monthly Archives: marzo 2017

EDIZIONI STAR COMICS A ORVIETO COMICS 2017– FESTIVAL DEL FUMETTO E DELLA STREET ART

La nostra casa editrice è lieta di invitarvi a Orvieto (Tr) il 2 Aprile in occasione dell’edizione 2017 del festival ORVIETO COMICS, presso il Palazzo dei Sette, Sala del Governatore, per essere presenti alla conferenza “30 Anni di Star Comics”.

Orvieto, Domenica 2 Aprile 2017: la conferenza di Edizioni Star Comics, prevista per le ore 15.00, costituisce il quarto appuntamento dell’anno con il pubblico per la casa editrice perugina, che quest’anno festeggia il trentennale della propria nascita. Nell’intervento, condotto dal Direttore editoriale Claudia Bovini e dal Publishing manager area manga Cristian Posocco, saranno presentate le ultime novità tra le pubblicazioni di quest’anno.

2 Aprile 2017, Orvieto (Tr), Palazzo dei Sette: siete tutti invitati all’incontro con il pubblico di Edizioni Star Comics in occasione del festival ORVIETO COMICS!

Per tutti coloro che vogliano ricevere gli ultimi aggiornamenti sull’attività di Edizioni Star Comics, l’appuntamento è per Domenica 2 Aprile 2017 a Orvieto, Palazzo dei Sette in Corso Cavour n. 87, alle ore 15.00 presso la Sala del Governatore, in occasione di Orvieto Comics 2017 – 6o Festival del Fumetto e della Street Art: qui tutte le informazioni per raggiungere il luogo dell’incontro e acquistare il biglietto.

Rosso Malpelo – un fumetto “dovuto”

Rosso Malpelo Kleiner Flug

Rosso Malpelo è uno di quei titoli che resta nella memoria di tutti, nel bene o nel male: di solito il ricordo si fissa ai tempi della scuola, quando studiando Giovanni Verga si arriva ad approfondire questa novella, che ha salvato (esperienza personale indiretta) moltissimi studenti all’esame perché ritenuta “semplice”. La definizione è sbagliata, anche perché induce a fraintendimento: è un racconto molto profondo, ricco di sfaccettature e soprattutto “vero”, ecco perché una volta spiegato resta nella testa e può adattarsi a variegate situazioni.

Curiosità e piacere si sono mescolati davanti alla copertina del volume edito da Kleiner Flug, adattato da Maurizio Palarchi e disegnato da Roberto Melis, perché questo Rosso Malpelo è a fumetti, una destinazione che secondo me era dovuta al capolavoro di Verga. Cosa ancora più bella, le pagine dedicate allo sfortunato adolescente siciliano vanno a riempire quei passaggi che sulla carta stampata sono rese con larghe ellissi dall’autore, che racchiude in poche righe un arco di tempo ed eventi che Palarchi, invece, per contrappunto, va a sviluppare.

Rosso Malpelo Kleiner Flug

Vediamo così come era la vita del ragazzo quando il padre è ancora vivo, l’incidente mortale di quest’ultimo, conosciamo il “vecchio grigio” e la malattia di Ranocchio. Vediamo, letteralmente, per la prima volta Malpelo piangere, quelle lacrime che Verga ci fa immaginare ma che mai descrive, intento come era a raccontare la scorza che il ragazzo si costruisce disgrazia dopo disgrazia, maltrattamento dopo maltrattamento. Quello che nella novella è subito dichiarato, che Malpelo è considerato da tutti un demonio per il colore dei suoi capelli, che deve essere per forza cattivo, e che per questo ci diventa davvero, in questo fumetto lo vediamo succedere, a forza di insulti e sassi in testa. E quello che tutti intuiamo leggendo, che la crudeltà del ragazzo è solo uno scudo per difendere il suo animo sensibile, qui è reso evidente con delicate vignette che mostrano senza essere mai troppo didascaliche e banali.

 

La scelta di Palarchi è più che apprezzabile, arricchisce e completa una storia di per sé già ricchissima, come dicevamo all’inizio, immagina con credibilità e verosimiglianza quello che l’autore siciliano tace, ma con umiltà e devozione verso Verga, restandogli fedele e omaggiandolo. Ce lo mostra anche, ipotizzando un incontro fugace tra l’autore seduto ad un fresco caffè all’aperto e il povero giovinetto che corre in cerca dei suoi demoni tra le strade polverose.

Rosso Malpelo Kleiner Flug

Anche la sua mano si ferma dove si fermò quella dello scrittore, davanti a quel cunicolo minaccioso e misterioso in cui Malpelo scompare. Non si può e non si deve descrivere, nessuno può saperlo e la fantasia di tutti deve immaginarlo.

I disegni di Melis sono adattissimi a questo racconto per immagini: sanno rendere il calore delle giornate siciliane e il sollievo delle notti piene di stelle e di speranze; ricostruiscono la scenografia barocca che in Verga ci sfugge, descrivendo egli solo la parte povera e degradata della sua terra; ci mostrano un Rosso magro e nervoso, ma dagli occhi cupi di solitudine e di amore inespresso.

La fine del fumetto è uguale alla fine della novella, e ci si emoziona a rileggere quelle righe dopo aver rivissuto un Malpelo nuovo ma uguale a quello conosciuto sui banchi di scuola. Personalmente sono grata alla Kleiner Flug per aver scelto questo soggetto: creando un fumetto davvero bello e che rimane nel cuore tanto quanto il suo protagonista.

VALTER BUIO DA ANTANI COMICS!

Dopo una lunga attesa, e quasi un anno trascorso dall’annuncio al Napoli Comicon 2016, lo psicanalista dei fantasmi è finalmente tornato: la nuova edizione di VALTER BUIO è arrivata in tutte le fumetterie e librerie a partire dal 1 Marzo, con l’uscita del Libro primo.

Siamo quindi felici di darvi appuntamento per il 25 Marzo, ore 16.00, a Terni presso la fumetteria Antani Comics in Via Armellini n. 6 per la presentazione di VALTER BUIO Libro primo e – in anteprima assoluta – del Libro secondo: interverrano Alessandro Bilotta (sceneggiatore), Sergio Gerasi (disegnatore) e Emiliano Tanzillo (copertinista): un’occasione unica per conoscere da vicino alcuni degli autori di uno dei fumetti italiani più amati degli ultimi anni!

Non perdetevi questo straordinario appuntamento: per tutte le informazioni potete consultare la pagina Facebook della fumetteria, nonché l’evento dedicato alla presentazione dei volumi.

GHOST IN THE SHELL: VIA AL “FACCE DA GITS” CHALLENGE!

Cari lettori di Edizioni Star Comics,

per celebrare uno degli eventi cinematografici più attesi dell’anno, l’uscita del film di GHOST IN THE SHELL prevista in Italia per il 30 Marzo 2017, abbiamo deciso di lanciare una sfida fotografica pensata appositamente per tutti gli appassionati!

Di seguito il regolamento:

  • Recatevi in una delle fumetterie aderenti all’iniziativa e fatevi un selfie accanto alla locandina del film;

 

  • Pubblicate su Facebook il vostro selfie utilizzando i seguenti hashtag: #faccedaGITS #GhostInTheShellIT, e taggando la fumetteria in cui l’avete scattato (qualora possibile);

 

  • In fase di pubblicazione ricordatevi di verificare che la voce “Chi può vedere questo contenuto?” nelle opzioni della privacy del vostro selfie sia impostata su “Tutti”;

 

  • Al termine del contest selezioneremo le foto più “likate”, che saranno raccolte e pubblicate nel sito ufficiale di Star Comics;

 

  • La sfida avrà inizio sabato 25 Marzo e terminerà domenica 30 Aprile;

 

  • La lista delle fumetterie aderenti (in continuo aggiornamento) è consultabile qui di seguito:

 

DIGITAL GEEK Castellana Grotte (Ba)
POP STORE Bologna
UNICORN Piacenza
L’ANGOLO DEL FUMETTO Lecce
DUNGEON STREET Pisa
GOLDEN STORE COMIX 21 Battipaglia (Sa)
NON SOLO LIBRI Seregno (Mi)
SUPERGULP Treviso
GASP COMICS Fano (Pu)
FUMETTERIA YAMORI Forlì (Fc)
IL MONDO VIRTUALE Schio (Vi)
ANTANI COMICS Terni
POP STORE Torino
ARCADIA Pisa
LE 5 TERRE Isernia
L’IDEA CHE TI MANCA Rho (Mi)

 

Buon divertimento!

Partecipa anche tu al “FACCE DA GITS” challenge!

 

GHOST IN THE SHELL è un manga in due volumi di Masamune Shirow, uscito in Giappone nel 1999 e diventato rapidamente uno dei capisaldi assoluti del fumetto cyberpunk. Ad esso sono seguiti gli spin-off GHOST IN THE SHELL 1.5 – HUMAN ERROR PROCESSER, GHOST IN THE SHELL – STAND ALONE COMPLEX e GHOST IN THE SHELL ARISE, oltre a film d’animazione, serie televisive e videogames.

 

L’intera saga di GHOST IN THE SHELL è pubblicata in Italia da Edizioni Star Comics.

 

Pioggia di premi per Shin Godzilla e your name.

A nove mesi dall’uscita nei cinema giapponesi di Shin Godzilla e otto di your name., i due film continuano a mietere successi in parallelo sia dal pubblico sia dalla critica. È di pochi giorni fa la notizia di un premio conferito a Hideaki Anno da parte del Governo giapponese, e non è robetta da poco: il Premio per il sostegno alle Arti è la massima onoreficenza consegnabile dal MEXT (Ministero per l’educazione, la cultura, lo sport, la scienza e la tecnologia giapponese) e non celebra un’opera in particolare, ma la crème de la crème della cultura nipponica nel momento in cui ha raggiunto il suo vertice; in Shin Godzilla la commissione ha riconosciuto il raggiungimento di una qualità tale da far meritare il Premio al suo regista. Anche your name. non è meno popolare, e se gli incassi, i pellegrinaggi, il rimanere in sala per otto mesi consecutivi, le mostre e le versioni inglesi non fossero sufficienti a dimostrarlo, il recente passaggio cinematografico in Italia ha felicemente costretto il distributore Nexo Digital a triplicare le date di proiezione per venire incontro all’enorme successo di pubblico.

I quattro vincitori del XX Festival delle arti multimediali 2017.

I quattro vincitori delle quattro categorie del XX Festival delle arti multimediali 2017: in alto a sinistra la composizione mobile visivo-uditiva Interface I di Ralf Baecker, a destra Shin Godzilla di Hideaki Anno, in basso a sinistra your name. di Makoto Shinkai, a destra BLUE GIANT di Shin’ichi Ishizuka.

Il giorno 16 marzo, inoltre, si è tenuta la XX edizione del Festival per le arti multimediali organizzato dall’Agezia per gli Affari culturali del MEXT, la quale si occupa della gestione e promozione dei beni culturali giapponesi del passato e del presente. Anche in questo caso a trionfare sono stati i due film di Anno e Shinkai: il primo premio per la categoria Intrattenimento è stato conferito a Shin Godzilla, mentre il primo premio per la categoria Animazione a your name., così da accontentare critica e pubblico. Sempre per la categoria Animazione, premi d’eccellenza sono stati consegnati ad altri quattro film: il giapponese Koe no katachi tratto dal manga A Silent Voice che racconta la toccante storia sentimentale di un ragazzo con una ragazza sorda, il brasiliano Il bambino che scoprì il mondo su una storia di formazione giovanile, il film sperimentale britannico A Love Story realizzato fili di lana in stop motion, e infine il russo Among the Black Waves dipinto in bianco su nero. Per l’Intrattenimento, in cui si premiano le arti popolari, uno dei premi d’eccellenza è andato al videogioco Pokémon GO, che in Giappone continua a spopolare ancora dopo mesi dal lancio.

Vincitori del premio d'eccellenza per l'Animazione al XX Festival delle arti multimediali 2017.

I quattro vincitori del premio d’eccellenza per l’Animazione al XX Festival delle arti multimediali 2017: in alto a sinistra Koe no katachi di Naoko Yamada, a destra Il bambino che scoprì il mondo di Alê Abreu, in basso a sinistra A Love Story di Anushka Kishani Naanayakkara, a destra Among the Black Waves di Anna Budanova. A esclusione del film brasiliano, gli altri tre sono diretti da registe donne.

Oltre alle categorie Animazione e Intrattenimento, il Festival premia anche le categorie Arte (dedicato all’Arte contemporanea) e Fumetto: per l’Arte ha vinto l’inquietante installazione Interface I del tedesco Ralf Baecker, mentre il Fumetto ha visto trionfare quest’anno il giapponese BLUE GIANT di Shin’ichi Ishizuka, un manga fortemente autobiografico ambientato nel mondo del jazz che segue la storia del protagonista Dai Miyamoto, un ragazzo che alle superiori abbandona il club di basket appena scopre una passione incontenibile per il sax tenore e lascerà la sua periferica città natale di Sendai per tentare la via del professionismo a Tokyo. Fra i premi d’eccellenza spicca Sunny di Taiyo Matsumoto, di cui si dice un gran bene persino sulle testate non specialistiche. Tutti i vincitori e i premi sono consultabili sul sito dell’Agenzia.

Immagine di "Sunny" di Taiyo Matsumoto.

Sunny di Taiyo Matsumoto, che di nome fa appunto “Sole” e che ambienta la sua storia intorno a una vecchia Nissan Sunny gialla.

In pratica Shin Godzilla e your name. si stanno combattendo una sorta di guerra fredda a colpi di premi e di incassi in cui ci guadagnano sono gli spettatori. Resta solo da aspettare quali saranno i prossimi passi di Hideaki Anno e Makoto Shinkai: il primo ha dichiarato che è tornato all’opera su Evangelion 3.0+1.0 e al contempo che chiuderà lo Studio Khara una volta conclusa la produzione (sarà vero?), mentre il secondo è scombussolato dal suo stesso successo e ora si trova nella scomoda posizione di essere obbligato a superare se stesso. In ogni caso e di nuovo, comunque, ci guadagnano gli spettatori.


Leggi le guide alla visione a Shin Godzilla e a your name. di Dimensione Fumetto!

Dylan Dog #366 – Il giorno della famiglia

La prima cosa che salta all’occhio di questo Dylan Dog #366 è la copertina, un chiaro omaggio all’ottavo album dei Beatles, Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band che compie quest’anno mezzo secolo. Magnificamente disegnata da Luigi Cavenago, i colori brillanti esorcizzano il suo contenuto macabro. Oramai siamo abituati a questo rapporto tra Dylan Dog e i Beatles.

L’episodio è scritto da Riccardo Secchi, al suo esordio con l’Indagatore dell’incubo. Figlio di Luciano Secchi, noto come Max Bunker, autore in coppia con Magnus di Alan Ford, Kriminal e Satanik. Essendo anche un musicista, Secchi suggerisce questa pagina Facebook in cui si possono trovare i suoi pezzi per accompagnare la lettura. I disegni sono di Valerio Piccioni alle matite e di Maurizio Di Vincenzo agli inchiostri.

Due storie parallele che si intersecano sul finaleDue anni prima, Sir Arthur Gill, un uomo anziano spende un incredibile patrimonio e diventa proprietario di Villa Montague, antica magione in decadenza a Royston, nella contea di Hertfordshire. Due anni dopo, la medium Maria Trelkovski, vecchia conoscenza di Dylan, si rivolge a lui per liberarsi del fantasma inquieto di una giovane donna che ostacola le sue sedute spiritiche. Le indagini portano Dylan nella contea di Hertfordshire dove conosce il sergente Dunn, un affabile donna in procinto di diventare mamma, che gli affida un caso difficile da risolvere. Da tempo la cittadina è sconvolta da un fatto inquietante che vede protagoniste le salme di poveri estinti che vengono trafugate da alcuni profanatori di tombe. 

La famiglia è il tema che accomuna le due storie. Sir Arthur Gill intende riunire i suoi famigliari nel posto dove è cresciuto. I profanatori di tombe sono quattro ragazzi travestiti da Beatles che si definiscono “La Famiglia”, la setta del criminale Charles Manson, morboso estimatore della band di Liverpool. Dylan viene messo di fronte al fatto che rinnegando la sua odiata famiglia rinnega se stesso, perfino il sergente Dunn ci trasmette il calore e il valore della famiglia quando rassicura il marito al telefono, sul suo stato di salute e del loro bambino.

È innegabile un elogio alla sceneggiatura di Secchi che ha saputo intrecciare abilmente due filoni che a monte sembravano non avere un comune denominatore. Nonostante sia la sua prima storia nella testata di Dylan Dog, ha dimostrato con disinvoltura una buona gestione del personaggio senza lasciare niente al caso. Restando in tema FAMIGLIA, Secchi è papà di due personaggi secondari inediti, il sergente Dunn e il suo assistente Peter che ricordano l’affezionatissimo ispettore Bloch e la sua spalla comica Jenkins. Si spera non sia la loro prima e ultima apparizione.

I disegni dell’albo sono anch’essi divisi in due parti: il passato e il presente. Il passato è rappresentato da delle riquadrature ad angoli arrotondati, eleganti toni di grigi, tecnica utilizzata dal solo Ambrosini, e linee armoniose e precise. Bella interpretazione dei personaggi, rappresentati con frequenti primi piani e inquadrature cinematografiche. Ottimo lavoro! Fan dylaniati, arricchitevi con un’altra perla.

NAPOLI COMICON: CANDIDATURE PREMI ATTILIO MICHELUZZI 2017

NELLA GIURIA DI QUEST’ANNO ANCHE ALESSANDRO BORGHI, MARIANNE MIRAGE, LICIA TROISI E FERRUCCIO GIROMINI!

Napoli, marzo 2017 – Napoli COMICON – Salone Internazionale del Fumetto (28 aprile – 1 maggio) ha il piacere di annunciare le candidature ai Premi Micheluzzi 2017, il prestigioso riconoscimento che viene assegnato ogni anno dalla manifestazione partenopea ad autori e pubblicazioni del mondo del Fumetto che si sono distinti nell’ambito della nona arte durante lo scorso anno. I vincitori saranno scelti dalla giuria capitanata dal Magister Roberto Recchioni e che vedrà al suo fianco: Alessandro Borghi, attore noto per le sue valide interpretazioni in Non essere cattivo e Suburra, Marianne Mirage, cantante reduce dall’ultimo Festival di Sanremo, la scrittrice Licia Troisi e l’esperto di fumetto Ferruccio Giromini.

Dedicati ad Attilio Micheluzzi, uno degli autori completi più incisivi e originali del del Fumetto degli anni Settanta e Ottanta, che ha vissuto a lungo a Napoli fino alla sua scomparsa nel 1990, i Premi Micheluzzi giungono quest’anno alla loro XIX edizione. Le candidature sono state definite dal Comitato di Selezione composto da: Loris Cantarelli (Direttore di Fumo di China), Laura Pasotti (speaker radiofonica del Garage Ermetico), Andrea Antonazzo (esperto di fumetto e critico), Susanna Scrivo (traduttrice ed esperta di manga), Stefano Perullo (giornalista e libraio), Raffaele De Fazio (esperto).

Tito Faraci incontra i lettori a Milano

 

Tito Faraci incontra i lettori a Milano in occasione dell’uscita di Brad Barron, Omnibus 1: venerdì 24 marzo dalle ore 17.00, l’autore presenterà il primo dei tre volumi editi da Sergio Bonelli Editore, assieme alla disegnatrice Anna Lazzarini.

Venerdì 24 marzo alle ore 17 l’appuntamento per il mondo del fumetto sarà da SuperGulp, al n. 54 di Alzaia Naviglio Grande, a Milano. Qui Tito Faraci incontrerà i lettori per presentare BRAD BARRON – OMNIBUS 1 (di 3), il volume appena pubblicato da Sergio Bonelli Editore. Assieme a lui ci sarà anche la disegnatrice Anna Lazzarini, che con Bruno Brindisi, Giancarlo Caracuzzo, Giovanni Bruzzo, Luca Raimondo e Alessandro Nespolino ha disegnato le storie di questo volume di Brad Barron.

Pubblicata in 18 episodi a partire dal 2005, “Brad Barron” è stata la prima miniserie in assoluto di Sergio Bonelli Editore e ha segnato l’inizio di un grande cambiamento nella tradizione del fumetto popolare italiano. Ad arricchire il volume un contenuto speciale: Sotto pressione, una breve storia “fuori serie” scritta da Tito Faraci e disegnata da Walter Venturi. Ogni capitolo è inoltre presentato da un intro-tweet dell’autore: 140 caratteri per spiegare come, episodio dopo episodio, andrà a svilupparsi la storia del protagonista.

La storia di Brad Barron ci porta a New York nel 1956. Apparentemente il nostro Brad è un uomo come tanti. Durante la Seconda Guerra Mondiale ha combattuto tra le fila dell’esercito degli Stati Uniti partecipando allo sbarco in Normandia e guadagnandosi due medaglie al valore, un’indelebile cicatrice sul volto e un solco di dolorosi ricordi scavato nell’anima. Ma un drammatico giorno, un popolo di alieni, i Morb, invadono la Terra, con l’obiettivo di cancellare la civiltà degli umani e cambiare l’ecosistema del pianeta. Sembra la fine, ma è anche un inizio: quello della guerra personale di Brad Barron contro gli invasori. Dopo un anno di prigionia, e senza più notizie della moglie e della figlia, Brad Barron riesce a fuggire e si mette in viaggio alla loro ricerca attraverso un’America diventata una nuova frontiera.  Un uomo solo non può salvare il mondo, ma qualcuno dovrà pur cominciare.

Spiega Tito Faraci “Quando ho iniziato a lavorare al progetto, mi sono chiesto se oggi potesse avere ancora un senso cantare le gesta degli eroi, lavorare sugli archetipi e sul mito. Per questo ho scelto di concentrarmi sugli anni Cinquanta, che per me rappresentano un luogo dell’immaginario: quello in cui è cresciuto e diventato grande anche il fumetto bonelliano. Qui potevo riflettere angosce, aspirazioni e sogni del mondo reale, potevo affrontare temi classici con strumenti narrativi assolutamente moderni, intrecciando storie diverse perché di volta in volta Brad viene coinvolto in imprese legate ai generi più disparati: dalla fantascienza all’hard-boiled, dall’horror al western, dal noir al dramma sentimentale. Un eroe per forza, dalla cui tenacia sembra dipendere il destino dell’umanità”.

Video di Tito Faraci su Brad Barron:

https://www.youtube.com/watch?v=RRc4Sd1sngo   

 

TITO FARACI è nato a Gallarate (Varese) il 23 maggio 1965. Per lungo tempo è stato critico musicale. Nel 1995 è arriva l’esordio come scrittore di fumetti sulle testate Disney. Tre anni più tardi inizia a lavorare anche per Astorina, la Casa Editrice di Diabolik, che gli chiede di realizzare due albi speciali, entrambi disegnati da Giuseppe Palumbo, che ricostruiscono le “origini segrete” di Eva Kant (“Eva Kant, quando Diabolik non c’era”, 2003) e Ginko (“Ginko, prima di Diabolik”, 2005). Sceneggia “Lupo Alberto”, di cui cura anche alcuni adattamenti per la serie animata televisiva prodotta da Rai Trade. Dal 1999 collabora con Sergio Bonelli Editore per Dylan Dog, debuttando con l’albetto allegato al Dylan Dog Special n. 13, dal titolo “Sotto il vestito troppo” e in seguito sceneggiando per Nick Raider, Magico Vento e Speciale Cico. Nel 2000, Einaudi pubblica, nella collana Stile Libero, sotto il titolo “Topolino Noir”, dieci storie d’ispirazione “hard-boiled” scritte da Faraci, caso unico di antologia specificatamente dedicata a uno sceneggiatore disneyano, che raccoglie avventure pubblicate in svariati Paesi del mondo. Nel 2004, esce per Panini Comics “Il segreto del vetro”, prima e, per ora, unica storia dell’Uomo Ragno creata e ambientata in Italia, disegnata da Giorgio Cavazzano. Per Sergio Bonelli Editore, oltre alla sua mini-serie, Brad Barron, e ai relativi speciali, sceneggia Tex. Per Feltrinelli ha pubblicato “La Vita in Generale” (2015) e “Le entusiasmanti avventure di Max Middlestone e del suo cane alto trecento metri” (2016).

Prossima uscita: Malloy gabelliere spaziale.

Arriverà in anteprima a Napoli COMICON e a maggio in libreria Malloy – Gabelliere spaziale. Pubblicata da Panini Comics, la nuova graphic novel di Taddei e Angelini, che tornano dopo il successo di critica di Anubi, è una saga di fantascienza sfrenata e visionaria in cui il futuro interplanetario appare paurosamente vicino.

Marco Taddei e Simone Angelini raccontano la storia di Malloy, l’esattore fiscale più efficiente al servizio del Paravatz, l’onnipotente Imperatore Galattico.

Malloy è in gamba, è sempre alla moda, ogni anno viene premiato come “Gabelliere dell’anno” ed è capace di riscuotere imposte sui pianeti più strani e tra le creature più assurde grazie anche al suo disintegratore antimaterico. La situazione si complica quando gli viene affidato un compito ai limiti dell’impossibile: riscuotere l’astronomico debito accumulato dalla Terra! Malloy dovrà vedersela con gli abitanti (e i governanti) del nostro pianeta, ma anche con Monroe, spietata collega con la quale ha parecchi conti in sospeso…

Malloy – Gabelliere spaziale ci teletrasporta in un’avventura di fantascienza grottesca, un universo sconfinato e folle che, tra navicelle spaziali che strizzano l’occhio all’architettura sovietica e dialoghi surreali, racconta con feroce ironia la realtà di tutti i giorni.

Simone Angelini (Pescara, 1980) Fumettista. Marco Taddei (Vasto, 1979) Scrittore. Insieme hanno realizzato gli ormai introvabili volumi di storie a fumetti Storie brevi e senza pietà (2012, Bel-ami edizioni) e Altre storie brevi e senza pietà (2013, Bel-ami edizioni), quest’ultimo tradotto per il mercato americano col titolo Short and merciless stories (2014, Tinto press). Nel 2015 con Anubi (Grrrz Comic Art Books) sorprendono critica e pubblico, vincendo il premio Miglior Fumetto Italiano 2015 assegnato dai lettori di LaRepubblicaXL al Napoli Comicon e il premio Carlo Boscarato come Miglior Fumetto Italiano 2016 al Treviso  ComicBook Festival. Creano il Gabelliere Spaziale Malloy per un racconto breve apparso nell’antologia a fumetti B-comics – fucilate a strisce (2014, Ifix), ristampato successivamente da Panini Comics nel 2016.

Conversazione sul fumetto: Will Eisner e Frank Miller a confronto

Immaginate se Jimi Hendrix ed Eric Clapton si fossero incontrati in uno studio di registrazione per conversare amabilmente sulla loro musica. Due “big” a confronto, uno dinanzi all’altro, pronti a scambiarsi considerazioni, riflessioni su esperienze passate o, più in generale, sulla musica. Sarebbe stato bello, vero? Beh, per noi fan del fumetto questo sogno si è realizzato nel momento in cui Charles Brownstein ha deciso di trascrivere ore e ore di registrazione di una conversazione intercorsa tra Will Eisner e Frank Miller che la Kappa Edizioni ha pubblicato.

Conversazione Eisner Miller

Due guru della graphic novel: uno padre indiscusso del genere, l’altro autore di opere talmente influenti da essere approdate al cinema (guarda caso Frank Miller è anche regista). Gli stili dei due maestri sono indiscutibilmente diversi, sotto il profilo grafico e sotto la scelta dei soggetti, argomenti sui quali entrambi gli autori non disdegnano di lanciarsi frecciatine e pungolarsi amichevolmente. Non mancano evidenti punti di contatto, ma il vissuto dei due artisti, così come la loro arte, differisce sotto plurimi aspetti a tal punto che il lettore non attende altro che le deduzioni avverse di un autore rispetto a quanto asserito dal collega.

Conversazione Eisner Miller

Ma procediamo con ordine.

Quel che emerge, dapprima, dallo scambio di battute tra i due è che entrambi sono gelosi e legatissimi ai propri soggetti e tendono a rimarcare con consapevolezza la propria appartenenza. Will Eisner non manca di rammentare come egli prediliga la “gente comune”, ammonendo (scherzosamente, ci mancherebbe altro) Miller di tracciare storie in cui non si attende altro che l’ennesima rissa di Marv (Sin City, nda). Forse la conversazione, inconsapevolmente, troppo spesso si sposta sul “tecnico”, ma dopotutto è perfettamente normale se a confrontarsi sono due professionisti che devono parlare (tra loro, poi) del proprio lavoro.

Conversazione Eisner Miller

Il testo, per permettere anche ai neofiti di approcciare agevolmente la materia, è corredato da una serie di complete note didascaliche volte a permettere al lettore di conoscere il significato dei termini e delle espressioni più sofisticate, con un’esaustiva descrizione degli strumenti e delle tecniche di disegno alle quali i due “big” fanno sovente riferimento. Capita anche spesso che vengano citati autori che hanno fatto la storia del fumetto o che abbiano contribuito in modo significativo allo sviluppo di un genere (come l’underground) e anche in tal caso i curatori del volume dispensano a piè di pagina complete note biografiche che consentono di conoscere il contributo artistico dell’autore cui si fa riferimento. Come se non bastasse i curatori del volume arricchiscono l’opera con una serie di immagini tratte dai lavori dei due artisti.

Rimane un’affermazione, rilasciata da Will Eisner e trascritta nella prima parte del volume, da commentare perché particolarmente meritevole di attenzione: Eisner rivela, con ferma consapevolezza, che le sue opere sono «da teatro», mentre quelle di Miller«da cinema». Potremmo spendere delle ore a commentare il significato di quest’osservazione, quanto sia intrinsecamente vera e corretta. Se comparassimo New York (di Eisner) a 300 (di Miller) ci renderemmo conto di cosa si intenda.

Conversazione Eisner Miller

Ogni recensione normalmente si conclude con un giudizio che in questo caso ci conduce ad ammettere che…

Questa è una lettura obbligata per ogni appassionato di fumetti!

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