Monthly Archives: ottobre 2016

Due anime per Halloween

La notte di Halloween è perfetta per riunirsi con gli amici e guardare un po’ di anime pieni di spiriti, mostri e fantasmi. Se per caso state pensando di organizzare un Anime Horror Night qui troverete un paio di consigli da inserire nella programmazione della serata.

Mario consiglia xxxHOLiC

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Benché non sia considerabile come un vero titolo horror, xxxHOLiC è un perfetto anime per Halloween. Tratto dal fumetto delle CLAMP, la storia racconta le avventure urbane della strana coppia formata da Watanuki, un ragazzo in grado di vedere gli youkai, e da Yuuko, una strega in possesso delle facoltà magiche per esaudire i desideri delle persone, dove i «desideri» sono intesi nell’accezione buddhista: la causa di tutti i mali. A dieci anni dalla conclusione del loro primo manga seinen Tokyo Babylon, dal 2003 le CLAMP sono tornate a raccontare in maniera spietata i temi eterni e universali della miseria morale, della brama di successo, del disprezzo per il prossimo, della menzogna: i veri mostri, che nella contemporaneità perdono le fattezze metaforiche dei mostriciattoli colorati delle stampe ukiyoe per assumere le forme realistiche degli oggetti della società del benessere, come computer, telefoni, gioielli costosi… tutti beni materiali. L’anime tratto da xxxHOLiC è stato realizzato dalla Production I.G a partire dal 2006 e si articola per ora in due serie tv, svariati OAV e un film cinematografico: nessuno di questi prodotti riesce a portare in animazione la straordinaria qualità grafica del fumetto, esagerando in maniera a volte eccessiva le raffinate scelte stilistiche delle CLAMP, ma la narrazione semplice ed elegante, la fedeltà all’opera originale, e una splendida colonna sonora (già a partire dalle sigle di Shikao Suga e dei BUCK-TICK) rendono questo titolo una perla nera.

Maurizio consiglia Bem il mostro umano

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Il mio consiglio, per una serena notte di Halloween all’insegna del sangue e del terrore è una serie a cui sono molto affezionato (nonostante me la sia davvero goduta solo grazie a una più recente riedizione) nata dalla fantasia di Saburo Sakai e Nobuhide Morikawa nel lontano 1968: parliamo di Bem il mostro umano (妖怪人間ベム Yōkai ningen Bemu), precursore degli anime giapponesi a tema horror.
Protagonisti della vicenda sono Bem, Bero e Bera, frutto di un non ben specificato esperimento genetico, i tre umanoidi nonostante il loro aspetto poco rassicurante sono invece pervasi da un forte senso di giustizia e il loro scopo unico è quello di proteggere i bisognosi dalle insidie del malvagio di turno.
L’opera, caratterizzata da animazioni a scatti e da un tratto spigoloso e deciso, ha atmosfere cupe e macabre, le vicende truculente al limite dello splatter sono maggiormente sottolineate anche grazie alla colonna sonora composta da brani jazz scritti ex novo dal maestro Masahiro Uno.
Forte di queste caratteristiche la serie mantiene intatte tutte le sue qualità ed è ben godibile ad anni di distanza dalla sua produzione, senza risentire minimamente del tempo passato, anzi ci si chiede come molti prodotti odierni non riescano ad avere la stessa forza espressiva.
La serie fu trasmessa in Italia nel 1982 da Rete 4, che apportò diverse censure, poi, nel 2006, venne trasmessa da MTV nella nuova edizione senza censure con nuovi doppiaggio e adattamento a opera della Dynamic Italia; ebbe anche una trasposizione cartacea a opera della Kodansha che ne pubblicò un volume unico nel 1968, tutt’ora inedito in Italia.
Nel 2006, in Giappone, è stato realizzato un remake, Humanoid Monster Bem (妖怪人間ベム) e pochi anni più tardi, nel 2011, una versione live action in dieci episodi dal titolo Yokai Ningen Bem.

La Marvel annuncia tre nuove testate per il “Daredevil Universe”

Oggi durante l’evento della Diamond dedicato ai rivenditori al MCM London Comic Con, David Gabriel, il vice-presidente della Marvel, ha annunciato tre nuove testate: Elektra, KingpinBullseye.

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Le nuove serie cominceranno a Febbraio e, assieme a Daredevil, andranno a formare un sotto universo narrativo, con una continuity incrociata tra gli albi, dedicato al Diavolo Rosso. Si vocifera anche di un futuro inserimento di Iron Fist.

Anubi – della morte e della città

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Anubi, fumetto creato da Marco Taddei e Simone Angelini (GRRRz Comic Art Books) è un’opera che ci mostra come il già detto ed il già visto, se esposto bene, porta a qualcosa di totalmente nuovo e fresco.

Anubi, protagonista del fumetto, è il Dio dei Morti che da anni vive in una piccola e anonima città di mare di un’anonima provincia: da anni si ripromette di tornarsene in Egitto ma continua perennemente a restare lì, trascorrendo le giornate tra droga, bevute al bar e a lanciare sassi in riva al mare, domandandosi se questa è la vita che vuole e come ci sia finito. Una vita allo sbando, contornata dalla mancanza di lavoro e di una certezza nella vita. Le cose non vanno meglio dal punto di vista delle relazioni sociali: tutti lo evitano in quanto viene considerato uno estraneo nel contesto in cui vive, un anomalo (in fondo è un cane antropomorfo); sui muri campeggia la scritta ANUBI VATTENE e gli unici “amici” che ha sono i bucolici lavoratori e gli operai che puntualmente frequentano il bar in cui Anubi passa gran parte delle sue giornate a bere Campari.

Per quanto la cittadina sia anonima, i personaggi che la abitano (e con cui Anubi ha quei pochi rapporti) sono eccentrici e sopra le righe: abbiamo i tossici, un impiegato alla diga (Travis) che sogna di inondare tutta la città, un uomo con un tumore deturpante sul volto, un clown razzista e antisemita, un trio di perfide suore e lo scrittore Burroughs. Un quadretto bizzarro come bizzarre possono essere le piccole città di provincia, che riservano sempre delle sorprese inaspettate.

Leggendo queste premesse vediamo come l’opera, in linea con l’underground fumettistico italiano e non, tratta temi già profondamente indagati e sviscerati da tantissimi graphic novel. Temi quali la vita castrante della piccola città, l’assenza di un punto di riferimento esistenziale, la battaglia con i propri demoni e principalmente con sé stessi. Anubi però ha una marcia in più, un qualcosa che molte opere fumettistiche non hanno e che fa la differenza: la Forma.

Questo, infatti, non è un fumetto che vuole mostrare al lettore come può essere martoriante la vita e di come può essere difficile vivere in un mondo che non ti accetta: ma glielo fa direttamente provare. Anubi butta il lettore dentro quella routine e gliene fa assaporare un pezzetto; fa mettere a chi legge la maglietta bianca e il costume da cane di Anubi per essere egli stesso Anubi; gli fa bere i Campari e gli fa affrontare il demone della vita.

Il lettore diventa il Dio dei Morti in un mondo di vivi.

Come in un film neo-realista, Taddei e Angelini strutturano il fumetto (di ben 320 pagine) in modo tale che la narrazione scorra asettica, statica, quasi monotona, con una griglia di massimo sei vignette per pagina, come se tutte le tavole fossero la pellicola di un film, tanti piccoli fotogrammi che compongono un’esistenza immobile e straniante. Dentro le vignette non vediamo un segno dinamico e movimentato, bensì un tratto fermo, immobile e spesso, che frequentemente fa da interprete a personaggi che per molte pagine rimangono in riva al mare a non fare niente, semplicemente a esistere. Il lettore fa amicizia con i personaggi, ci va al bar insieme e al contempo ne prova disgusto, vive le vie della città e ci vomita sopra.

All’interno della “forma”, poi, sapientemente orchestrata da Taddei e Angelini, vi sono delle interessanti chiavi di lettura sulla vita contemporanea e sulla società: la città, che a tutti gli effetti è un personaggio a sé stante, e non solo uno “sfondo”, è vista come una prigione, un tugurio in cui passare amaramente una vita perfida e ingiusta, un’entità che ti avvolge e ti intrappola per suo volere.

anubi-2Gli autori, però, mostrano, nello scorrere, della narrazione, come siano i personaggi stessi, sudici e senza morale, a creare e a concimare il mostro della città. Nell’opera vengono rappresentati scorci del paese oscuri e tenebrosi, dai quali spuntano occhi e mostriciattoli pronti ad attaccare, sinonimo dell’odio e dello “schifo” che relazioni umane, talvolta, possono generare. Il mostro perfido della città si alimenta tramite il vivere una vita basata sulle relazioni tra morti dentro. Non a caso il protagonista, Anubi, è il Dio dei morti che non viene accettato dai vivi: emblematica è la sequenza iniziale in cui vediamo “la città” spuntare letteralmente dal suo corpo, quasi a dire “la città sei tu, la crei tu” ed inevitabilmente ne viene schiacciato, assorbito.

Taddei e Angelini, con quest’opera, hanno saputo indagare con sapienza dentro le vite degli “uomini comuni”, dei reietti che lo sono non per libera scelta, rinnovando la forma del graphic novel.

DYLAN DOG: DOPO UN LUNGO SILENZIO

– Comunicato Stampa –

ARRIVA LA STORIA CHE SEGNA IL RITORNO DI TIZIANO SCLAVI

dyd-362-dopo-un-lungo-silenzioMilano, ottobre 2016 – A nove anni di distanza e in concomitanza con i festeggiamenti per i trent’anni dell’Indagatore dell’Incubo, Tiziano Sclavi torna alla sceneggiatura con Dopo un lungo silenzio, n. 362 di Dylan Dog, in edicola dal 28 ottobre. Una storia che affronta due temi molto intimi sia per l’autore sia per l’Old Boy: l’alcolismo e la solitudine. Un’opera i cui disegni sono stati affidati a Giampiero Casertano, storico e amato illustratore del personaggio che con Sclavi ha realizzato capolavori come Attraverso lo specchio, Memorie dall’invisibile, Dopo Mezzanotte e La casa degli uomini perduti.

LA STORIA

Dylan Dog è un uomo che non può più bere, perché è stato alcolizzato, ma quando conosce Crystal, pian piano, ci ricasca. Owen Travers è un uomo che beve da quando l’adorata moglie se n’è andata. Dylan viene ingaggiato da Owen perché il fantasma della moglie morta continua ad abitarne la casa.

Ancor prima di raggiungere le edicole italiane, Dopo un lungo silenzio è già diventato un albo da collezione, tanto è stato atteso e sperato il ritorno di Sclavi alla scrittura. Questa storia, che affonda la lama nel cuore di tenebra degli esseri umani, sarà celebrata anche due edizioni da libreria.

 

I VOLUMI

Pochi giorni dopo l’uscita in edicola, in anteprima a Lucca Comics & Games e dal 3 novembre in libreria, arriverà il volume di Dopo un lungo silenzio, un’edizione speciale, in grande formato e con molti contenuti extra, tra cui la sceneggiatura completa della storia.

Ma non è tutto, presso i Mondadori Store è in vendita l’esclusiva giftcard caratterizzata da un disegno di Giampiero Casertano che, dal 5 novembre, darà diritto all’edizione di Dopo un lungo silenzio, in formato gigante con copertina esclusiva per Mondadori Store firmata proprio da Giampiero Casertano.

www.sergiobonelli.it

https://www.facebook.com/DylanDogSergioBonelliEditore/

#DYD30

 

 

LEONID: VITA DA GATTI…

– Comunicato Stampa –

leonidL’esperta penna dello sceneggiatore francese Frederic Brrémaud e l’arte “felina” del disegnatore italiano Stefano Turconi hanno prodotto un risultato straordinario: è firmato da loro, infatti, il volume unico LEONID, pubblicato da Edizioni Star Comics nella collana GRAPHIC NOVEL e disponibile dal 23 Novembre nei consueti canali delle fumetterie, librerie e Amazon.

L’opera, adatta a tutte le età, emozionante e al contempo divertente e spaventosa, sarà disponibile in anteprima presso lo stand Star Comics (Pad. Napoleone E159) a Lucca Comics & Games 2016: segui il nostro sito per tutti gli aggiornamenti (qui il programma delle nostre attività)!

Leonid vive in campagna, dove le case si alternano ai campi, e i gatti selvaggi e delle fattorie convivono con quelli domestici. Leonid non è più un cucciolo, ma nemmeno un gatto adulto: avrebbe una confortevole cuccia, una vita ideale, ma qualcosa turba l’oasi di pace quando, nella fattoria in fondo alla strada, degli agnellini fanno una brutta fine. Fino a quando il colpevole non sarà trovato, l’anziano fattore decide di liberare i cani. E questo significa che nessun gatto è più al sicuro…

Frederic Brrémaud, sceneggiatore, è nato nel 1971 a Seul, capitale della Corea del Sud: cresciuto e formatosi in Francia, si divide attualmente tra Parigi, Francia occidentale e Italia. Autore prolifico, ha lavorato a numerosi titoli pubblicati dalle case editrice francesi Soleil, Paquet, Bamboo.

Stefano Turconi, disegnatore, è nato in Italia nel 1974. Una volta diplomatosi all’Accademia di Brera e alla Scuola d’Arte del Castello Sforzesco di Milano, entra all’Accademia Disney come allievo di Alessandro Barbucci. Dopo aver lavorato su diverse serie pubblicate da Disney Italia, tra le quali TOPOLINO, PKNA e W.I.T.C.H., nel 2001 comincia a collaborare con il gruppo di autori chiamato Settemondi Studio, attivo soprattutto in Francia (per Soleil) e Italia (per Edizioni BD). Insieme alla sceneggiatrice Teresa Radice realizza memorabili storie per TOPOLINO; frutto del loro sodalizio è anche il graphic novel IL PORTO PROIBITO, pubblicato da Bao nel 2015, capolavoro già vincitore del premio Gran Guinigi a Lucca Comics 2015 come “Miglior Graphic Novel” e del Premio Micheluzzi al Napoli Comicon 2016 come “Miglior Fumetto”.

 

GRAPHIC NOVEL

LEONID
Frederic Brrémaud, Stefano Turconi
17×24, B, col, con alette, pp. 96, € 10
Data di uscita 23/11/2016, in fumetteria, libreria e Amazon
Isbn 9788822600943

Lovely Complex two – un divertente ritorno

copertina lovely complex volume uno

Copertina del volume 1 della serializzazione italiana

Aya Nakahara è l’autrice di quell’opera deliziosa che è Lovely Complex, in fase di ristampa grazie a Planet Manga. L’opera, iniziata in Giappone nel 2001, ha avuto sia in patria che in Italia un enorme successo, tanto da dar vita ad una serie animata, a un film live action e addirittura a un gioco per Playstation 2: curiosità carina in sé, ma ancora più divertente sapendo che la protagonista, Risa Koizumi, è una patita di viodeogames.

Perché tanto successo per questo shoujo? Perché la trama è originale: Risa è una spilungona goffa e spensierata, Atsushi Otani, suo nemico/amico è un tappetto poco più alto di un metro e cinquantadue, insieme in classe sono lo spasso degli insegnanti perché i loro battibecchi sembrano uno sketch comico. Eppure questi due tipi così poco associabili si innamorano, e al di là della paura di essere ridicoli, di far parlare chi li vede insieme (da noi si dice “l’articolo il”), di deludersi l’un l’altro, diventano una coppia perfettamente affiatata. Perché l’autrice è davvero abile a sceneggiare i delicati passaggi delle loro emozioni adolescenziali, senza mai essere scontata, e ha una vena comica, un senso della battuta trasformata in immagine (per chi lo ha letto: cosa sono le espressioni si Risa? E quando dorme in piedi alla fine della fila?) che ha del geniale. Perché i disegni sono luminosi, allegri, e sanno rappresentare il dolore tanto bene quanto l’allegria. Perché i personaggi sono sempre a 360 gradi e restano impressi nella memoria.

 Lovely Complex Two

Copertina giapponese di Lovely Complex two, identica a quella Planet Manga, a parte la scritta, ovviamente…

Orbene: Planet Manga ha appena dato alle stampe Lovely Complex two, che raccoglie quattro storie (e mezzo) che non erano state comprese nelle raccolte precedenti. Stavolta invece dei protagonisti la Nakahara punta il suo sguardo sui comprimari, dando voce e fortuna anche a loro. Prima di tutto il riservato fratello di Risa, Takato Koizumi, e la sua compagna di classe, la nerd Hiyori Manabe. Poi ritroviamo la piccola amica di Otani, la graziosa modella innamorata di lui, Mimi Yoshioka al suo ingresso nel mondo della recitazione. Infine, per non smentire il suo modo di ragionare fuori dagli schemi, approfondiamo la conoscenza della caposala del locale dove Risa lavora, la severissima Kazuko Matsubara. Una piccola sorpresa finale conclude il volume.

Dato che una buona squadra non si cambia, anche qui troviamo il disegno fresco e pulito che caratterizza la mano dell’autrice, la volontà di sviscerare i segreti labirinti dell’animo adolescenziale di personaggi che non aveva potuto approfondire prima, e l’abilità di raccontare con perizia storie verosimili e in cui ci si può riconoscere. Ma soprattutto ritroviamo quel messaggio che Love☆Com ha sempre portato con sé: mai giudicare dalle apparenze, mai giungere a conclusioni dettate da convenzioni o pregiudizi, seguire sempre il sentiero che si ritiene più giusto, senza preoccuparsi di ostacoli e cattiverie. Insomma: vale sempre la pena di scavare, per conoscere a fondo qualcuno; di solito ci si imbatte in belle sorprese che, soprattutto, ci permettono di conoscere meglio noi stessi.

Una lettura edificante, divertente, piacevole, come ritrovarsi per un tè e pasticcini con un’amica che non vedi da un po’ e ritrovarsi a ridere insieme perché anche se cresciuti, si rimane sempre uguali.

Lovely complex

Immagine da colorare di Atsushi e Risa: se vi mancano, stampatela e divertitevi!

 

ROBERTO RECCHIONI PRESENTA: I MAESTRI DELL’AVVENTURA

– Comunicato Stampa –

L’isola del tesoro, Cuore di tenebra, 20.000 Leghe sotto i mari e Uno studio in rosso nella più fedele trasposizione a fumetti mai realizzata.

Roma, ottobre 2016 – Dopo il successo della collana Roberto Recchioni presenta: I Maestri dell’Orrore, il curatore editoriale di Dylan Dog torna in libreria con Roberto Recchioni presenta: I Maestri dell’Avventura. Quattro volumi che propongono la più fedele trasposizione a fumetti mai realizzata di quattro classici dell’avventura: L’isola del tesoro, Cuore di tenebra, 20.000 Leghe sotto i mari e Uno studio in rosso. Pubblicata da Edizioni Star Comics, l’intera collana sarà disponibile in anteprima a Lucca Comics & Games e da novembre in libreria e fumetteria.

Quest’edizione dei capolavori di Robert Louis Stevenson, Joseph Conrad, Jules Verne e Arthur Conan Doyle sarà caratterizzati da un vasto apparato critico curato dallo stesso Recchioni (che ha firmato anche le copertine dei volumi) e dal team di autori che si è occupato delle sceneggiature e dei disegni. Il tutto confezionato in una prestigiosa edizione cartonata.

Alla sceneggiatura e ai disegni, Michele Monteleone e Oscar (L’isola del tesoro), Giulio Antonio Gualtieri e Federico Rossi Edrighi (Uno studio in rosso), Giovanni Masi e Francesca Ciregia (Cuore di tenebra), Mauro Uzzeo, Francesco Francini, Valerio Befani e Fernando Proietti (20.000 leghe sotto i mari).

Gli autori saranno disponibili per firme e sketch a Lucca Comics & Games.

L’arrivo in libreria e fumetteria è prevista, per tutti e quattro i volumi in contemporanea, a novembre.

SHERLOCK: UNO STUDIO IN ROSA

– Comunicato Stampa –

Arriva in Italia l’adattamento a fumetti della serie di culto targata BBC

Sherlock 1 cover.inddModena, 25 ottobre 2016. Questo autunno avete un appuntamento da non perdere con il più iconico degli investigatori: SHERLOCK. Panini Comics, sotto il marchio Planet Manga, presenta l’adattamento a fumetti della serie tv che ha reinventato il celebre personaggio nato dalla penna di Sir Arthur Conan Doyle.

Prodotta dalla BBC, la serie televisiva Sherlock è stata creata nel 2010 da Steven Moffat e Mark Gatiss. Il leggendario Sherlock Holmes, con le fattezze del bravissimo Benedict Cumberbatch, rivive le sue più famose avventure nella Londra dei giorni nostri, sempre in compagnia del suo fidato assistente John Watson, interpretato dal talentuoso Martin Freeman. Una rilettura moderna e acuta di un intramontabile classico della letteratura che ha avuto uno straordinario successo ed è diventata in breve tempo un cult internazionale, aggiudicandosi nel 2011 un Premio BAFTA come “miglior serie drammatica”.

Il cult televisivo di Moffat e Gatiss passa dallo schermo alla carta grazie al brillante adattamento a fumetti di Jay, che ricreato nelle tavole del manga, con il suo tratto preciso e raffinato, tutti i personaggi, i luoghi e le suggestioni della serie della BBC.

Nella prima indagine, Uno studio in rosa, l’eccentrico e geniale consulente investigatore sarà alle prese con un’inspiegabile serie di suicidi e con un nuovo coinquilino, un reduce della guerra in Afghanistan che deve ancora ritrovare il suo posto nella società civile.

Il 221B di Baker Street vi dà il benvenuto su Sherlock – Uno studio in rosa, dal 27 ottobre in edicola e fumetteria, su www.paninicomics.it e presso lo spazio Planet Manga del PalaPanini a Lucca Comics & Games.

 

SHERLOCK VOL. 1: UNO STUDIO IN ROSA

AUTORI: Steven Moffat, Mark Gatiss, Jay
NUMERO DI PAGINE: 216, b/n
FORMATO: 13×18, brossurato
PREZZO: EURO 4,50

Die wergelder: il ritorno violento di Samura

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Questo fumetto nasce da una battuta dell’editor di Hiroaki Samura, ai tempi de L’immortale, che si domanda come mai il mangaka non abbia ancora realizzato un’opera «d’azione con abiti cinesi». Così si evince dalla postfazione che conclude il primo volume di Die wergelder (letteralmente, dal tedesco “guidrigildo: l’indennizzo pagato ai familiari di una vittima di omicidio, dall’assassino o dai familiari”) edito da Star Comics. Per chi conosce Samura, al di là del suo titolo più famoso, la domanda dell’editor pare scontata, così come il titolo della serie raccoglie in sé tutti gli elementi che sembrano affascinare l’autore: violenza, assassinii, denaro, vendetta e, per libera associazione, sesso.

Quindi: no, non è un fumetto per ragazzi. Dopo aver letto La carrozza di Bloodharley (edito da J-Pop) tutti abbiamo capito che Samura è un fan del genere Pinky violence, cioè opere basate su erotismo e azione, ricche di toni splatter, volgarità, tortura e sesso estremo. Die wergelder si presenta come un esemplare tipico, ma con i disegni meravigliosi dell’autore e una trama piuttosto complessa. Tanto complessa che si fa fatica a tirarne i fili da questo primo numero.

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Protagoniste sembrano essere le donne. In una realtà distopica, o forse nella nostra, la confusione è voluta, una prostituta con un occhio solo sente parlare dal suo cliente dell’isola di Ishikunagijima, un luogo segreto in Giappone, dove le donne che vendono il loro corpo hanno un trattamento di favore. Questa non è la prima volta che i due si incontrano, flashback ci hanno mostrato un passato in cui l’uomo ha abusato brutalmente della donna, ed ora lei sta cercando vendetta. Ha una cicatrice a croce al posto dell’occhio sinistro e lunghi guanti nascondono una mano meccanica dall’incredibile potenza: il suo desiderio di rivalsa che va ben oltre l’eliminazione di colui che un tempo l’ha fatta soffrire.

Nel guidrigildo sono coinvolte anche delle famiglie della mafia russa e giapponese. Un’altra donna, Shinobu, una ragazza sfortunata come tante, ma furba e senza scrupoli più di altre, viene precettata dagli yakuza per partecipare a un’azione di spionaggio che li porta proprio sull’isola misteriosa. E qui per la prima volta incontriamo la famigerata combattente con l’abito cinese: una macchina mortale che usa un nunchaku modificato, in cui sono applicate delle pistole, scaltra, velocissima e senza pietà. Nella confusione di immagini che si riferiscono a presente, passato, e momenti paralleli, capiamo che queste tre donne, insieme e sopravvissute allo scontro su Ishikunagijima, saranno i perni su cui ruoterà l’intero intreccio.

In questo primo numero Samura butta dentro una miriade di elementi che troveranno una loro spiegazione nel corso dello svolgimento. Dovremo scoprire il passato della vendicatrice bionda e della cinese, e capiamo già che non sarà qualcosa per stomaci deboli. Al di là della storia e della sua impostazione, è un piacere ritrovare i disegni dell’autore: l’immagine della donna con un solo occhio non può che far tornare in mente l’immortale Manji, che abbiamo amato nel suo primo titolo, e l’agilità della cinese ci riporta direttamente all’azione stupefacente delle scene di combattimento, che già aveva portato a perfezione lì.

die-wergelder-manga-vol-1

La qualità delle tavole è sempre molto alta, sia quando la divisione delle vignette è fitta, per permettere lo sviluppo della storia, sia quando le pagine si aprono a riquadri ampi e luminosi in cui esprimere il movimento e la velocità dei gesti. Certo, a momenti è complicato riuscire a seguire i salti temporali del racconto, non segnalati da nessuna convenzione grafica (come l’uso di rappresentare i flashback scurendo il fondo della pagina), ma questo rende il lettore più ricettivo, gli fa venir voglia di sbrogliare al più presto la matassa, e di capire quale mistero si cela dietro le vicende, che promettono una complessità ancora maggiore.

Samura è poi sempre bravo ad alleggerire i toni con il suo stile sempre ironico, mai troppo convinto di sé, come se dicesse “vi faccio vedere questo, ma mica lo so se è davvero così”. Che, per me, è l’elemento che salva la storia, visto che non tutti amiamo la Pinky violence e io in particolare detesto la violenza gratuita sulle donne. Un’opera che piacerà o dispiacerà molto, ma di ottima qualità, che mi stimola un paragone con il libro Uomini che odiano le donne, non tanto per i contenuti quanto per i modi.

E Samura è sempre Samura.

 

die wergelder samura

L’Aquila Horror Film Festival – Evento DYLANiato!

– Comunicato Stampa –

dylaniatoEvento DYLANiato: sabato 31 ottobre l’associazione CaseMatte L’Aquila organizza l’evento DYLAN DOG Halloween Party! 30 anni di indagatore dell’incubo! – Happy Birthday CaseMatte: 7 anni di R-Esistenza.

Programma della manifestazione:

Ore 18.00, presentazione del libro “Dylan Dog e Sherlock Holmes: Indagare l’Incubo – Il tramonto del detective nell’opera di Tiziano Sclavi”, con un incontro/dibattito con l’autore del volume Luigi Siviero, a cura di L’Aquila Horror Film Festival.

Ore 21.00, baretto sconsacrato, con proiezioni di film a tema horror.

Ore 23.00, tendone infestato, con i gruppi musicali Furious & The Escorts e

Terrorist Bengala Party, e Dirty Red Dj Set. Durante la serata saranno inoltre premiati i migliori personaggi horror.

 

Per maggiori informazioni:

https://www.facebook.com/events/651174241715410/ …

https://www.facebook.com/casematte.laquila/ …

https://www.facebook.com/LAquila-Horror-Film-Festival-1758042134483663/ …

 

 

 

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