Monthly Archives: agosto 2016

Bleach – Goodbye halcyon days

Correva l’anno 1997, precisamente il 4 agosto quando usciva il primo capitolo di One Piece di Eiichiro Oda. Da quel giorno il titolo ha dominato le classifiche di vendite del magazine Weekly Shōnen Jump (e non solo), superando persino il suo modello d’ispirazione Dragonball.

Due anni dopo il 4 ottobre sulla stessa rivista usciva Naruto di Masashi Kishimoto, rivale del sopracitato One Piece; si è concluso fra le lacrime dei fan nel novembre 2014… o meglio, ha cambiato nome dato, che pochi giorni dopo la conclusione è cominciato il sequel Boruto.

Ancora due anni e il 7 agosto 2001 vede la luce Bleach di Tite Kubo che si affianca ai precedenti due formando la Top 3 dei fumetti più popolari della rivista per diversi anni.

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Per amor di quelle persone che son capitate qui per caso urge un sunto della trama.

Ichigo Kurosaki è un adolescente orfano di madre con la capacità di vedere i fantasmi. Un bel giorno incontra una ragazza chiamata Rukia Kuchiki, una dea della morte (shinigami) che si trova nel mondo umano per eliminare gli hollow (grossi bestioni mascherati): durante uno dei combattimenti, però, rimane gravemente ferita e Ichigo decide di aiutarla prendendo parte dei suoi poteri e trasformandosi in un mezzo shinigami. Ovviamente risulta avere un talento spaventoso e da lì in poi comincia a eliminare hollow per hobby. Da qui si susseguono una serie di eventi che portano Ichigo a combattere e a diventare sempre più forte.

Infine, pochi giorni fa, il 22 agosto Bleach si è concluso, con la pubblicazione in Giappone dell’ultimo capitolo.

Nei suoi quindici anni di vita Bleach ha inseguito solo da lontano i suoi compagni di podio, infatti ha venduto “solo” 82 milioni di copie, contro le 220 milioni di Naruto e le inarrivabili 380 milioni di One Piececlassificandosi 6° fra i fumetti più venduti di Jump e 18° in tutto il Giappone.

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Ma cosa ha causato questa sorta di “impopolarità” rispetto ai suoi compagni? Ci sono alcune caratteristicheBleach 01 che hanno fatto la differenza, prima fra tutti il protagonista: rispetto a Rufy, ma anche al più “vecchio” Goku, ma anche alla maggior parte dei protagonisti di shonen (fumetti per ragazzi) pubblicati da  Jump, Ichigo si presenta più tetro, spesso arrabbiato e cinico; se Naruto risponde al classico carattere dal tragico passato, con un temperamento solare e pieno d’energia, Ichigo si mostra rude e con rari sorrisi. Col senno di poi il fascino del bel tenebroso ha perso contro l’ingenuità e l’allegria. Ciò vale per l’intera opera: Bleach si presenta molto cupo, anche da un punto di vista stilistico prediligendo grandi campiture completamente nere o bianche (ironicamente il primo artbook si chiama All colour but the black) e con una certa cura dei titoli e delle scritte in generale che spesso si mischiano con i disegni. Tutte queste caratteristiche lo hanno allontanato dallo standard classico dello shonen, lontano quindi dai gusti tradizionali.

Bleach 05In senso oggettivo invece, un fattore che ha di certo segnato il lento declino dell’opera è stata la sua monotonia. Bleach è formato da tre saghe principali e alcuni intermezzi, in tutti e tre i casi un membro del party principale si stacca dal gruppo (volente o nolente) e gli altri corrono a salvarlo sfidando i cattivoni. Fine.

Se la prima saga funziona per la novità e la seconda per il salto di qualità, la terza annoia.

Difatti ancora nel bel mezzo della battaglia finale, come un fulmine a ciel sereno, alla fine del capitolo 675 viene annunciato che il fumetto si concluderà in 10 capitoli.

– Spoiler Alert – Il finale, chiaramente anticipato, risulta frettoloso e lascia molte questioni irrisolte: perché Kira è vivo? Come ha fatto Kurotsuchi a sopravvivere? Che fine hanno fatto gli arrancar? Misteri che rimarranno irrisolti… FORSE. Già, perché una speranza c’è ancora: non solo il finale è aperto (perché Naruto insegna: non si sa mai), ma è anche in programma un film dal vivo.

Bleach 04Cosa ha invece segnato il successo di quest’opera (che ricordiamo ha avuto il podio per molti anni)? Paradossalmente, le stesse cose che hanno deciso l’insuccesso: la sua diversità, lo stile oscuro ma ricercato, i piccoli componimenti all’inizio di ogni volume, la coerenza delle copertine, un protagonista a cui non brillano gli occhi solo quando vede del cibo e quella dichiarazione di Orihime che a me ancora fa piangere.

Di certo però il colpo di genio sono stati gli shinigami e le loro spade: cavalcando l’onda di Yu degli spettri, Tite Kubo riprende il tema dell’aldilà e delle figure che combattono per mantenere l’equilibrio fra i mondi, scatenando così una vera e propria “febbre da shinigami” che in seguito ha invaso decine di opere nelle forme più diverse (esempi ne sono Death NoteKuroshitsuji), mentre le armi sono praticamente i frutti del diavolo di One Piece ma in una forma più elegante, katane in grado di cambiare forma e avere diversi poteri in base a chi le utilizza. Ammetto di aver fantasticato anch’io su una spada tutta mia!

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E così come tutte le cose belle, anche Bleach è finito. Un altro dei big three di Jump ci lascia e un’altra èra finisce.

Addio Ichigo, mi mancherai.

 

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March: Il fumetto che vende (quasi) quanto Harry Potter

Lo scorso 7 Agosto, a una settimana dall’uscita nelle librerie statunitensi del terzo volume di March, il cartoonist Nate Powell ha annunciato euforico su Facebook che la prima edizione del volume è andata esaurita nelle prime 24 ore e che il tipografo ha esaurito la carta a causa delle richieste di ristampa.

Powell

A conferma del successo della serie di volumi scritta dal rappresentante al Congresso degli Stati Uniti per la Georgia John Lewis assieme a  Andrew Aydin e Nate Powell (ai disegni) il 2 agosto la classifica dei best seller di Amazon si presentava così.

marchsales

Solo l’attesissimo nuovo libro della Rowling dedicato a Harry Potter è riuscita a vendere più di March e ad oggi, 31 Agosto 2016, i tre volumi sono saldamente in testa alla classifica dei New York Times Best Seller nella categoria “Graphic Book – Paperback”

March NY

La serie di graphic novel edita da Top Shelf racconta la storia di John Lewis. Un’icona americana, una delle figure chiave del movimento per i diritti civili. Il suo impegno per la giustizia e la non violenza lo ha portato dalla fattoria di un mezzadro dell’Alabama alle sale del Congresso, da un’aula di scuola segregata alla marcia su Washington del 1963 fino a ricevere la “Medal of Freedom” dal primo presidente afro-americano.

Abbiamo già visto in passato come il mercato delle librerie di varia incida sempre maggiormente sul fatturato del fumetto statunitense e di come sia narrativamente che economicamente il vero “motore trainante” del fumetto statunitense sia il volume e non più il tradizionale formato comic-book.

Ne consegue che spesso e volentieri tutti i ragionamenti che facciamo sulle classifiche di vendita Diamond vanno presi con il beneficio dell’inventario, consci del fatto che si tratta di una fetta importante ma minoritaria del mercato dei fumetti statunitensi.

March-Top-Shelf

In arrivo CRONACHE DAL GHIACCIO # 5

– Comunicato Stampa –

CdG5_CoverIn occasione di Bologna Comics 2016, il 15 ottobre, uscirà l’episodio conclusivo della prima serie di Cronache dal Ghiaccio, un “frozen” fantasy scritto da Daniela Zaccagnino ed edito da Cronaca di Topolinia, serie arrivata al suo quinto numero.

Cronache dal Ghiaccio è la lunga storia di un gruppo di sopravvissuti in territori glaciali ed inospitali guidato da donne guerriere, le cui passioni e vicissitudini ci raccontano della disperata lotta per la sopravvivenza.

Dopo la guerra annunciata nell’episodio precedente, le nostre donne guerriere, a capo di 3 clan, difendono il loro villaggio dai barbari invasori mostrando ancora una volta che la guerra non è mai la soluzione. Fuochi magici, spiriti benevoli e sangue misto a ghiaccio vi attendono come non mai.

Oltre ai 5 episodi a colori, diverse storie brevi in bianco e nero sono apparse sulla rivista Cronaca Comics e la serie ha visto finora disegnatrici del calibro di Michela Cacciatore e Roberta Pierpaoli e la giovane promessa Giulia Pellegrini.

Ad affrontare invece i gelidi inverni di questo episodio e della futura seconda “stagione” sono tutti autori pugliesi: Antonio Antro ai colori, Giuseppe Latanza, Gaetano Longo e Mario Monno, ai disegni.

Testi: Daniela Zaccagnino Disegni: Giuseppe Latanza (tav. 1-6), Gaetano Longo (tav. 7-13), Mario Monno (tav. 14-19).

Colori: Antonio Antro.

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La casa editrice: L’Associazione culturale con base a Rivoli ”Gli Amici del Fumetto” da più di 25 anni produce fumetti di autori italiani sotto il marchio “Cronaca di Topolinia”. L’associazione nasce nel 2010 dopo la chiusura dell’associazione “Alex Raymond” continuandone le attività di ricerca storica sul fumetto e di divulgazione. Dal 2004 è iniziato un processo di crescita editoriale non legato solo più al collezionismo con i libri di Salvatore Taormina, ma una valorizzazione dei giovani talenti italiani in campo creativo.

Sono così nate collane come il Western “Than Dai” e il Fantasy “La Saga di Ho Lan” che hanno permesso a tanti talenti nostrani di farsi conoscere e pian piano affermarsi nel mondo dell’editoria fumettistica.

Serie di punta è Sexy Tales, dell’autrice completa Elena Mirulla, che ha disegnato e colorato anche i volumi de “Le Grandi Parodie di Cronaca di Topolinia”, parodie dedicate a Martin Mystère, Diabolik e Zagor, scritti insieme a Daniela Zaccagnino. Attualmente collaborano diversi autori per altre nuove serie, quali Luca Franceschini ai testi e Adriano Imperiale ai disegni, per Lucky Town, una serie di genere hard boiled, e Lorenzo Balocco, autore completo coadiuvato da Mariarosaria Landolfi (in arte “miha tiger”) ai i colori per Sortisia, un fantasy in stile pulp e non solo.

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Per la prima volta in libreria TEX e NICK RAIDER!

– Comunicato Stampa –

Grazie ai nuovi volumi di Sergio Bonelli Editore arrivano sugli scaffali delle fumetterie e delle librerie italiane un capolavoro della narrativa a fumetti western e cinque appassionanti indagini della Squadra Omicidi di Nick Raider

Mentre l’estate volge ormai al termine e già imperversa la nostalgia per le vacanze appena finite, due imperdibili novità allieteranno gli animi dei lettori bonelliani: Tex. Oklahoma!, scritto da Giancarlo Berardi e disegnato da Guglielmo Letteri, e Nick Raider. Cinque casi per la squadra omicidi, serie ideata da Claudio Nizzi. I volumi arricchiscono il catalogo di Sergio Bonelli Editore e approdano nelle fumetterie da mercoledì 31 agosto e nelle librerie italiane da giovedì 1 settembre.

Tex_oklahoma Tex. Oklahoma! si presenta in un’edizione di pregio a colori e rappresenta un vero e proprio capolavoro della narrativa western a fumetti. Un libro “speciale” -come l’ha definito Sergio Bonelli nell’introduzione alla prima edizione- frutto dell’incontro creativo tra il celebre sceneggiatore genovese Giancarlo Berardi, “il poeta dei fumettari” che ha saputo innovare il genere traducendo le atmosfere del cinema classico americano in un racconto a fumetti, e Guglielmo Letteri, grande narratore, col suo segno classico e al tempo stesso incisivo, dei deserti americani (nonché uno dei più significativi disegnatori di Tex).

Il lungo racconto prende vita nei giorni dell’Oklahoma Land Rush (22 aprile 1889), una gara che incarna nel modo più limpido e spietato lo spirito della frontiera, a cui migliaia di coloni partecipano nella speranza di ottenere l’assegnazione di nuove terre. Il miraggio di un futuro migliore scatena l’avidità di concorrenti, generando un clima di caos in cui si innescano biechi meccanismi di scorrettezze e torti. In questa ingestibile situazione Tex Willer e il fidatissimo amico Carson interverranno prendendo le difese dei Paxton, una famigliola che si è lasciata tutto alle spalle sognando un futuro migliore…

 

Nick_RaiderNick Raider. Cinque casi per la squadra omicidi raccoglie cinque tra le più significative indagini della Squadra Omicidi di Nick Raider, l’italo-americano di terza generazione e poliziotto per vocazione che combatte il crimine con l’ottimismo di chi non perde mai la fiducia nella Giustizia.

Ideata da Claudio Nizzi, sceneggiatore amante del western e del giallo che per anni ha affiancato, e poi sostituito, Gianluigi Bonelli alla guida di Tex, Nick Raider è la prima serie poliziesca moderna della Sergio Bonelli Editore, nata nel 1988 e ispirata alla serie di romanzi 87° distretto di Ed McBain. Un “procedural” classico dalle atmosfere crude e realistiche (che per molti versi ha anticipato alcune celebri serie televisive), Nick Raider ha trame in cui si coniugano ingredienti di detection, vita quotidiana della squadra omicidi e approfondimento psicologico dei personaggi. Una ricetta vincente che ha dato vita a una serie di ambientazione urbana andata in scena in edicola per oltre 200 albi che raccontano le indagini di Nick Raider e del suo collega, o meglio la sua fedele “spalla”, Marvin Brown.

 

 

Tutti i titoli disponibili in libreria per Sergio Bonelli Editore sono indicati a questo link:

http://www.sergiobonelli.it/sezioni/3460/in-libreria

Le prossime uscite in libreria sono costantemente aggiornate qui:

http://www.sergiobonelli.it/sezioni/3461/prossimamente-in-libreria

 

TEX. OKLAHOMA!

Soggetto: Giancarlo Berardi

Sceneggiatura: Giancarlo Berardi

Disegni: Guglielmo Letteri

Copertina: Giovanni Ticci

Colori: GFB Comics

Tipologia: Cartonato

Formato: 19 x 26 cm, colore

Pagine: 352

ISBN 978-88-6961-084-4

Prezzo: 28 euro

Online e sui social:

http://www.sergiobonelli.it/libro/tex/40982/tex–oklahoma-.html

 

NICK RAIDER. CINQUE CASI PER LA SQUADRA OMICIDI

Soggetto: Claudio Nizzi, Maurizio Colombo

Sceneggiatura: Claudio Nizzi

Disegni: Ivo Milazzo, Gustavo Trigo, Bruno Ramella, Bruno Brindisi e Corrado Mastantuono

Copertina: Giampiero Casertano

Tipologia: Brossurato

Formato: 16 x 21 cm, b/n

Pagine: 480

ISBN 978-88-6961-085-1

Prezzo: 15 euro

Online e sui social:

http://www.sergiobonelli.it/libro/nick-raider/40988/nick-raider–cinque-casi-per-la-squadra-omicidi-.html

 

Ai Yazawa intervistata da ROLA – Traduzione esclusiva!

Dimensione Fumetto vi presenta la traduzione esclusiva dell’intervista di Ai Yazawa su ROLA Magazine. L’intervista è strutturata come una conversazione tra amiche, abbondano punti esclamativi e cuoricini!

ROLA è un magazine che tratta principalmente di moda, Ai Yazawa è, tra le disegnatrici contemporanee, quella che più negli anni ha dimostrato attenzione per il mondo della moda. Il suo manga più celebre, Cortili del Cuore, parla di Mikako Koda una liceale che sogna di diventare stilista di moda e frequenta un istituto tecnico che la prepara in quel campo. Paradise Kiss si muove sullo stesso campo, tutti i protagonisti sono aspiranti stilisti e la protagonista è una aspirante modella. In Nana, sebbene non ci siano sarti e stilisti l’influenza della moda, e sopratutto di Vivienne Westwood, è fortissima. Tutti i protagonisti sembrano essere pronti per un servizio fotografico di Vogue. Vista l’influenza che la moda ha avuto sulla Yaza, non ci stupisce che sia proprio una rivista di moda a raccogliere le sue dichiarazioni dopo un lungo periodo di assenza dalla carta stampata.

E cosa dirà del suo lavoro? Ha appeso il pennello al chiodo o è pronta a ripartire?

Mikako Koda di Ai Yazawa posa per la copertina di "Rola"

Mikako Koda di Ai Yazawa posa per la copertina di “Rola”

INTERVISTA ALLA SENSEI YAZAWA, un modello da seguire.

(introduzione) Volevo trasmettere la mia passione alla lettrici di ROLA, così ho esposto alla redazione il mio progetto [di intervistare NdR] Ai Yazawa.

Tutto su Ai Yazawa*

(* Il titolo originale è Ai Yazawa è la nostra bibbia tuttavia il senso di Bibbia in giapponese non è come quello italiano, che ha valore “Sacro”. Il senso giapponese è quello “enciclopedico” quindi si è deciso di adattare in Tutto su Ai Yazawa.)

Tramite i manga di Ai Yazawa, la nostra generazione ha imparato tutto: come raggiungere l’amore, avere nella realtà quel coraggio che abbiamo solo nei sogni, la passione per la moda e il divertimento che deriva dallo scegliere i vestiti. ROLA  ha analizzato le caratteristiche principali dei capolavori della sensei Yazawa, e il loro immenso fascino.

Sprezzante del pericolo, ho provato a chiedere un’intervista alla sensei Yazawa, che ora è in pausa (la traduzione letterale è “Il cui pennello è a riposo”). Avevo pensato «Sarà impossibile…», e invece ho ricevuto delle bellissime risposte! ♥ (Il cuoricino è proprio così nella rivista, NdT)

ROLA- Sensei, lei da giovane aspirava a diventare fumettista?

Yazawa– Da bambina volevo essere tantissime cose: una disegnatrice di illustrazioni, una scrittrice, una stilista o una designer di interni. A un certo punto mi resi conto che realizzare fumetti racchiudeva tutte queste cose.

R – Per noi (cresciuti con i suoi fumetti, NdR) la moda e lo stile dei suoi personaggi  sono stati dei modelli di riferimento. Mi chiedo, come crea lo stile e gli abiti dei personaggi?

Y – Fin da bambina ho sempre avuto un interesse per la moda, mi ha influenzata molto e ho immagazzinato nella mia mente tante foto di abiti e stili diversi. Mentre disegnavo, in maniera naturale mi galleggiavano in mente delle idee, era come se avessi in testa un armadio pieno di immagini di vestiti e lo aprissi all’occorrenza.

R – Quando disegna un fumetto, a cosa dedica più importanza?

Y – Ci sono diverse cose che mi piacciono, ma credo che le espressioni e il comportamento dei personaggi siano fondamentali. Al variare della recitazione di un personaggio, l’intera opera deve cambiare di conseguenza. Mi spiego: ogni personaggio dei miei manga è come un attore di teatro: ogni volta che un personaggio cambia il suo comportamento o atteggiamento, tutto il contesto in cui è immerso, come in un cambio scena teatrale, muta a sua volta. **

(** Nell’intervista la Yazawa usa termini tecnici della drammaturgia. Usa le parole “messinscena” e “recita”, questo ci fa pensare che l’autrice intende le sue sceneggiature come fossero testi teatrali.)

R – Le quattro opere più rappresentative della sua carriera sono: Non sono un Angelo, Cortili del Cuore, Paradise Kiss Nana. Le vorrei chiedere di raccontarmi dei ricordi, problemi o aneddoti legati a queste opere.

Y – Non sono un angelo. È l’opera che mi ha fatto capire che mi trovo a mio agio con le storie corali. Poiché la mia ambizione era pubblicare su Ribbon, ho disegnato storie di liceali che però potevano essere divertenti anche per il lettore delle scuole elementari. È stato difficile, ma credo sia andata bene.

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Cortili del cuore. È l’opera che ha svegliato in me il divertimento per il disegno. Quest’opera ha rafforzato la mia passione per le storie corali, mi ha fatto capire che amo disegnare molti personaggi. In Cortili ci sono un sacco di personaggi con uno stile e carattere differente, ho trascorso molto tempo a inventarmi tanti vestiti diversi, è stato davvero divertente.

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Paradise Kiss. È l’opera che ho disegnato proprio come piaceva a me, proprio come avrei voluto. Ogni capitolo era composto da sole sedici pagine e farci entrare tutto è stato faticoso, ho dovuto lavorare molto per organizzare le tavole e la storia in modo efficace. ***

(*** La traduzione letterale è “ ho fatto un esercizio di sintesi”.)

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Nana. È l’opera della mia vita. Ci ho  messo in gioco tutte le carte che avevo in mano. Chiedo scusa perché state aspettando da tanto tempo di continuarlo, ho intenzione, prima o poi di fare del mio meglio.

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R – Se la sensei dovesse innamorarsi, quale personaggio delle sue opere sceglierebbe?

Y – Credo Kyosuke di Nana. Come persona ha uno straordinario senso della stabilità e penso diventerà un adulto fantastico (veramente usa la parola “uomo di mezz’età, uomo maturo” o anche “vecchietto” dal punto di vista di un giovane, NdT). Sarà perché sto invecchiando, ma non sento più l’impeto dell’Amore  Adolescenziale**** (ride).

(Quel “ride” fra parentesi è proprio così nell’intervista, NdT).

(**** La Yazawa usa la parola ren’ai. Il traduttore ha suggerito “Amore Vero” . In Italiano in genere l’espressione “Amore Vero” è usata  per le storie durature, quelle che portano all’altare. Le storie d’amore della Yaza spesso sono complicate e piene di batticuori, le eroine (Nana Osaki per esempio) cambiano spesso fidanzato. Si è quindi scelto di tradurre la parola ren’ai con “amore adolescenziale” che descrive il sentimento di passione che travolge i protagonisti delle sue storie.)

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R – Tutte le  eroine dei manga disegnate dalla sensei vogliono realizzare sogni e hanno grandi aspirazioni [NdR: Nana vuole diventare una cantante, Mikako Koda vuole avere la sua linea di abiti, Caroline di Paradise Kiss decide di diventare la più importante modella del Giappone],  non vogliono solo trovare un fidanzato. Perché ha scelto di creare questi personaggi femminili, così determinati che hanno un sogno e si impegnano per realizzarlo? [NdR: in genere negli shoujo manga la protagonista ha come unico scopo trovare il fidanzato, ecco il perché di questa domanda]

Y – Quello che io voglio disegnare non è  affatto l’innamoramento, ma lo stile di vita e le ambizioni dei personaggi eh! (Qui la Yazawa usa un tono molto secco, NdT)

Purtroppo a quanto pare l’ultima battuta su Nana è stata fraintesa dai magazine americani. La Yazawa non ha dato una data certa in cui ricomincerà l’opera, ha solo manifestato l’intenzione di concluderla un bel giorno dedicandovi tutta se stessa. Speriamo che avvenga al più presto possibile e che le preghiere dei fan vengano al più presto esaudite.

 

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Traduzione: Mario Pasqualini

Adattamento: Veronica Antonucci

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Qui, e di seguito, le pagine dedicate all’intervista ad Ai Yazawa sulla rivista giapponese ROLA!

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In Giappone un Anime sulla prevenzione dei terremoti

Come tutti sappiamo il Giappone è probabilmente il paese più all’avanguardia nella prevenzione dei disastri naturali, uno dei compiti principali delle amministrazioni pubbliche è quello di informare e preparare la popolazione ad affrontare e prevenire le emergenze causate dai grandi disastri naturali.

002_size3L’Associazione per lo Sviluppo Regionale di Tohoku (il Nord-Est del Giappone) ha fatto mettere in produzione un anime mirato a sviluppare una consapevolezza sui terremoti. Il film, intitolato Mirai o Mukete Bōsai o Kangaeru (Considerando la prevenzione delle catastrofi per il futuro), mostrerà la lezione appresa nel Marzo del 2011 durante il terremoto, e il conseguente tsunami, del Tohoku enfatizzando l’importanza della costante preparazione e prevenzione. Il film animato verrà proiettato gratuitamente dal 7 al 9 Settembre durante la Convention Nazionale della Japan Society of Civil Engineers che si terrà a Sendai.

L’anime, prodotto dalla Mushi Production, durerà 60 minuti e sarà diviso in due parti: Sonaeru (Preparare) e Manabu (Imparare), raccontando delle storie realmente accadute nella cittadina di Fudai e della città di Kamaishi nella prefettura di Iwate.

001_size4Sonaeru è ambientato durante gli anni ’70 e ’80 e racconta la storia di Kotoku Wamura, il sindaco di Fudai, e del suo tentativo di convincere la popolazione della sua cittadina sulla necessità di una barriera di protezione dagli tsunami. Memore dei terremoti e degli tsunami del 1896 e 1933 Wamura si inimicò tutti i suoi concittadini per la costruzione della barriera alta più di 15 metri. Nel 2011 Fudai fu uno dei pochi villaggi a salvarsi dallo tsunami.

Manabu è invece incentrato sulla scuola elementare di Kamaishi durante il disastro del 2011, mostrando lo “Tsunami Tendenko”, la pratica di recarsi verso luoghi elevati durante gli allarmi tsunami che i giovani alunni hanno imparato a scuole e a loro volta hanno insegnato ai propri genitori durante il sisma del 2011.

Oltre che a Sendai il film verrà proiettato anche nelle città di Fudai, Kamaishi e Miyako, che hanno cooperato alla produzione dell’anime e si sta studiando la possibilità di proiettarlo all’estero.

 

 

Di novizi e veterani nel mondo del Fumetto

Oltre a leggere fumetti, nella vita faccio lo scienziato (il chimico, in sostanza). Intendiamoci, nulla che mi dia superpoteri o cose così (purtroppo). È tutto molto più noioso in realtà. Ore di calcoli e imprecazioni (contro gli strumenti e le reazioni che non vogliono andare). L’università e la vita da laboratorio mi hanno insegnato però che prima di dire se un esperimento andrà bene o male bisogna farlo.

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Questo NON sono io che conquisto poteri…

Questo modo di vedere le cose che apparirà quasi banale sembra però non applicarsi alla folla urlante dei social network, che cerca di giorno in giorno il nuovo, per insultarlo o alla peggio, renderlo meme.
Attenzione, so benissimo che è la maggioranza silenziosa quella che smuove i soldi e che se due tizi su Facebook dicono assurdità la cosa non dovrebbe avere più di tanto risonanza (né avere interesse statistico).
Non dovrebbe, appunto. Però a volte capita. E a me dà sinceramente fastidio.
Capita che qualcuno alle prime armi in cerca di consigli su future letture incappi in persone che per pura tifoseria (non saprei come definirla altrimenti), consigliano questo o quel fumetto a scapito di altri.
Voi direte: – Che male c’è? È normale che sia così.
Certo che è normale. Una vita intera non basta per leggere tutte le cose che meriterebbero di essere lette. Il problema nasce, e ormai avrete capito il punto di questo articolo, quando le scelte delle cose da leggere sono dettate da profondi pregiudizi.

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Il Superman di The New 52, versione “Jeans&Maglietta”

In particolare, oggi voglio parlarvi del mainstream USA. Le calzamaglie insomma ma il discorso può essere esteso a qualsiasi tipo di fumetto mainstream.
Se seguite i supereroi saprete certamente cosa intendo quando si arriva a parlare di “reboot” o “rilancio” (se non sapete di cosa parlo, beh, vi perdete un bel po’ di divertimento da social!).

Par alcuni, queste paroline sono tabù. In un qualche modo sembrano violare il piccolo mondo fatto di certezze irrazionali costruite digerendo decadi di continuity davanti l’altarino di Stan Lee. Perché il cambiamento spaventa sempre, nei fumetti, come nella vita. Ciò porterà la minoranza chiassosa a, appunto, esprimere tutto il proprio disappunto.
Disappunto che, ovviamente, verrà recepito molto più da una persona nuova alle meccaniche di questo enorme gioco che è il fumetto piuttosto che da persone più navigate.
Dal lato opposto della staccionata, ci sono quelli che invece accettano tutto. E vogliono, proprio come i tipi della prima categoria, che tutto ciò che una determinata casa editrice (o autore o disegnatore) fa piaccia a tutti.
Queste persone sono forse più pericolose delle prime. Il perché è presto detto. Mentre i “nostalgici” nei fumetti sono vecchi per definizione e quindi ci si aspetta che prima o poi si facciano da parte, i “novitazionisti” (passatemi il termine) sono, nella stragrande maggioranza dei casi, novellini cresciuti male. Persone che hanno conosciuto un solo modo di fare fumetto e riescono ad apprezzare solo e soltanto quello.
Cosa fare, dunque?
La cosa più banale possibile: leggere.

Occorre, quando si entra in un mondo fatto di centinaia di testate sfornate mensilmente, sapere cosa si vuole.
Questo può sembrare complicatissimo soprattutto agli inizi, ma vi posso assicurare che ci siamo passati tutti. Sì, anche quello che su Twitter/Facebook/dovevoletevoi vi sembra il Maestro Yoda versione fumettaro.
Quando ci si approccia a una cosa nuova, è normale che ci si senta sommersi da un quantitativo di informazioni apparentemente ingestibili, ma ciò non deve mai spaventare. Al contrario.
Per risolvere questo problema, il modo più facile è entrare in una fumetteria/edicola, o cercare su Internet i fumetti con la copertina che più attira.
Sì. Esatto.
Probabilmente all’inizio leggerete storie pessime, magari le stopperete a metà. Ma ciò formerà il vostro senso critico molto più che un qualsiasi solone da Facebook che vi dice cosa pensare.

Per esperienza personale, ho imparato a diffidare di chi si vantava di avere quaranta anni di letture sulle spalle così come di quelli che sanno tutto di una sola cosa, restando chiusi nella loro casetta fatta di idee rassicuranti.
Leggere supereroi è un poco come fare un puzzle. Ci sono le storie meno importanti, bruttine magari, i bordi del puzzle, che vi aiuteranno a cominciare. Man mano che leggerete cose nuove, il quadro si farà più completo e definito. Alla fine magari vi accorgerete strada facendo che qualche pezzo ancora vi manca. Ma non è un problema. È sempre possibile andare avanti e poi recuperare. Di più, con tutti i pezzettini aggiunti in precedenza, sarete in grado di comprendere davvero i “capolavori”.
Se avessi un euro per ogni volta che qualcuno ha chiesto in rete le migliori storie di Batman da leggere ottenendo come risposta le solite tre (per la cronaca: Il Ritorno del Cavaliere Oscuro, Anno Uno, The Killing Joke), ora sarei ricco.
Come se Batman fosse nato e morto negli anni ’80. Come se non fosse necessario sapere cosa accade prima e dopo queste pietre miliari.

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La svolta nazi di Cap

Qualcuno potrà obiettare che anche io scrivo di fumetti, do le mie “verità”. E avrebbe ragione. Ho le mie idee che vi scrivo sulla DC in particolare (anche se a mia difesa posso dire di leggere qualsiasi cosa). Però io non ho mai voluto fare recensioni vere e proprie. Perché fare il critico è un lavoro serio come gli altri. Occorrono conoscenze sul medium, su come si scrive, come si disegna, sulla struttura, sulla storia. E occorrono anni di studio vero, leggere fumetti è solo il primo passo. Mi piace pensare che le nostre siano delle chiacchierate sulle ultime uscite della Distinta Concorrenza, in cui parlar bene o male di un fumetto è relativo.

Ciò che conta per me è accendere la voglia di conoscere cose nuove in chi legge (a questo proposito ho tenuto particolarmente a scrivere ad esempio questo articolo sui Flintstones, anche se potrebbe non arrivare mai in Italia e lo leggeremo in quindici) che potrebbe spronare alla lettura. Senza scomodare i capolavori (a meno che non ce ne sia bisogno!).
Perché, davvero, questo mondo è talmente bello e grande che riuscirete a trovare il vostro posticino anche senza aiuto alcuno.

Marvel Now 2.0 – Anteprima di Champions #1

Il prossimo 5 ottobre uscirà negli Stati Uniti Champions #1: titolo di punta del Marvel Now 2.0 che sarà scritto da Mark Waid e disegnata da Humberto Ramos

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Questa la sinossi ufficiale:

“L’Universo Marvel è diviso. Gli eroi che un tempo erano uniti adesso si trovano l’uno contro l’altro. La nuova generazione di eroi ne ha abbastanza! È tempo di cambiare. È tempo di un futuro più luminoso. Arrivano… i CAMPIONI! Sei giovani eroi determinati a cambiare il mondo. Preparatevi a conoscerli in CHAMPIONS #1 – la nuova serie regolare in partenza a Ottobre come titolo di punta del Marvel NOW!
Mark Waid (vincitore del premio Eisner) e Humberto Ramos (candidato al premio Eisner) uniscono le forze per portarvi un nuovo supergruppo per la una nuova era. Un team di adolescenti che si rifiuta di aderire alle vecchie e obsolete pratiche e che è pronto a cambiare il mondo alla propria maniera. È ora di essere di nuovo eroi e Ms. Marvel, Miles Morales, Nova, Viv Vision, Ciclope e il Fichissimo Hulk stanno cercando la loro strada per costruire un nuovo futuro. Non Vendicatori. Non Difensori. Loro sono – Campioni!”

IL QUARTO NUMERO DI NATHAN NEVER ANNOZERO: AGENTI ALFA

– Comunicato Stampa –

Nel quarto episodio della miniserie nata in occasione dei 25 anni di Nathan Never tra l’Agente Alfa e la verità si frappongono i sicari della Yakuza!

NATHAN-NEVER-ANNOZERO_4Dopo aver ritrovato sua figlia Ann, la sete di giustizia di Nathan Never non si placa. Ancora troppi interrogativi senza risposta gravano infatti sulle tragiche vicende legate alle sorti della sua famiglia.

È da qui che prende il via Agenti Alfa, il quarto albo della nuova miniserie Nathan Never. Annozero, che “ri-narra” il passato dell’Agente Speciale Alfa.

Una rischiosa missione a Luna City offre infatti a Never una nuova pista d’indagine. Ma a sbarrargli la strada, disseminata da esperimenti sulla memoria e sugli esseri umani, Nathan Never troverà questa volta gli spietati sicari della Yakuza, proprio nei giorni in cui la figlia Ann sembra misteriosamente ricordare alcuni dei gesti compiuti dalla madre Laura prima che lei nascesse.

Nathan Never non si tirerà indietro e cercherà in primo luogo di capire cosa cosa leghi Edward Reiser, l’imprenditore senza scrupoli a capo dell’agenzia investigativa, a Sara McBain, il procuratore distrettuale della città della Costa Est che è stata per anni la sua amante…

Nathan Never. Annozero è la prima di tre miniserie di sei numeri che “ri-narrano” il passato dell’Agente Speciale Alfa, un passato dove Nathan Never viveva ancora serenamente assieme alla moglie Laura e alla figlia Ann. Ideate in occasione dei 25 anni del personaggio, ognuna delle tre miniserie sarà affidata a uno dei tre padri di Nathan Never, gli immancabili Medda, Serra e Vigna. Il primo a partire è Vigna, affiancato da Roberto De Angelis, anche autore delle copertine.

 

NATHAN NEVER ANNOZERO

Miniserie

Albo n. 4:

Agenti Alfa

Soggetto: Bepi Vigna

Sceneggiatura: Bepi Vigna

Disegni e copertina: Roberto De Angelis

Pagine: 96

Prezzo: 3,50 euro sia nella versione edicola che fumetteria

 

 Online e sui social

 #NathanNever25

http://www.sergiobonelli.it/sezioni/15/nathan-never

https://www.facebook.com/NathanNeverSergioBonelliEditore

Il cast del nuovo Uomo Tigre – Tiger Mask W

Lo scorso 17 agosto lo staff di Tiger Mask W, basato sul manga di Ikki KajiwaraNaoki Tsuji, ha presentato al pubblico giapponese i protagonisti della nuova serie dedicata al popolarissimo Uomo Tigre. QUI potete vedere il tralier della serie.

Naoto Azuma/Tiger Mask: 21 anni. Un allievo della Jipang Pro Wrestling fino al quando la Global Wrestling Monopoly (GWM) non ha distrutto la loro scuola. Si allena per sconfiggere la Tana delle Tigri, che gestisce la GWM, e per farlo adotta l’identità di Tiger Mask (L’Uomo Tigre): l’eroe mascherato che già in passato aveva sconfitto la Tana delle Tigri.

Takuma Fujii/Tiger the Dark: 21 anni. Amico di Naoto e anche lui affiliato alla Jipang Pro Wrestling. Oltre a distruggere la sua palestra la GWM ha anche ferito gravemente il padre di Takuma. Questi giura vendetta e si sottopone ai terribili allenamenti di Tana delle Tigri per assumere l’identità di Tiger the Dark e distruggere l’organizzazione dall’interno.

Haruna Takaoka: figlia di Kentarō Takaoka, l’unica persona a conoscere l’identità del Tiger Mask originale. È la manager di Naoto e una delle poche persone a conoscere l’identità segreta dell’attuale Tiger Mask. Ammira Naoto ma nasconde i propri sentimenti per sostenerlo in qualità di manager.

Kazuchika Okada: Wrestler (realmente esistente e attuale IWGP Heavyweight Champion) della New Japan Pro-Wrestling che si unisce a Tiger Mask per combattere la GWM.

Hiroshi Tanahashi (anche lui wrestler realmente esistente) della  New Japan Pro-Wrestling. Aiuta Tiger Mask a sviluppare la propria mossa speciale.

L’anime prodotto dalla Toei Animation debutterà il prossimo autunno su TV AsahiToshiaki Komura (Kinnikuman Nisei, Ring ni Kakero 1, Futari wa Precure Splash Star) sarà alla regia mentre Katsuhiko Chiba (Rune Soldier, Baby Steps, Onmyou Taisenki) supervisionerà gli script. Hisashi Kagawa (Kindaichi Shounen no Jikenbo, SaiKano, Fresh Pretty Cure) si occuperà invece del character design.

Tiger-Mask

Quella di Tiger Mask è una gimmick (termine usato nel pro-wrestling per indicare la caratterizzazione di un personaggio) utilizzata fino ad oggi da cinque lottatori diversi: Satoru Sayama, Mitsuharu Misawa, Koji Kanemoto, Yoshihiro Yamazaki e Ikuhisa Minowa. La NJPW ottenne i diritti del personaggio dalla Toei Animation nel 1981 e li detiene tutt’ora

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