Monthly Archives: giugno 2016

Meka chan di Claudio Acciari – qualcosa di vecchio, qualcosa di nuovo

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Appena finito di leggere Meka chan di Claudio Acciari, edito da Bao Publishing, rimani con un senso di soddisfazione e di serena pensierosità. Difficile è scriverne una recensione che non sembri sciocca, perché questa è proprio quel tipo di opera che bisogna leggere e guardare e godere con i proprio occhi per capirla. E se non la si capisce è perché si sa poco del fumetto, dell’animazione, della letteratura e di tutto quello che gli gira intorno.

L’inizio è così tanto Leiji Matsumoto che gli occhi diventano a cuore spontaneamente: sulla Terra precipita in modo disastroso e inevitabile una pioggia di meteoriti di origine misteriosa, l’impatto decima la popolazione e cambia completamente l’ordine politico e sociale del pianeta. I sopravvissuti vivono serenamente obbedendo alla “Struttura” un’organizzazione militarizzata dedita alla ricerca scientifica che cerca di trovare un rimedio al misterioso virus giunto insieme ai corpi spaziali. Tra gli abitanti di una tranquilla cittadina che dovrebbe essere in Giappone ma somiglia tanto all’Italia (tra panni stesi e Api Piaggio) c’è l’anziano pittore Yasujiro, che un giorno decide di portarsi a casa di nascosto un meteorite ancora non sequestrato dall’esercito. Da questa roccia, notte tempo, esce fuori una ragazzina tutta nuda, fortissima e senza memoria, che dice di chiamarsi Meka chan. Da qui inizierà un racconto fiabesco, a metà strada tra Asimov e Pinocchio (solo per citare dei “vicini” letterari) che porta con sé rimandi che vanno da Astroboy, a Conan il ragazzo del futuro, che appassiona nella sua semplicità e offre a profusione spunti di riflessione e sentimento.

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Claudio Acciari è un maestro a tutti gli effetti, che ha lavorato nell’animazione (da Animation Studio alla Dreamworks), appassionato di anime e film giapponesi (è del ’71, quindi come me ci è cresciuto e se ne è nutrito, diventando un artista con i contro-cosi, giusto per ricordarlo al MOIGE) che non nasconde minimamente il suo tributo ai grandi di quel periodo d’oro, e non solo. Basta guardare i nomi dei suoi protagonisti: il vecchio Yasujiro (Ozu), Ms. Kurosawa (Akira), il dottor Isao (Takahata), il piccolo Takeshi (Kitano), riferimenti a registi che l’autore stesso ha ammesso di amare particolarmente. La stessa trama, le tematiche affrontate, le scelte visive, sono una summa della cultura di Acciari, riversata sulla pagina con levità, divertimento, affetto, tanto da creare un mondo che sembra galleggiare sopra il nostro, dove noi lettori, appassionati quanto lui, sapremmo vivere felicemente.

Quello che ne nasce è fuori dal comune, nonostante la sua impronta nostalgica di cose già viste, non facilmente definibile, perché rompe diversi schemi, forse neanche molto reale, visto che le pagine speciali del volume ci offrono una carrellata di “Easter-eggs” con i passaggi delle scene di un’ipotetica serie animata mai trasmessa, con la sua sigla (scritta dall’autore), la copertina del brano e tanto altro. Il mondo, l’universo di Meka chan che tenta di collidere con il nostro, ma non ci riesce del tutto, perché lei, come il suo creatore, sta “più su”.

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Leggendo questo primo tentativo di graphic novel (arriviamo alle definizioni) ti viene voglia, infatti, di dare un nome alla forma di quello che hai appena goduto, per poterla meglio afferrare: quella che è venuta a me è “retro-fumetto”, perché se esistono i retrogame ben vengano anche le strisce. Ma quest’opera non ha gli stilemi tipici del genere: non ha i ballon, non ci sono, per questo è stato definito da altri come fumetto-storyboard (che mi sembra riduttivo e troppo prosaico) perché al di sotto di una griglia rigidissima di dodici vignette per tavola, tutte della stessa grandezza, ci sono le didascalie che coprono sia la spiegazione della voce narrante (in stampatello minuscolo) sia i dialoghi tra i personaggi (stampatello maiuscolo). Inoltre se si prova ad immaginare al di sotto e al di sopra dei disegni la classica texture con i forellini della vecchia pellicola fotografica, ecco che il tutto si trasforma in una sequenza di film… come si può racchiude tutto questo in una definizione? Non si può, quindi continueremo a chiamarlo fumetto, o Nona Arte, che non sbagliamo.

Quello che si apprende subito quando si iniziano a scrivere delle recensioni è che bisogna essere oggettivi, non affermare che una cosa “è così perché lo dico io”, ed è assolutamente giusto, ma scusatemi se ora sento il bisogno di dire che il disegno di Meka chan è magnifico. E lo è, per me, perché è tutto schizzato, con visi e corpi appena sbozzati; ma lo è perché questo abbozzo (che comunque riesce a mescolare Matsumoto e Studio Ghibli) non è indizio di inesperienza o poca capacità, invece parla agli occhi come un’immagine evocativa, che fa galoppare la fantasia, che racconta e conosce talmente tanto da non poterlo contenere. Solo come una mano esperta, di talento, riesce a fare. La griglia rigidissima e il colore acquerellato, grigio, perpetuo in tutto le tavole, ma dalle mille e mille sfumature, possono solo esaltare questa abilità, e invece di chiudere, aprono mille cancelli, a chi guarda, se sa guardare.

Sono proprio contenta di aver letto Meka chan di Claudio Acciari: ho forse assistito a qualcosa che sta per iniziare.

Poster creato in relazione alla serie animata di Meka chan... mai creata, finora!

Poster creato in relazione alla serie animata di Meka chan… mai creata, finora!

Classifica vendite manga Giappone – 13/19 Giugno

La classifica vendite (fornita da Oricon) della scorsa settimana mostra che Tokyo Ghoul:re, The Seven Deadly Sins, P to JK, Hunter X Hunter, MIX  sono stati i cinque manga più venduti in Giappone tra il 13 e il 19 Giugno.

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Tokyo Ghoul:re 7

Con i 113,292 volumi venduti Hunter x Hunter 33 supera il milione di copie vendute mentre Tokyo Ghoul:re si conferma un titolo molto atteso dai fan con oltre 300.000 copie vendute in una sola settimana. Buon risultato anche per Mix di Mitsuru Adachi che in due settimane vende oltre 250.000 copie.

Questa la classifica vendite completa con i 50 volumi più venduti della settimana:

Pos Titolo – Autore Vendite 13/19 Giugno Vendite Totali Editore
1 Tokyo Ghoul:re 7 – Sui Ishida 342,574 342,574 Shueisha
2 The Seven Deadly Sins 21 – Nakaba Suzuki 219,503 219,503 Kodansha
3 P to JK 7 – Maki Miyoshi 125,32 126,042 Kodansha
4 Hunter X Hunter 33 – Yoshihiro Togashi 113,292 1,052,701 Shueisha
5 MIX 9 – Mitsuru Adachi 95,33 240,231 Shogakukan
6 Ahiru no Sora 44 – Takeshi Hinata 94,292 94,292 Kodansha
7 One-Punch Man 11 – ONE / Yuusuke Murata 87,612 614,258 Shueisha
8 Assassination Classroom 20 – Yusei Matsui 83,285 751,452 Shueisha
9 Monster Musume 10 – OKAYADO 81,314 81,57 Tokuma Shoten
10 Hajime no Ippo 114 – George Morikawa 64,171 64,171 Kodansha
11 Baby Steps 40 – Hikaru Katsuki 61,137 61,137 Kodansha
12 Prison School 21 – Akira Hiramoto 60,141 235,467 Kodansha
13 Drifters 5 – Kouta Hirano 58,772 339,634 Shonengahosha
14 D.Gray-man 25 – Katsura Hoshino 57,539 352,866 Shueisha
15 My Hero Academia 9 – Kōhei Horikoshi 50,834 390,52 Shueisha
16 Koi wa Ameagari no You ni 5 – Jun Mayuzuki 47,69 100,951 Shogakukan
17 Ōke no Monshō 61 – Chieko Hosokawa and Fu Ming 47,458 47,458 Akita Shoten
18 Cells at Work! 3 – Akane Shimizu 45,813 110,242 Kodansha
19 Yowamushi Pedal 45 – Wataru Watanabe 42,278 146,142 Akita Shoten
20 Dōkyonin wa, Tokidoki, Atama no Ue. 2 – Minatsuki /As Futatsuya 38,555 38,555 Flex Comix
21 Black Butler 23 – Yana Toboso 38,169 541,686 Square Enix
22 Destro 246 7 – Keitarō Takahashi 37,393 37,393 Shogakukan
23 En En no Shōbōtai 3 – Atsushi Ohkubo 37,077 37,077 Kodansha
24 DAYS 17 – Tsuyoshi Yasuda 36,709 36,709 Kodansha
25 The Knight in the Area 52 – Igano / Tsukiyama 36,252 36,252 Kodansha
26 Watashi-tachi ni wa Kabe ga Aru 5 – Haru Tsukishima 35,856 36,567 Kodansha
27 Kimi ni Todoke 26 – Karuho Shiina 35,37 530,668 Shueisha
28 Ramen Daisuki Koizumi-San 4 – Naru Narumi 31,811 31,811 Takeshobo
29 Nisekoi 23 – Naoshi Komi 31,632 216,367 Shueisha
30 World Trigger 15 – Daisuke Ashihara 31,023 295,12 Shueisha
31 Dear Boys Over Time 1 – Hiroki Yagami 29,028 29,028 Kodansha
32 RiN 14 – Harold Sakuishi 28,475 28,475 Kodansha
33 Biorg Trinity 9 – Maijō / Oh! great 28,339 28,339 Shueisha
34 Kantai Collection -KanColle- Anthology Comic Yokosuka Chinjufu-hen 14 25,37 25,37 Kadokawa
35 Toriko 39 – Mitsutoshi Shimabukuro 24,994 207,206 Shueisha
36 Everyone’s Getting Married 5 – Izumi Miyazono 22,143 51,708 Shogakukan
37 Bungō Stray Dogs 10 – Asagiri / Harukawa 22,1 158,65 Kadokawa
38 My Love Story!! 12 –  Aruko / Kawahara 21,525 307,612 Shueisha
39 Destro 246 7 Limited Edition With Illustration Card – Keitarō Takahashi 20,334 20,334 Shogakukan
40 Kyō wa Kaisha Yasumimasu.。 11 – Mari Fujimura 19,775 276,04 Shueisha
41 Amano Megumi wa Suki Dara Ke! 2 – Nekoguchi 19,568 19,568 Shogakukan
42 Q.E.D. iff -Shōmei Shūryō- 4 – Motohiro Katou 19,484 19,484 Kodansha
43 Nigeru wa Haji da ga Yaku ni Tatsu 7 – Tsunami Umino 18,485 19,364 Kodansha
44 Saint Seiya: Next Dimension – The Myth of Hades 10 – Masami Kurumada 18,099 64,828 Akita Shoten
45 Kōdai-ke no Hitobito 5 – Kozueko Moritomo 17,906 242,591 Shueisha
46 Edo Nekoe Jubei Otogisoshi 16 – Maru Nagao 17,848 19,048 Shonengahosha
47 Tokiwa Kitareri!! 7 – Shun Matsuena 17,709 17,709 Shogakukan
48 Vampire Knight memories 1 – Matsuri Hino 17,191 94,205 Hakusensha
49 Ace of Diamond Act II 3 – Yūji Terajima 17,001 361,748 Kodansha
50 Wolf Girl & Black Prince 16 – Ayuko Hatta 16,874 226,445 Shueisha

Cerebus torna nel 2017

cerebusDave Sim è stato praticamente l’inventore del fumetto creator owned americano. Grazie alla sua creatura più famosa, l’oritteropo Cerebus, è riuscito nell’arco di 300 albi a:

  • diventare estremamente ricco
  • parlare di religione
  • parlare di politica
  • parlare della millenaria guerra tra i sessi
  • dare un’interpretazione sincretistica di ebraismo, cristianesimo e islam
  • farci ridere
  • farci piangere
  • farci incazzare
  • diventare estremamente povero

 

Sim è fatto così. L’avevamo perso, dopo la sua fallimentare Glamourpuss, nel cui ultimo albo ci confessava che non aveva più un soldo e presto sarebbe andato a vivere sotto un ponte.

Per fortuna non ci è finito, e se un paio di settimane fa ci dava il permesso di scaricare illegalmente il suo capolavoro, oggi 22 Giugno 2016 ci annuncia che l’anno prossimo tornerà ad occuparsi della sua creatura più famosa, in occasione del 30 anniversario del numero 1.

E lo fa ripartendo esattamente da dove si era interrotto. Preceduto da un numero 0, a Settembre 2017 metteremo le mani sul primo numero di Cerebus in Hell, per la casa editrice di Sim, la Aardvark-Vanaheim: autori Sim & friends, miniserie di 4 numeri.

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In Italia la pubblicazione della serie si è interrotta dopo i due magnifici (ma forse editorialmente sbagliati) volumi della Black Velvet, che vi invitiamo a cercare per toccare con mano dove possa arrivare un fumetto quando l’autore non si preoccupa di vendere.

Un anno: primavera. Taniguchi alla francese

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Un anno: primavera © Rizzoli Lizard

Soffia la brezza leggera della primavera; soffia l’aria tiepida e si fa strada dolcemente tra le nuvole dell’inverno, diffondendo ovunque il profumo d’erba e di mare. Si risveglia la natura, ma non sboccia la piccola Capucine, ancora avvolta nel torpore dell’infanzia che non cede il passo a una nuova età. Un fiore tardivo che richiede attenzione e riguardo, perché possa anch’esso dispiegare i petali e lasciarsi carezzare dal caldo vento di un’estate imminente.

Che Jirô Taniguchi sia un uomo dal cuore sensibile ce lo testimoniano tutte le sue opere.

Che riesca a riversare questa sensibilità nelle sue tavole, è evidente sfogliando uno qualsiasi dei volumi che ha disegnato.

Quindi non è una sorpresa che dai disegni e dai colori pastello di questo libro trasudi poesia.

Non una poesia aulica e magari un po’ metafisica, come quella de I Guardiani del Louvre, ma la poesia che permea la vita reale. La vita della famiglia di Capucine Touret, una bambina di otto anni, affetta da Sindrome di Down.

Seguiamo questa vita per una stagione, la primavera. Questo è infatti il primo di una serie di quattro volumi (purtroppo i successivi tre non sono stati ancora pubblicati a distanza di sette anni dal primo), la cui idea è quella di raccontare un intero anno.

Di Capucine sentiamo i pensieri, che fanno spesso da didascalia alle immagini. Pensieri di una bambina diversamente abile, come con grande ipocrisia diciamo oggi, ma che nella sua semplicità ci guida attraverso gli eventi e le emozioni della storia. Lei che non si sente ritardata, ma che si trova in un mondo che la tratta come tale, a volte brutalmente.

Che poi storia non è…. Come spesso Taniguchi ci ha abituato, tutto sembra normale, quasi senza una sceneggiatura.

E Morvan segue un po’ lo stesso stile, riesce a scrivere una storia e una sceneggiatura che si adattano benissimo al disegno e alla poetica di Taniguchi: è la vita stessa che scorre, con eventi quotidiani. E somiglia alla nostra vita, con le piccole e grandi situazioni, le piccole e grandi paure, i piccoli e grandi tradimenti, i momenti di crescita che si nascondono nelle piccole e grandi cose di tutti i giorni.
È una primavera in cui succedono cose normali: la festa di compleanno, il cagnolino avuto in regalo, la scuola, le quotidiane tensioni tra i genitori, le attività pomeridiane dalla terapista. Ma le cose normali sono quelle che ci caratterizzano, che viviamo più spesso, e ci formano. E magari fanno da sfondo alle cose speciali che ci capitano (o che decidiamo di fare).

unanno3Di Capucine vediamo i disegni, a loro volta didascalici, che rappresentano solo quelli a cui vuole bene: maa, paa, i nonni, la tata Sandrine, il cane Maschietto e Durududù, l’amico immaginario che conosciamo nella prima pagina e che Capucine decide di abbandonare nell’ultima, perché così «tutti penseranno che ho fatto progressi».

Di Capucine quasi non vediamo l’handicap perché Cap non ha i tratti caratteristici della sindrome, e tutti sono preoccupati di farle «fare progressi». Ma non può essere ignorato, fa da sfondo a tutto, è presente in ogni dialogo, anche quando Capucine non c’è, e determina anche quello che succede (è per riprendere lei dalla terapista che il paa mette in discussione la sua fedeltà…).

E in fondo di Capucine, per tutto il libro, abbiamo il punto di vista. Anche se nella narrazione ci sono eventi di cui la ragazzina non è protagonista, o dove non è neppure presente.

Dal punto di vista grafico, nel disegno dei personaggi, nel tratto, nei dettagli delle scene, nella colorazione delicata che sottolinea i passaggi della storia è il Taniguchi che conosciamo. La differenza rispetto ad altre opere si nota nel taglio delle vignette e nella gabbia delle pagine. Si capisce che il fumetto è pensato con uno stile più europeo: non ci sono splash page, le vignette sono tutte ben delineate. Ma anche qui Taniguchi riesce a interpretare in modo personale ed efficace. Ad esempio utilizza la gabbia per aiutare il lettore a dare il ritmo alla storia: nelle pagine in cui la divisione è fittissima (ho contato anche quindici vignette in una sola tavola) le inquadrature cambiano continuamente, dando grande dinamicità al racconto, anche se magari gli eventi in sé non sono così significativi.

Infatti, nella trama non ci sono momenti drammatici o particolari, è una specie di flusso di coscienza, che si alterna tra la infantile inconsapevolezza di Capucine e la figura del padre, che sembra un po’ l’antagonista della situazione, il personaggio negativo.

Nel corso del volume piano piano è proprio lui ad arretrare sempre di più dal piano aulico e sereno dell’inizio. I suoi primi piani si fanno prima tristi e poi duri. Vive con distacco la quotidianità della figlia, è stanco del lavoro, è l’unico che vuole tirarsi fuori dalla vita di Capucine, che sente il peso del suo status.

È lui a trattare con durezza la figlia, a non accettarne il ritardo, a farsi sopraffare dai problemi di tutti i giorni, a rompere l’equilibrio infatuandosi della terapista.

È l’elemento di realtà in una quotidianità che si specchia attraverso lo sguardo semplice e per questo sognante di Capucine.

La madre Stephanie sembra voler fare da collante tra il mondo pratico e dinamico dei normali, come suo marito, e quello fantastico e semplice di sua figlia. Due mondi che in una sola primavera, da adiacenti che erano, si allontanano progressivamente. E Stephanie si sfilaccia sempre di più, fino a scomparire anche fisicamente nelle ultimissime pagine, in cui i sogni di Capucine, che dice addio al suo amico immaginario per mostrare anche a se stessa di essere cresciuta, si alternano con la praticità del padre Stephane (solo una “i” di differenza dalla moglie), che si sente lontano dalle donne della sua famiglia, ma non riesce a fare il passo per rompere definitivamente.

La progressiva consunzione della serenità iniziale è forse imputabile all’origine europea dell’opera.
Fa pensare a tanti fumetti o film italiani e francesi in cui a prevalere è una forma di angoscia di cui non ci si libera mai.

Spesso invece le opere di Taniguchi, magari anche aventi per protagonisti dei perdenti, si chiudono con un seme di speranza.

Quindi, sospesi tra queste due possibili evoluzioni, dobbiamo aspettare di leggere le altre stagioni per sapere se prevarrà la poesia di un mondo a misura di una bambina down o dovremo arrenderci alla realtà.

Dati editoriali:

Autore: Jean-David Morvan (storia), Jiro Taniguchi (disegni)
Editore
: Rizzoli Lizard
Provenienza
: Francia, 2009
Formato
: 21,5×28,7, cart., 72 pag., col.
Data di Pubblicazione: 2011

Food Wars – Un nuovo trailer della seconda stagione

La Warner Brothers Anime ha messo online un secondo video promozionale per Shokugeki no Sōma: Ni no Sara (Food Wars! Shokugeki no Soma: la seconda portata), la seconda stagione di Food Wars.

Nel video si possono ascoltare la sigla di apertura, “Rough Diamonds” by SCREEN mode,  e quella di chiusura, “Snow Drop” by nano.RIPE.

Food-Wars

Il primo episodio della nuova serie tratta dall’omonimo manga di Yūto TsukudaShun Saeki (e pubblicato in Italia da Goen) andrà in onda il 2 Luglio su Tokyo MX e successivamente su MBS, BS11 e Animax.

Yoshitomo Yonetani (Gaogaigar, Betterman) si occuperà della regia per J.C. Staff, Shogo Yasukawa (Terraformars, Hyperdimension Neptunia, Invaders of the Rokujyōma!?) delle sceneggiature e Tomoyuki Shitaya (Bakuman, BlazBlue Alter Memory, Hatsukoi Limited) del character design.

IL SECONDO NUMERO DI NATHAN NEVER. ANNOZERO

Comunicato Stampa

La miniserie nata in occasione dei 25 anni di Nathan Never arriva al suo secondo episodio

e sbarca in edicola e in fumetteria

l_inizio_della_notte___nathan_never_annozero_02_coverIl primo albo della nuova miniserie di Nathan Never ci ha lasciati col fiato sospeso: al centro dell’indagine un traffico illegale di organi umani che potrebbe coinvolgere il professor Hicks, primario del Cook Hospital. E un’ombra misteriosa che spia la moglie e la figlia di Never.

In questo secondo numero, L’inizio della notte, dopo la tragica morte dell’amico e collega Thomas Fredricks, Nathan Never, con l’aiuto di un’unità robotica di nome Mac, prosegue con ancora maggiore accanimento la ricerca di una verità che appare sempre più sfuggente. Nel frattempo, però, le vite di Ann e Laura Never sono nelle mani di un micidiale assassino agli ordini di spietati e potenti mandanti…

Nathan Never. Annozero è la prima di tre miniserie di sei numeri che “ri-narrano” il passato dell’Agente Speciale Alfa, un passato dove Nathan Never viveva ancora serenamente assieme alla moglie Laura e alla figlia Ann. Ideate in occasione dei 25 anni del personaggio, ognuna delle tre miniserie sarà affidata a uno dei tre padri di Nathan Never, gli immancabili Medda, Serra e Vigna. Il primo a partire è Vigna, affiancato da Roberto De Angelis, anche autore delle copertine.

Ma la grande novità è che la miniserie Nathan Never. Annozero ha una doppia edizione: una da edicola e una da fumetteria. Una vera rivoluzione che si colloca nell’ambito di una serie di iniziative che la Casa editrice di via Buonarroti sta mettendo a punto negli ultimi mesi per creare una collaborazione sempre più profonda e personalizzata con le fumetterie italiane e con tutti i lettori.

 

Le celebrazioni di #NathanNever25

In occasione delle celebrazioni, tutti i lettori di Nathan Never sono invitati a raccontare sui social la loro passione attraverso l’hasthag #NathanNever25, postando la propria cover preferita, raccontando quale dei 300 episodi della serie dell’Agente Speciale Alfa è quello che maggiormente ha colpito la loro immaginazione e quale tra i nemici di Nathan sono quelli che più li hanno segnati tra Aristotele Skotos, suo figlio Kal, Raven, la Fratellanza Ombra, i tecnodroidi, Athos Than…

 

NATHAN NEVER ANNOZERO

Miniserie

Albo n. 2:

L’inizio della notte

Soggetto: Bepi Vigna

Sceneggiatura: Bepi Vigna

Disegni e copertina: Roberto De Angelis

Pagine: 98

Prezzo: 3,50 euro sia nella versione edicola che fumetteria
Online e sui social

#NathanNever25

http://www.sergiobonelli.it/sezioni/15/nathan-never

https://www.facebook.com/NathanNeverSergioBonelliEditore

https://www.facebook.com/NathanNeverSergioBonelliEditore

Uscite Astorina agosto 2016

Comunicato Stampa

Inedito agosto 2016Inedito 1 agosto 2016

L’ombra della gelosia

Per portare a termine il colpo Eva dovrà passare alcuni giorni al fianco di Rodolfo Porter, un uomo gentile e affascinante. Troppo gentile e troppo affascinante, a giudizio di Diabolik. E la gelosia, si sa, può essere una pessima consigliera…

Soggetto: M. Gomboli e A. Pasini

Sceneggiatura: A. Pasini e R. Finocchiaro

Disegni: P. Cerveglieri, G. Montorio e L. Merati

Copertina: M. Buffagni

 

R 662 agosto 2016662 10/08/ 2016

Anno XLI (2002) n. 4

Sete di vendetta

Chi è l’affascinante, misteriosa Samantha? Per quale motivo Diabolik la incontra in segreto? Eva dovrebbe forse esserne gelosa? E quando il passato di Diabolik entra in contatto con il suo presente, come ogni volta il sangue scorre copioso e inarrestabile.

Soggetto: M. Gomboli e T. Faraci

Sceneggiatura: P. Martinelli

Disegni: S. Zaniboni e L. Merati

Copertina: S. e P. Zaniboni

 

Swiisss 267 agosto 2016Swiisss 267 20/8/2016

Anno XIII (1974), n. 12

Diamanti maledetti

Un imprevisto, un altro, un altro ancora… Diabolik e Eva rimangono in trappola in un vortice infernale, in cui ogni nuova sciagura è peggiore della precedente.

Testi di A. e L. Giussani

Disegni: F. Paludetti e G. Coretti

SHELTERED: l’ultimo passo prima dell’Apocalisse

Comunicato Stampa

Esce venerdì 24 l’ultimo volume della serie pre-apocalittica targata Image Comics e pubblicata in Italia da saldaPress

Sheltered_vol03_CON graficaLa fine si avvicina. Non si tratta di una frase allarmistica o casuale, dal momento che stiamo parlando di Sheltered – Prima dell’apocalisse.

Venerdì 24 uscirà l’ultimo volume (14.90 euro, 128 pagg.) della serie pre-apocalittica targata Image Comics, scritta da Ed Brisson, disegnata da Johnnie Christmas e pubblicata in Italia da saldaPress. In coincidenza col finale della serie, scopriremo quale sarà l’esito dei folli piani dei ragazzi guidati da Lucas. E, forse, scopriremo anche se le ragioni che hanno innescato quei piani avevano un fondamento.

I ragazzi di Safe Heaven si sono messi nei guai. E Victoria non ha nessuna intenzione di rimanere a guardare mentre Lucas porta a compimento i suoi folli piani. Ne scaturisce una lotta senza esclusione di colpi, che si concluderà solo con la definitiva sconfitta di uno dei due gruppi. Ancora una volta, a fronteggiarsi saranno la ragionevolezza e la follia, la violenza e il desiderio di pace, Lucas e Victoria, sino a un finale che lascerà il lettore senza parole.

Il terzo e ultimo volume di Sheltered – una storia di sopravvivenza a ogni costo, già opzionata per il cinema da Circle of Confusion, la casa di produzione di The Walking Dead – è disponibile in libreria, in fumetteria e nello shop del sito saldapress.com a partire da venerdì 24 giugno.

[Crunch Ed] Teramo Heroes 2016 contro il sessismo

Francia. Gennaio. Anno Domini ____. Interno (serrato) giorno.

“Se risaliamo a quel lasso di tempo (gli ultimi decenni) per vedere quale è stato lo spazio degli uomini e delle donne nel campo della creatività in materia di fumetti, è inevitabile constatare che ci sono state pochissime autrici riconosciute. Se osserviamo i fumetti francobelgi, che sono quelli più vicini a noi, e se guardiamo degli indicatori generazionali come le riviste Tintin, Spirou, Pilote, A suivre, Heavy Metal, Fluide Glacial… si fa oggettivamente molto più in fretta a contare le autrici (quasi sulle dita di una mano) che gli autori. Il Festival non può rifare la storia del fumetto.

Se provassimo ad analizzare questa citazione e a contare le parole veicolo di sessismo e stereotipi, invece di contare le donne autrici, ci accorgeremmo che a rimanere sulle dita di una mano sarebbero solo gli articoli e i segni di interpunzione.

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A leggerla così sembra una dichiarazione estratta dai periodi più bui della storia del secolo scorso, dagli anni ’20 del proibizionismo e della censura. Invece, purtroppo, la memoria non deve correre a cercare troppo indietro nei cassetti della cronaca artistica. È il 2016 l’anno domini da inserire nello spazio bianco.

Padri-padroni della dichiarazione gli organizzatori del Festival International de la bande dessinée d’Angouleme, una delle rassegne sul fumetto più prestigiose al mondo, oggetto nell’inverno scorso di critica massiva da parte prima del collettivo delle 100 autrici francesi di fumetto, poi di tutto il mondo dell’illustrazione big, per non aver inserito candidature femminili tra le fila dei suoi premi.

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Fa rabbrividire il pensiero che sia stato proprio chi della comunicazione visiva ne fa una missione, a ghettizzare per preconcetti l’autorialità rosa, in un periodo poi di violenze di genere come questo in cui l’arte dovrebbe ancor più sottolineare il suo status di unità di cuori e menti diverse.

Come se la storia del fumetto non abbia una Rumiko Takahashi (Lamù, Inuyasha…) o una Marjane Satrapi (Persepolis, Pollo alle prugne..), simbolo di una rivendicazione disegnata di libertà dalle costrizioni del regime teocratico islamico in Iran.

Come se l’illustrazione non fosse un’anima che si disegna per delineare la sua evanescenza, ma un organo genitale.

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L’immaginazione non ha sesso. È come un foglio immacolato, dentro puoi vederci quello che più desideri. Puoi vederci il silenzio. Puoi vederci la luce, il bianco come la summa di tutti i colori.

Senza le donne, l’arte sarebbe come un prisma cromatico che difetta dell’assenza dei colori primari, un Icaro dalle ali di cera che tende alla luce del sole senza mai raggiungerla.

Dopo l’imbarazzante episodio di Angouleme sono stati tanti i big dell’Olimpo dell’illustrazione a schierarsi contro il sessismo e a favore della battaglia del collettivo di autrici francesi. Gli immensi Daniel Clowes, Milo Manara, Etienne Davodeau e Joann Sfar ritirando allora il proprio nome dalle candidature per i premi, il grande e italianissimo Carmine di Giandomenico (X-Force, Spider-Man Noir, Fantastic Four per Marvel e The Flash per la DC Comics), invece, dedicando oggi al sesso femminile il Festival fumettistico di Teramo Heroes.

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“Il fumetto è donna”, questo il tema scelto per l’edizione 2016 svoltasi dal 10 al 12 giugno nella suggestiva Villa Comunale di Teramo. Uno slogan che campeggia un po’ ovunque nei meandri della rassegna in onore degli illustratori eroi che tanto grande stanno facendo nel mondo il nome dell’Italia e degli eroi disegnati. Una sorta di mantra da ripetere in loop passeggiando attraverso il parco finché non entra nel DNA insieme all’odore di erba tagliata e della tipica tranquillità rigenerante della provincia. Come a dire “non esistono supereroi senza supereroine”.

Che le donne siano il filo conduttore del festival lo si capisce già varcando la soglia della Villa, un autentico fil rouge che si dipana tra gli stand degli espositori e delle scuole di fumetto, e il grande palco centrale teatro di dibattiti e interviste agli autori big ospiti: Barbara Baraldi (sceneggiatrice di Dylan Dog), Elena Casagrande (disegnatrice Marvel e attualmente impegnata sulla testata del Doctor Who per la Titan Comics), Lola Airaghi (Brandon, Legs Weaver, Morgan Lost per Bonelli Editore), Sara Pichelli (disegnatrice di Ultimate Spider-Man, X-Man, Dylan Dog), Micol Beltramini (sceneggiatrice di Viva Valentina, in uscita per Edizioni BD), Emiliano Mammucari (Orfani per Bonelli Editore), solo per citarne alcuni.

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E più il cammino prosegue più il passo si fa morbido e femmineo, più il rosso del filo si fa acceso. Fino al momento in cui il volume del mantra tocca il picco di db udibile, i piedi entrano nella pinacoteca civica e le donne nel DNA. Per Teramo Heroes 2016, infatti, le due stanze speculari del pian terreno sono state impreziosite dall’allestimento di due mostre, diverse ma complementari: a destra l’omaggio di oltre 100 illustratori a Rodolfo Valentino, a cura di Alessio Fortunato (autore di Dampyr, Bonelli Editore); a sinistra“Viva Valentina” con le reinterpretazioni della Valentina di Crepax in chiave art noveau, sinuosa ma naturale, della meravigliosa Lola Airaghi e del talentuoso Adriano de Vincentiis, erede ideale dell’erotismo di Milo Manara.

Rodolfo Valentino, l’attore che da oltre un secolo incarna il sogno femminile e l’immaginario dell’erotismo dirompente ma educato del casanova. E Valentina, da decenni l’immagine della donna fatale.

Immaginario e Immagine. Maschile e Femminile. Due stanze speculari come lati della medaglia, quasi a voler dimostrare quanto l’uno non possa coesistere senza l’altro, quanto indispensabili siano entrambi per dare completezza all’immaginazione.

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Una menzione d’onore va proprio al grande Carmine Di Giandomenico che, come uno hero di Teramo, ha sfidato sonno, tremori, pioggia e caldo per entrare nel Guinness World Record disegnando per 43 ore no stop le 56 tavole che compongono il capitolo finale del suo Oudeis (opera edita per Saldapress).
56 tavole formato 70×100 di una bellezza struggente in cui predominano i toni freddi del mare e del peregrinare solitario di Oudeis/Nessuno. 56 tavole senza dialoghi da guardare sottovoce e che creano quindi un gemellaggio ideale con le meravigliose donne dall’ “innocenza Lolitesca” di Emiliano Mammucari esposte nel giardino. Lolite contemporanee, quelle di Mammucari, distese verticalmente su pannelli giganti come fossero alberi del parco per dare radici alla sensualità nel fumetto, e da ammirare con lentezza per sognarne le movenze, i sussulti e i gemiti.

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Teramo Heroes 2016, quindi, è riuscito nell’intento di creare un ponte solidale con le donne discriminate nell’arte, divenendo un invito dalla provincia a guardare sottovoce all’immaginazione come la ragion d’essere del silenzio assordante di un foglio bianco, fine ultimo di tutti i colori e delle storie di tutti.

http://www.teramoheroes.it/

© Isabella Di Bartolomeo per Crunch Ed

© Foto di Elisa per Crunch Ed

 

Nuovo Anime per Blue Exorcist?

Sul sito ufficiale dell’adattamento animato di Blue Exorcist (Ao no Exorcist) tratto dall’omonimo manga di Kazue Katou, è apparso un misterioso conto alla rovescia.

Blue-Exorcist-Anime-Website-Countdown

Il countdown scadrà il 4 Luglio alle 12.00 a.m. (sul fuso orario giapponese ovviamente) e in quel giorno verrà anche distribuito il diciassettesimo volume del manga. Il tutto farebbe pensare al lancio di una nuova serie dedicata a Rin Okumura e soci.

Blue-Exorcist-Anime

Blue Exorcist è uno shonen, edito in italia da Planet Manga, serializzato in Giappone su Jump SQ della Shueisha a partire dall’Aprile del 2009. Il protagonista è il giovane Rin Okumura, un teenager che scopre di essere il figlio di Satana nato da una donna umana destinato ad ereditare i poteri del padre. Rin decide però di diventare un esorcista per combattere il malefico genitore.

 

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