10 ottobre: e se la morte avesse una data di scadenza? – Intervista a Paola Barbato e Mattia Surroz

10 ottobre è un fumetto italiano drammatico con base fantascientifica, una miniserie targata Sergio Bonelli Editore che vede Paola Barbato alla storia e Mattia Surroz ai disegni di cui è disponibile, da qualche settimana, il primo volume.

Ho conosciuto Mattia anni fa, ho ammirato da subito la sua arte e l’ho sempre considerato uno dei fumettisti italiani più promettenti. Il suo tratto sottile ma estremamente espressivo e realistico e le sue palette di colori desaturati e cianotici mi hanno sempre attirato moltissimo. Al tempo ero impazzito per il suo Il suono delle sirene, letteralmente rapito dalle sue tavole e trascinato dalla storia di Mauro Uzzeo. Sono passati anni e la mia stima per Mattia non è calata, ma solo cresciuta. 

Con Paola Barbato invece ho avuto un approccio diverso, la scoprii in seguito al consiglio di un mio collega che mi disse: «Non conosci Paola Barbato? Recupera immediatamente e leggi il suo Dylan Dog Necropolis!». Da allora sono diventato un suo fan in quanto ogni storia scritta da lei è praticamente perfetta, ha uno svolgimento che cattura il lettore, lo guida per mano, e poi BRAM!, piazza al momento giusto una sprangata che fa male quanto Shyamalan ne Il sesto senso.

Ero in fibrillazione da anni per la lettura di questa storia, dal tempo in cui Mattia mi disse «la Barbato mi ha coinvolto in un progetto, ma non posso dire nulla»: le aspettative erano altissime, due dei miei autori preferiti assieme in un progetto fumettistico, quanta curiosità?

Il giorno della lettura è finalmente arrivato e il primo volume mi ha solo fatto venire la voglia irrefrenabile di volerne ancora, di sapere cosa succederà.

La trama è apparentemente semplice. In un futuro distopico il genere umano non conosce più guerre e povertà, tutti hanno pari opportunità e questo apparente vita utopica è raggiunta grazie alla programmazione di nascita e morte. Gli esseri umani vengono al mondo con una data di scadenza: tutti sanno di averla, ma nessuno sa quando è prevista la propria dipartita. Le morti sono divise in scaglioni di età e il protagonista, Richie, sa che potrebbe morire il 10 ottobre, data del suo undicesimo compleanno. Casualmente il ragazzino si ritrova immischiato in un complotto organizzato da un gruppo di cittadini decisi a fermare questa giostra che non lascia libero arbitrio al genere umano.


Dimensione Fumetto ha avuto il privilegio di incontrare gli autori Paola Barbato e Mattia Surroz per una breve intervista doppia su 10 ottobre e sul loro lavoro in generale. L’autore desidera ringraziare gli intervistati per la loro disponibilità.

Ciao Paola! La storia di 10 ottobre è solo all’inizio e non sappiamo ancora nulla di come andrà avanti. Nel volume dichiari di aver avuto l’idea di scriverla mentre eri al supermercato, puoi dirci di più e puoi darci qualche piccola anticipazione sul proseguo?

Il concetto di scadenza, stampigliata su ogni prodotto, ha dato il via a una riflessione più ampia sul fatto che anche noi sappiamo che prima o poi moriremo, ma a stabilire la data sono tantissimi fattori casuali. Nascere con una data di morte, invece, condizionerebbe in maniera assoluta la nostra vita. E se le date probabili fossero più di una? E se fosse quasi impossibile morire in altro modo? Da qui ho sviluppato l’ipotesi di una società distopica in cui tutte le altre opzioni siano state sostanzialmente risolte e la morte sia divenuta oggetto di propaganda.

La tematica tratta è un classico in ogni genere, ovvero il rapporto dell’essere umano con la morte, la sua e quella degli altri. Qui ne hai dato una diversa definizione: avere una data di scadenza sembra quasi far accettare l’evento con maggiore serenità; è un argomento spinoso, ma tu come ti poni nei suoi confronti?

Io non ho problemi con la mia morte, non attualmente, mi seccherebbe morire così presto senza poter vedere le mie figlie grandi, ma ho vissuto una vita appagante e non ho il terrore di perderla. Ogni elemento della vita, tuttavia, lo affrontiamo a seconda del modo in cui ci hanno educati a vederlo. I bambini di 10 ottobre parlano di morte sempre, è addirittura inserita tra le materie scolastiche, quindi per loro non c’è nulla di strano in essa, ed è il genere di lavaggio del cervello che viene fatto, per esempio, ai bambini kamikaze.

Passiamo a Mattia! Innanzi tutto ben ritrovato, sono anni che non ci sentiamo e sono lieto di poterti ritrovare in questa occasione. Come ti trovi ad approcciarti con le sceneggiature della Barbato? E com’è stato lavorare a 10 ottobre?

Ciao Maurizio! Lavorare con Paola, lo dico sempre, ha corrisposto al coronamento di un sogno, perché sono sempre stato un suo ammiratore, prima che amico. Disegnare 10 ottobre è stato, perdona la banalitá, semplicemente bellissimo. Un lungo viaggio, fatto di costanti e interminabili telefonate, scambi di bozzetti, ragionamenti sulla costruzione dei personaggi. Volevamo creare un’atmosfera straniante, per certi versi quasi artificiale, e spero di esserci riuscito, sopratutto con l’uso del colore. È una storia che si basa su pochi fatti, indaga moltissimo sui rapporti tra i protagonisti, le loro motivazioni, la loro convivenza dettata dalle circostanze e da un obiettivo comune. Per questo era fondamentale essere precisissimo sulla recitazione, sulla caratterizzazione. Ho cercato di restituire tutte le sfumature emotive della scrittura di Paola. Un lungo lavoro, tutt’altro che facile, da cui ho imparato molto su come voglio fare i fumetti.

La tematica è forte e spiazza il lettore, ha avuto lo stesso effetto su di te che l’hai dovuta trasportare su carta?

Sin da subito, appena ho letto il plot, e le descrizioni sommarie dei personaggi, mi si è formato un nodo in gola, o forse allo stomaco, che non ho ancora sciolto. La lavorazione ha amplificato di parecchio questo mio coinvolgimento, perché per buona parte della lavorazione ho scoperto gli sviluppi mano a mano che procedevo con il disegno. Sono curiosissimo di conoscere la reazione dei lettori, e immagino l’impazienza che provocheranno le attese tra un volume e l’altro, che si fa sempre piú insostenibile di albo in albo.

Domanda per entrambi, nuovi progetti a cui state lavorando e di cui potete darci un piccolo accenno?

Paola: Sul fronte fumetto in questo momento sto completando una sceneggiatura per Dylan Dog Oldboy e poi proporrò nuovi soggetti. Per quel che riguarda la narrativa sono ancora all’inizio della stesura di un romanzo e mi aspetta anche un nuovo progetto per ragazzi. Staremo a vedere.

Mattia: Da quando ho finito 10 ottobre, ho scritto e disegnato una storia tutta mia, che è giá sostanzialmente finita, e spero veda presto la luce. Una cosa lontanissimo da tutto quello che ho pubblicato finora, ma di cui ancora preferisco non parlare. Dopo quell’esperienza, che ho fatto davvero per me, senza ragionamenti editoriali, ho ripreso a pieno ritmo la produzione con Disney, e da piu di un anno mi dedico esclusivamente a quello. Ma non escludo nulla, muovermi su binari diversi ormai è quello che sta dando una forma alla mia carriera.

Grazie a Paola e Mattia per la disponibilità. Noi aspettiamo qui, trepidanti, di leggere il seguito di 10 ottobre!


Paola Barbato, Mattia Surroz
10 ottobre, vol. 1
Sergio Bonelli Editore, 18 novembre 2021
72 pagg., colore, cartonato, 22×30 cm, 16.00
ISBN: 9788869616365

Maurizio Vannicola

Il mio primo fumetto fu Dylan Dog, ma la rovina arrivò con I Cavalieri dello Zodiaco e la situazione declinò definitivamente con Sailor Moon. Il mio dolce preferito è la zuppa inglese... Ora lo sapete!

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